Articolo 1/ Vincere l’inerzia

Articolo 1 contro l’inattività del Comune e delle altre istituzioni locali che attendono senza né costruire né progettare interventi per il futuro della città. «Uscire dall’inerzia con una nuova progettualità per garantire un futuro all’economia e alla società comasca. Lo shock dell’epidemia in corso ha visto finora le istituzioni locali maggiori –in particolare il Comune di Como- in una situazione preoccupante di inerzia.


A differenza di quanto accade in altre realtà – a partire da Milano -, amministratori, istituzioni e partiti appaiono assenti e distratti dalle polemiche nazionali e incapaci di assumere qualsiasi iniziativa.
Tutto sembra sospeso, bloccato dalla mancanza di idee e di iniziativa, in attesa di una generica ripartenza che non potrà avvenire – e non è opportuno che avvenga- in modo spontaneo e senza le necessarie innovazioni.
Il momento attuale richiederebbe uno slancio operativo e una capacità progettuale che finora sono del tutto mancati.
Lo slogan “niente sarà come prima” riguarda anche il salto di qualità che le istituzioni locali (i Comuni – a partire dal capoluogo- l’Amministrazione Provinciale, la Camera di Commercio, ma anche l’Ast l’Ufficio territoriale del Miur ad esempio) sono chiamati a compiere.
È urgente, a nostro parere, che i diversi enti, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e coordinandosi tra loro, sappiano affrontare in modo più incisivo l’emergenza attuale e attrezzino il territorio comasco ad affrontare i nuovi scenari che si prospettano.
Occorre, ad esempio: · assumere decisioni in ordine alla destinazione dei diversi servizi sanitari e dell’ex Ospedale di Camerlata il cui mancato utilizzo, nell’emergenza attuale e nella prospettiva di realizzare ospedali dedicati al covid-19, è del tutto inspiegabile; · svolgere una seria ricognizione delle Rsa presenti sul territorio e costruire modelli innovativi di assistenza agli anziani in grado di garantire una maggiore sicurezza; · realizzare un piano per garantire la sicurezza dei mezzi del trasporto pubblico e il distanziamento previsto dalle norme, per fronteggiare il probabile aumento della mobilità privata e per realizzare percorsi ciclo pedonali protetti; · definire un piano per garantire il rientro di bambini e ragazzi nelle scuole attraverso i necessari interventi sulle strutture e un’azione di sostegno agli istituti per attrezzare scuole e famiglie con dispositivi e connessioni efficaci per la didattica a distanza; · definire procedure e forme meno empiriche di organizzazione del lavoro a distanza integrandole nella normale attività degli enti pubblici e adeguare alle novità in atto i contratti di lavoro; · avviare la definizione di un piano a medio termine per il rilancio e la riconversione dell’apparato produttivo (nei settori industriale, turistico, commerciale) avvalendosi delle risorse tecniche disponibili nelle Università e negli enti di ricerca e raccordandosi con le realtà rappresentative di lavoratori e imprese, per poi avanzare precise proposte a Regione e Governo». [Articolo 1 Como]

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