Articolo Uno – Mdp/ Ricostruire insieme l’Italia e Como dopo il Covid-19

Collaborazione, responsabilità, innovazione; tre punti cardine da cui ripartire per ricostruire un sistema economico (e politico) solido, sul territorio europeo, nazionale e provinciale. Mentre si monitorano gli sforzi della sanità e delle pubbliche istituzioni, insieme con un doveroso e responsabile isolamento dei cittadini, per contrastare l’epidemia di Covid-19, il comitato provinciale comasco di Articolo Uno auspica più compattezza ed uniformità nelle decisioni, insieme con un piano di sostegno finanziario costante nel futuro del territorio.

«La nostra comunità nazionale sta vivendo uno dei momenti più drammatici della sua storia -paragonabile forse soltanto alle guerre del secolo scorso- per la gravità delle perdite umane, per le devastazioni del tessuto economico, per le limitazioni a cui è sottoposta la libertà di movimento di ciascuno.
L’epicentro di un’epidemia che sembra ormai assumere giorno dopo giorno un carattere globale è -nel nostro Paese- la Lombardia.

Il territorio comasco, benché colpito in misura finora inferiore rispetto ad altre provincie, vi è pienamente coinvolto. Anche qui, come altrove, la società ha dato prova di una grande capacità di resistere, attraverso l’impegno generoso dei medici e del personale sanitario anzitutto -a cui rivolgiamo un caloroso ringraziamento- e che ha già pagato anche da noi un significativo tributo di vite umane; il lavoro di tanti insegnanti e dirigenti scolastici capaci di evitare l’interruzione di un rapporto educativo con i loro alunni; l’attività di molti lavoratori nei settori pubblici e privati a cui è affidata la continuità dei servizi fondamentali; i cittadini che hanno, in grandissima parte, accettato disciplinatamente di sottoporsi alle necessarie limitazioni imposte o suggerite allo scopo di evitare la diffusione ulteriore del contagio.

Grazie, davvero, a tutti.

È in primo luogo dall’esercizio responsabile della cittadinanza che dipende e che dipenderanno le sorti del nostro Paese. L’angoscia di oggi per i troppi malati e per i morti che quotidianamente dobbiamo registrare, i timori per il futuro che ci aspetta, l’incertezza sui tempi e sui modi di un ritorno alla vita “normale”, pongono tuttavia alla politica domande che richiedono risposte serie e decisioni competenti.
Alle istituzioni di ogni livello chiediamo di agire in uno spirito di sana collaborazione, garantendo una maggiore trasparenza e una piena assunzione di responsabilità di fronte ai cittadini.
In questo senso, non sono davvero tollerabili le polemiche strumentali a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi da parte della giunta di Regione Lombardia, lo scaricabarile nei confronti del Governo nazionale per l’adozione di ulteriori restringimenti delle misure di prevenzione che in altre Regioni sono stati adottati autonomamente, la strumentalità propagandistica e l’improvvisazione di alcune scelte, come quella di rifiutare la ragionevole proposta di sfruttare le potenzialità dell’ex Ospedale Sant’Anna in funzione dell’alleggerimento della pressione che grava sulle strutture sanitarie.

Lo sforzo in atto per reperire mezzi e strutture per la gestione dell’emergenza, a fronte di un’organizzazione sanitaria della Lombardia che ha mostrato fragilità, squilibri e ritardi nel comprendere la portata dell’epidemia, vede in campo uno straordinario dispiegamento di mezzi e una solidarietà generosa anche a livello internazionale.
L’Unione Europea, dopo alcuni atti sbagliati, appare ora disponibile a farsi carico delle straordinarie difficoltà dell’Italia e ha compiuto un atto coraggioso, e doveroso, come la sospensione del “Patto di stabilità”.
Da Paesi come la Repubblica Popolare Cinese e Cuba, vengono concreti sostegni al contrasto dell’epidemia.
Dalla Confederazione Elvetica, con il lavoro della diplomazia italiana, attendiamo maggiori garanzie per la condizione dei lavoratori frontalieri e un più deciso contrasto alla diffusione del contagio.

L’economia, messa in ginocchio dal Covid-19, ha bisogno oggi di sostegni pubblici.
Quella del nostro territorio, con la vasta presenza di imprese esportatrici e di attività nel settore del turismo, rischia di essere particolarmente colpita e, con ogni probabilità, sarà posta di fronte alla necessità di riconvertire una parte del suo tessuto.
Ciò richiederà un impegno finanziario, pubblico e privato, rilevante, una regia intelligente, una visione innovativa.
Le misure adottate finora dal Governo nazionale, con le diverse forme di sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti, delle piccole e medie imprese, dei professionisti e delle famiglie, rappresentano un segnale positivo, l’avvio di un impegno a cui chiediamo venga data continuità, anche superando i limiti che alcune categorie hanno segnalato.

Oggi il compito di tutti, forze politiche, istituzioni, cittadini, comunità internazionale, è quello di coalizzarsi contro la “peste” che ha seminato sofferenze, lutti e paura.
Quello di noi tutti è di attenerci scrupolosamente alle indicazioni che vengono dalla autorità sanitaria, rispettando in particolare le misure di isolamento adottate, assumendo comportamenti ordinati per gli approvvigionamenti alimentari, aderendo ai consigli di tipo igienico.

“Io resto a casa” è oggi un imperativo assoluto per la salute propria e degli altri.

Affrontare la crisi attuale è toccato soprattutto a una maggioranza e a un Governo -di cui la sinistra è parte integrante, insieme al PD e al M5S- che ha mostrato compattezza e senso della responsabilità.
In esso, il ruolo più esposto, insieme con quello del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è quello del ministro della salute Roberto Speranza, segretario nazionale del nostro partito.
A lui vanno la nostra solidarietà e il nostro sostegno, insieme a quello della maggioranza degli italiani che, in queste settimane, hanno mostrato di apprezzarne la dedizione, il senso della misura e la determinazione».

[Articolo Uno, comitato provinciale di Como)

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