Referendum: Anpi per il NO, Cgil per il BOH

Referendum sul taglio dei parlamentari: “La Segreteria Nazionale della CGIL decide di non dare indicazione di voto, ribadisce la necessità di salvaguardare l’ordinamento parlamentare della Repubblica e la centralità della rappresentanza democratica, ferma restando la libertà di scelta nell’esercizio del voto di ogni iscritta e di ogni iscritto”.

Leggi il documento della segreteria Cgil

Una posizione ben diversa da NO esplicito pronunciato all’Anpi.

Leggi il documento del Comitato nazionale Anpi

Premesso che in queste ore siamo tutti alle prese con altri, rilevanti  problemi e che, proprio in forza di questi problemi, è probabile un rinvio del voto, la posizione della segreteria Cgil è un esempio di (cattivo) equilibrismo politico.

Le parole sono importanti, diceva Nanni Moretti, Se si legge il documento approvato, dal terzo capoverso in poi non si trovano una sola parola, un solo argomento, un solo dato statistico a conforto della libertà scelta. Si trovano invece parole, argomenti e dati che portarebbero ad una sola conclusione: il taglio dei parlamentari è inutile, sbagliato, demagogico.

E allora perché non invitare chiaramente a votare NO? Perché non mostrare coerenza tra le parole e i fatti? Si teme di perdere il consenso di qualche iscritto che simpatizza per la Lega o per i 5 stelle? Ci si sente in obbligo di assecondare le giravolte esibite dal PD sull’argomento? Si teme di assumere una posizione minoritaria?A parte il fatto che essere minoritari non significa essere in torto, essere ambigui è sicuramente peggio.

Si potrà obiettare che la CGIL non è sola, nel panorama desolante della sinistra che non c’è più:  a fronte della chiara posizione dell’Anpi, il silenzio, l’imbarazzo e il disinteresse sono diffusi e il Comitato per il NO è formato principalmente da singole – ma molto autorevoli – personalità, quelle che un ex segretario del PD ebbe a definire con disprezzo “professoroni”. Mal gliene incolse, fette non irrilevanti di popolo diedero ascolto agli accademici, piuttosto che a lui. Anche per l’acqua pubblica, fette rilevanti di popolo votarono senza badare alle indicazioni dei partiti e alle titubanze di molte “organizzazioni di massa”.

Tra i tanti vizi degli Italiani, l’attaccamento più o meno consapevole alla Costituzione è una gran bella virtù, che emerge anche in queste ore difficili nelle tante riflessioni sul ruolo fondamentale del servizio sanitario pubblico. Una virtù che meriterebbe maggiore coerenza da parte di coloro che svolgono importanti ruoli di rappresentanza. [Massimo Patrignani – ecoinformazioni]

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