«Là dove si calpesta il pane si finisce per calpestare anche gli uomini»

Sono parole pronunciate dal poeta tedesco C. J. Heinrich Heine, il letterato vissuto nella prima metà dell’Ottocento, circa un secolo prima delle Bücherverbrennungen”, i roghi dei libri organizzati nel 1933, sempre in Germania, dai nazisti al potere.

Volevano eliminare tutto ciò che era contrario allo “spirito tedesco” e quindi in quei roghi finirono i libri di: Hemingway, London. Einstein, Zola, Brecht, Marx, Kafka, Freud, Musil, Proust, Roth, Joyce, Hesse e tanti altri, compresi quelli dello stesso Heinrich Heine. Per i nazisti bisognava fare pulizia, la cultura e la nazione tedesche tenuta lontano dalle infezioni delle altre popolazioni.

A Como abbiamo assistito, tra le misure adottate per contenere la diffusione del virus Covid-19, alla chiusura delle scuole e, quindi, a un duro colpo all’istruzione e alla socialità. Nella nostra città gli ordini che arrivano “dall’alto” impongono uno sgombero di persone per lasciare spazio a hotel e parcheggi. Alle 9 del 2 dicembre sono iniziate le operazioni di ordine e pulizia nell’area dell’ex scalo merci, accanto alla stazione di Como San Giovanni, senza alcun avvertimento, come ha lamentato Marta Pezzati, presidente di Como Accoglie. “Abbiamo saputo solo all’ultimo momento che ci sarebbe stato lo sgombero dell’area e che queste persone avrebbero perso all’improvviso quella che per loro è l’unica casa che hanno. Bastava qualche giorno in più di preavviso per attivare la rete del settore della grave marginalità così da dare modo alle varie realtà di volontariato di trovare soluzioni di emergenza per queste persone” e così una trentina di senzatetto di diversa provenienza, tra cui rom, afgani, pakistani, si sono trovati senza un riparo.

E’ una questione interminabile, a cui non si vuole porre una fine. Spostare il problema da una parte all’altra senza trovare una soluzione concreta che smetta di amplificare la sofferenza degli ultimi, è ormai la prassi di chi governa questa città. [Mara Cacciatori, Arci-ecoinformazioni] foto Marta Pezzati per ecoinformazioni]

Leggi sullo stesso argomento anche l’articolo di Luigi Nessi.

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