Comoaccoglie/ Di nuovo senzatetto abbandonati a se stessi?

Il problema delle persone senza fissa dimora rischia di aggravarsi con la chiusura delle strutture adibite all’ospitalità approntate per l’emergenza sanitaria degli scorsi mesi. Comoaccoglie sottolinea come, in un momento non semplice come quello attuale, pur con tutte le difficoltà del caso, sia ancora più necessario non abbandonare queste persone ad un futuro incerto.

«Che ne è stato delle persone senzatetto mentre noi eravamo chiusi nelle nostre case e cosa ne sarà nell’immediato futuro?
Noi volontari di Comoaccoglie siamo molto preoccupati di fronte all’idea che nelle prossime settimane torneranno a essere abbandonati nelle strade con tutti i problemi che questo comporterà per loro e per tutti i cittadini in un contesto aggravato dalla pandemia; ancora sono necessarie molte cautele per non minacciare la salute pubblica.
In questi mesi, mentre il pericolo di contagio nella nostra regione era particolarmente forte, si è riusciti ad offrire loro un riparo.
Tutto il mondo del volontariato e del terzo settore non si è mai fermato. Operatori e volontari hanno continuato a offrire assistenza, pur sapendo che si esponevano a qualche rischio per la loro stessa salute; hanno contribuito ad affrontare la situazione in contesti non sempre facili, in strutture, come quelle messe a disposizione da Caritas in via Sirtori, non certo ottimali, ma che comunque offrivano condizioni pur sempre migliori, più sicure e più dignitose rispetto all’abbandono per le strade.
In questo contesto ci sono stati anche momenti di gioia e speranza per il futuro, come il matrimonio di due ospiti.
E buone notizie giungono anche dalla palestra Mariani, messa a disposizione dal Comune, dove è stato ospitato un gruppo di persone senzatetto per diminuire l’affollamento della struttura di via Sirtori.
A condizioni che possono apparire minime come un tetto sopra la testa, servizi igienici, un locale spazioso e ben pulito, si è accompagnata l’attenzione e la professionalità degli operatori della Fondazione Somaschi e l’empatia dei volti noti dei volontari. Questo periodo è stato per gli ospiti un momento significativo, un percorso umanamente importante.
Ora è prevista per l’8 giugno la chiusura della struttura di via Sirtori e le settantacinque persone ospitate, italiane e provenienti da altri Paesi, si ritroveranno per strada.
Alla fine di giugno si sospenderà anche l’esperienza dei venti ospiti della palestra Negretti.
Dall’amministrazione comunale finora ora non sono state presentate possibili soluzioni.
Abbiamo grandi preoccupazioni. Le condizioni materiali di chi vive per strada sono molto dure e l’emarginazione incide anche sullo stato psicologico di persone spesso fragili. Già conosciamo i disagi degli anni passati. Ora non potranno avvalersi nemmeno di quell’aiuto che noi volontari di Comoaccoglie offrivamo per garantire un minimo di dignità: borse personali con le coperte, deposito bagagli, lavaggio coperte e indumenti. Non c’è più luogo di deposito e i volontari saranno esposti al rischio di contagio, così come le stesse persone senzatetto che vivranno in condizioni di assembramento, con tutti i pericoli che questo comporterà per la loro salute e per quella pubblica.
Confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni insieme alla rete delle associazioni di volontariato e del terzo settore che sta svolgendo un’azione importante nell’affrontare tutte le situazioni di grave marginalità. Riconosciamo la gravità dei problemi che anche il Comune ha dovuto affrontare in questo periodo e sappiamo che non esistono facili soluzioni, ma questo non può esimere l’amministrazione cittadina dall’assumersi le proprie responsabilità». [Comoaccoglie]

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