Non rianimate il mostro paratie

Ricordate il mostro paratie? Quello che ha utilizzato i soldi per il contrasto al dissesto idrogeologico per il progetto faraonico di fermare le acque del Lario, quello che si è alimentato con bustarelle, errori e incapacità, quello che ha deturpato la riva del Lago di Como al punto che persino il monumento a Libeskind sembra meno brutto e inutile. Bene, se ne parla ancora in Consiglio comunale. Elisabetta Patelli, portavoce regionale dei Verdi, si scaglia contro chi intende proseguire nella telenovela e vuole rianimare il cantiere del mostro del Lario.

«Se non siamo  alle solite dichiarazioni  vane, c’è davvero di che preoccuparsi! L’unica urgenza ora è una pianificazione smart della riapertura totale,  a partire dai trasporti che rischiano da settembre  di render impossibile la vita in questa città. Altro che paratie!!! Grande opera inutile, scempio ambientale e sperpero di denaro pubblico. La nostra economia, a partire dal turismo, sarà già in gravissima difficoltà, la ripresa va ripensata in chiave smart. Con un trasporto pubblico ridotto e la tendenza ad usare la  auto privata per timore di contagi, quando riapriranno le scuole  sarà il delirio. Gli  Amministratori, insieme alle parti economiche e sociali, devono convocare immediatamente un Tavolo per promuovere smart working, corporate sharing, piano degli orari  differenziati della città, la  Rete di Mobilità di Emergenza per accogliere l’utenza che abbandona il trasporto pubblico indirizzandola verso mezzi alternativi all’automobilità. L’urgenza non è un cantiere infinito, deturpante  e impattante che blocca ulteriormente il traffico, bensì alternative di movimento che liberino spazi per pedoni, disabili, biciclette, moto e monopattini elettrici e aree tolte alla macchine da attribuire in uso gratuito agli  esercizi commerciali perché possano prendere fiato  rispettando le sicurezza dei clienti. Il cantiere sarà il colpo di grazia alla mobilità e al turismo. La regione avrebbe dovuto trarre insegnamento e convertire straordinariamente la  incredibile quantità di denaro pubblico a sostegno di una ripresa vera  e sostenibile della città. Questo è quello di cui Como ha bisogno». [Elisabetta Patelli]
 

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