Ciao Gianni

Ci ha lasciati il 30 novembre, a 88 anni, Gianni Silva. Nella grande famiglia dei dipendenti comunali, Gianni occupa un posto di rilievo. E’ stata una colonna dell’ufficio “pubblica istruzione”, prima che lo chiamassero pomposamente “politiche educative” e nel contempo lo svuotassero di ruolo e di risorse. Lavorava bene senza tirarsela, non aveva velleità di carriera ma era una sicurezza per tutti, dirigenti ed assessori.

Non aveva nulla del burocrate. Era acuto, ironico, divertentissimo. Ispirava fiducia ed amicizia al primo colpo. La dimensione lavorativa faceva il paio con quella comunitaria. Erano anni nei quali una generazione di giovani dipendenti pubblici si impegnava, dall’interno, per una riforma democratica della pubblica amministrazione, ed in parte la realizzava, prima che venissero in auge le privatizzazioni e i tagli ai bilanci.

Di quella generazione, a Como, Gianni è stata la chioccia. La sua casa in via Giulini era al tempo stesso circolo ricreativo e sede sindacale, lui garantiva buona cucina, ospitalità, memorabili barzellette insieme a costruzione di vertenze, dibattiti politici, telecronache dell’Inter, progetti di vacanze insieme.

Io ho cominciato a lavorare in Comune il 17 gennaio 77 e ho subito cercato Gianni per chiedergli l’iscrizione al sindacato. Sapevo che frequentava la sezione Gramsci del Pci e di conseguenza credevo fosse iscritto alla CGIL. Invece, stranamente, era della Uil. Seppi poi che non era strano, c’era in lui una matrice repubblicana, che non gli impedì di maturare la scelta di seguire il gruppo di comunisti eretici con Maurizio e Luce, con Arialdo e tanti altri. Comunque sia, il 18 gennaio mi aveva già procurato la tessera “giusta”. Seguirono anni bellissimi, cresceva un gruppo formidabile di amici-amiche e compagni-compagne. Oggi è bello ricordare quelli che non ci sono più, come Lucia e Gigi, due figure che con Gianni hanno avuto un rapporto speciale; come Valter, che in quella casa trovava un po’ di pace dai suoi tormenti interiori.

E poi, tanto altro: le scampagnate, una vacanza indimenticabile in Provenza e Val d’Aosta; la sua bella famiglia; Chalo, un cane “tutto il suo padrone”.

Cosa rimane oggi? Poco o nulla, se si guarda il degrado del quale sono pervasi i corridoi di palazzo Cernezzi. Tanto, tantissimo, se si ha riguardo per i semi preziosi di quella stagione: quelli che Gianni coltivava nel suo giardino li hanno coperti con i pilasti di un autosilo; quelli che ha coltivato nelle relazioni con me, con noi “comunali” di quegli anni splendidi, hanno radici solide e daranno fiori ad ogni primavera.

Ciao Gianni, ti sia lieve la terra. [Massimo Patrignani, ecoinformazioni]

Non posso rinunciare ad aggiungere qualche parola al bel ricordo che hai scritto, Massimo, perché io – come tanti – ho avuto Gianni per amico senza mediazioni “sindacali” e, forse, persino “politiche”, nonostante che molto spesso fossimo d’accordo (ma altre volte, anche no).

Gianni è stato, già da pensionato, un collaboratore di parecchie imprese del nostro studio Nodo, un “uomo di fatica” lo si sarebbe definito in altri tempi, nel senso che ci dava una mano a montare e smontare vari allestimenti (mostre, stand ecc.) e quei momenti servivano anche a conoscersi, a chiacchierare, a dire cazzate (eh sì, non dobbiamo prenderci troppo sul serio…). Gianni è stato anche un commensale dei sabati a mezzogiorno nella “famiglia allargata” di cui ho fatto parte anch’io, per tanti mesi. È stato anche compartecipe della costruzione di quei pranzi… Ma qui mi corre l’obbligo di ricordare un incidente di percorso che per tutti noi è rimasto indissolubilmente legato al suo ricordo: un sabato si offrì di fare per tutti la ribollita alla toscana, proposta che venne accolta con entusiasmo. Qualcosa però andò storto e quella ribollita, tanto apprezzata al momento, provocò a tutti un micidiale mal di pancia (io fui, fortunatamente, tra i tanti quello che ne risentì di meno, e quindi posso raccontare, a distanza di anni, la storia senza particolare dolore…).

Ecco Gianni per me è rimasto tutto questo: condivisione e socialità, nel lavoro come nel tempo libero.

Ciao Gianni. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

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