smart

Abbasso la guerra alla Leonardo

Moltissime le realtà che hanno risposto all’appello del Centro di documentazione Abbasso la guerra per celebrare l’entrata in vigore del Trattato per l’abolizione delle armi nucleari il 22 gennaio all’ingresso della Leonardo (ex Aermacchi) di Venegono Superiore.

Il presidio, a cui ha partecipato un ristretto numero di delegati delle realtà promotrici a motivo della pandemia, si è svolto regolarmente nonostante il meteo inclemente, dimostrando come sia ancora possibile occupare civilmente le piazze senza mettere in pericolo la salute pubblica. La forte coesione tra i manifestanti, probabilmente agevolata dalla gioia di potersi incontrare nuovamente per affermare quei valori per cui si è lottato una vita (e per di più in un giorno di festa!), ha comunicato chiaramente la volontà di non smobilitare né di lasciarsi travolgere dal flusso immateriale, talvolta inconsistente, delle iniziative via web.

Nell’aprire l’iniziativa Elio Pagani, storico volto del pacifismo varesino e Presidente di Abbasso la Guerra, ha ricordato il percorso che ha reso possibile l’entrata in vigore del Trattato e gli ostacoli che ancora si frappongono al totale disarmo degli arsenali nucleari, che sottraggono tutt’ora un ammontare esorbitante di risorse allo stato sociale. Basti pensare che l’Italia spende ogni anno 100 milioni di euro per il mantenimento delle basi dotate di testate nucleari, 4 volte tanto ciò che destina all’Organizzazione mondiale della sanità.

Ester Francescato (Abbasso la Guerra) ha poi ricordato il merito di quei 51 paesi (oggi 52, con la Cambogia) che hanno avuto il coraggio di ratificare il TPAN, dimostrando una lungimiranza del tutto assente nei grandi protagonisti della geopolitica mondiale. La stessa Italia si è ben guardata dal compiere una scelta ritenuta necessaria dal 70% della sua cittadinanza, secondo gli ultimi sondaggi. Ciò in ossequio ai diktat della Nato, che non intende rinunciare facilmente a uno degli strumenti più efficaci per mantenere nella propria stretta imperialista i popoli che le sono assoggettati.

Proprio per ringraziare gli stati firmatari, diversi manifestanti hanno proclamato a turno i loro nomi (l’elenco completo è in fondo all’articolo).

Infine la manifestazione si è conclusa con un simbolico disarmo di una bomba nucleare B61-12: un arcobaleno di Pace l’ha resa innocua.

Video:

Il documento dei promotori della manifestazione, letto da Elio Pagani:

Il 22 gennaio 2021 entra in vigore il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari.
Le armi nucleari diventano illegali grazie a questa nuova norma internazionale.
È un fatto storico che delinea la salvezza dell’Umanità dal flagello della Guerra Nucleare.

Questo Trattato, maturato in ambito ONU il 7 luglio del 2017, è stato approvato subito da 122 Paesi membri su 193. Si era allora stabilito che per diventare attivo, il Trattato dovesse essere ratificato da almeno 50 paesi, cosa avvenuta il 25 ottobre 2020. In aggiunta a questi, anche più di 30 paesi hanno già aperto la procedura di ratifica.
Non vogliono sottoscrivere questo Trattato i 9 Paesi nucleari: USA, Russia, Gran Bretagna, Francia, Cina, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele, sebbene vi sia una posizione più morbida della Cina. La NATO, di cui fanno parte 30 Paesi, ha chiesto perentoriamente ai suoi membri di non firmarlo. Tra essi, Italia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Turchia schierano sul proprio territorio bombe termonucleari statunitensi B61. In Italia si stima la presenza tra le 40 e le 70 armi termonucleari nelle aerobasi di Ghedi (BS) ed Aviano (PN). Queste armi saranno sostituite a breve con le più moderne e letali B61-12 che saranno montate sui nuovi cacciabombardieri F35, anch’essi più pericolosi degli MRCA Tornado e degli F16 che attualmente le portano. Noi contestiamo la presenza di armi atomiche in Italia, non solo perché i luoghi di stoccaggio diventano essi stessi obiettivi nucleari e quindi un rischio reale per tutti noi, ma anche perché non possiamo accettare di essere complici di un potenziale sterminio di milioni di esseri umani.

L’importanza dell’entrata in vigore del Trattato il 22 Gennaio 2021 è dovuta anche al fatto che allontana i rischi di guerra atomica, accentuati dalla dissoluzione di Trattati ed accordi preesistenti, tanto che gli scienziati atomici americani lanciavano l’allarme: non siamo mai stati così vicini alla catastrofe nucleare. Le 13.400 testate atomiche esistenti nel mondo, in via di modernizzazione, hanno costi da capogiro:
circa 140 mila dollari al minuto, per un totale di oltre 70 miliardi di dollari nel 2019, pari a 24 volte il budget annuale delle Nazioni Unite.
Se si calcolano anche i costi indiretti, come i danni ad ambiente e salute o la difesa missilistica per proteggere le testate nucleari, il costo supera i 100 miliardi l’anno. Cifre enormi e in costante crescita: +10 per cento tra il 2018 e il 2019. Il costo annuo per l’Italia per il mantenimento delle basi arriva a 100 milioni! Quattro volte quanto il nostro Paese versa all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Una vergogna in rapporto alla crisi sanitaria ed economica indotta dalla pandemia.

Tra le voci di leader mondiali che hanno sostenuto il Trattato vi è quella di Papa Francesco che affermò: “E’ da condannare con fermezza la minaccia dell’uso di armi nucleari, nonché il loro stesso possesso, proprio perché la loro esistenza è funzionale a una logica di paura che non riguarda solo le parti in conflitto, ma l’intero genere umano. Le armi di distruzione di massa, in particolare quelle atomiche, altro non generano che un ingannevole senso di sicurezza e non possono costituire la base della pacifica convivenza fra i membri della famiglia umana, che deve invece ispirarsi ad un’etica di solidarietà.”

Per questo i sottoscrittori di questo documento celebrano, in sintonia con ICAN, l’entrata in vigore del Trattato, esigendo al contempo che il Governo italiano lo firmi e rimuova dal suolo italiano le testate termonucleari (anche in rispetto del Trattato di Non Proliferazione ratificato nel 1975, dell’art. 11 della Costituzione e di altre norme italiane e internazionali).

Abbasso la Guerra OdV, ACLI provinciali Varese, Assoc. Culturale Rag Time Varese, Assoc. GIM Progetti, Assoc. I Care, Assoc. Pace e Convivenza di Sesto Calende, Comitato Cernobyl Induno O., Comitato varesino per la Palestina, Donne in Nero Varese, Filmstudio 90, Forum Contro la Guerra, GIM-Terredilago Coop.Soc., Greenpeace Gruppo Locale di Varese, Laudato si’, Legambiente Varese, Mese per la Pace Como, Missionari Comboniani Venegono Superiore, Mese della Pace Como, Movimento Ubuntu, nAzione Umana, Parrocchia di Rebbio, Punto Pace di Pax Christi Tradate, Religions for Peace Varese, Teatro Franzato, Un’Altra Storia Varese, 4 Passi di Pace, ovvero: ANPI Saronno, Assoc. Auser Volontariato Saronno, Assoc. Centro Recupero Arti e Mestieri, Assoc. Culturale “Il Pozzo” di Rovellasca, Assoc. di Promozione Sociale “Gianni Ballerio”, Assoc. Multiculturale “OASI” di Rho, Asvap 4, AVULSS, Centro Culturale Islamico di Saronno, Centro di Incontro, Commissione Carità – Missione e Migranti, Consiglio Cittadino Migranti di Rho, Emergency Gruppo di Saronno, FIAB Saronno, Giovani Musulmani d’Italia-Saronno, GIVIS, Gruppo Alice, Il Sandalo Equosolidale, Il Sole Onlus, L’Isola che non c’è, MASCI, Pastorale Migranti Zona IV, Semplice Terra, Villaggio SOS Saronno.

Il discorso pronunciato da Ester Francescato per introdurre il presidio:

Ci riuniamo qui oggi per festeggiare l’entrata in vigore del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari. Il 22 Gennaio 2021 è una data storica.

E oggi la storia la fanno Tuvalu e Vanuatu, la fanno il Paraguay e Saint Kitss e Nevis, Malta, il Botswana, Laos, il Vaticano, Samoa e l’Honduras, la fanno i 50 stati che hanno ratificato il trattato. Anche sul fronte della pace, come già accade per la lotta al cambiamento climatico, un messaggio forte ci arriva dai paesi del Sud del mondo. Oggi sono loro le grandi potenze. Grandi potenze perché sanno fare scelte grandi e coraggiose; grandi come il mondo e non come gli interessi di pochi che per arricchirsi sono pronti a schiacciare milioni di persone e a mettere in pericolo la presenza della vita stessa sulla Terra, scelte lungimiranti che superano il miope sguardo sul presente e che aprono al futuro.

La storia la fa la società civile mobilitata, la fa il premio Nobel per la pace Ican, e siamo tutti premi Nobel per la Pace con Ican. L’entrata in vigore del Trattato è il frutto, dell’impegno di tanti e di tante che da anni credono, collaborano e agiscono per un mondo di Pace. E’ una speranza e un incoraggiamento per tutti coloro che sono sfiduciati, che dubitano del potere dei movimenti nati dal basso. E se è vero che il risultato è ancora parziale, non significa che la strada non sia giusta. Bisogna gridare ancora più forte, unirsi maggiormente e non mollare la presa perché è una battaglia che riguarda tutti e che non si può perdere.


E proprio oggi con l’energia e la forza che ci dà il celebrare una vittoria, e l’ essere riuniti da un’ideale, riprendiamo la nostra denuncia verso lo Stato italiano che rifiuta di firmare il trattato. L’Italia rinuncia alla sovranità del popolo sottostando agli imperativi della NATO e non tenendo conto che nei sondaggi il 70% della popolazione italiana si esprime per la messa al bando delle armi nucleari.

L’Italia durante una pandemia, che ha messo in crisi l’economia e la società, continua ad investire miliardi in armamenti e per il mantenimento delle basi fingendo di ignorare che la vera sicurezza passa dagli ospedali e dall’equa distribuzione delle risorse.
L’Italia che rivela la sua perversa scala delle priorità chiudendo le scuole ma non le fabbriche di armi.
L’Italia mette in pericolo i suoi cittadini ospitando a Ghedi e ad Aviano bombe nucleari la cui sola presenza espone ad attentati terroristici, attacchi militari e incidenti nucleari.


Negli ultimi anni l’Italia si sta preparando a ricevere in queste basi nuovi ordigni, le bombe B-61.12, più pericolose e costose. Proprio una bomba B-61 12 è il simbolo che abbiamo portato in questo presidio. Tra poco romperemo il sostegno che la tiene in piedi perché è questo l’impegno che ci assumiamo e a cui invitiamo tutti i cittadini e lo Stato italiano: basta sostenere i letali ordigni criminali, basta sostegno agli arsenali atomici in Italia. Gli arsenali saranno mantenuti operativi solo nella misura in cui noi lo permettiamo. Facciamoci sentire!

Gli stati che hanno sottoscritto il Trattato:

  1. Antigua e Barbuda
  2. Austria
  3. Bangladesh
  4. Belize
  5. Benin
  6. Bolivia
  7. Botswana
  8. Isole Cook
  9. Cambogia
  10. Costa Rica
  11. Cuba
  12. Dominica
  13. Ecuador
  14. El Salvador
  15. Figi
  16. Il Gambia
  17. Guyana
  18. Vaticano
  19. Honduras
  20. Irlanda
  21. Giamaica
  22. Kazakistan
  23. Kiribati
  24. Laos
  25. Lesotho
  26. Malaysia
  27. Maldive
  28. Malta
  29. Messico
  30. Namibia
  31. Nauru
  32. Nuova Zelanda
  33. Nicaragua
  34. Nigeria
  35. Niue
  36. Palau
  37. Palestina
  38. Panama
  39. Paraguay
  40. Saint Kitts e Nevis
  41. Santa Lucia
  42. Saint Vincent e Grenadine
  43. Samoa
  44. San Marino
  45. Sud Africa
  46. Tailandia
  47. Trinidad e Tobago
  48. Tuvalu
  49. Uruguay
  50. Vanuatu
  51. Venezuela
  52. Vietnam

[Abramo Francescato, ecoinformazioni]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: