Zaire's President Mobutu Sese Seko leans on his cane during press conference on the South African naval vessel Outeniqua off Pointe Noire [with rebel leader Laurent-Desire-Kabila and chaired by South African President Nelson-Mandela] May 4. [Mobutu proposed to hand over power to an elected president according to a UN envoy.] - RTXHJDU

Votiamo un presidente zombie

Sarà velleitario che un piccolo giornale faccia la proposta per la Presidenza della Repubblica, ma non vogliamo stare zitti e puntiamo su Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga. Si tratta del dittatore sanguinario dello Zaire (prima Congo, poi Congo). Perché proprio lui?

Perché abbiamo con raccapriccio preso atto che, nelle votazioni dei giorni scorsi nell’irrefrenabile logorroica cronaca senza senso di ciò che avveniva in Parlamento, la schiera foltissima dei giornalisti che tutto (e il suo contrario) hanno commentato, previsto, smentito, anticipato, confermato, suggerito, proposto, non sono trasaliti e non hanno dato la giusta enfasi alla notizia del comportamento eversivo del centrodestra il quale, senza pudore, ha messo in chiaro che il nome della candidata presidente del Senato era particolarmente degno perché si prestava a facilitare il controllo dei voti, data la possibilità di indicarla con diverse formulazioni possibili con il nome esteso “Maria Elisabetta Alberti Casellati”. Così si sono trasformate le schede elettorali in pizzini e si è non solo eversivamente annullata la segretezza del voto, ma anche affermata pubblicamente la necessità di costringere la politica al controllo mafioso delle preferenze da premiare o punire nelle “nomine” dei parlamentari futuri.

Scandaloso che ciò non abbia fatto scandalo, non abbia determinato l’intervento dello stesso Mattarella che è ancora, fino a decadenza, custode della Costituzione e della liceità dello Stato.

Quindi meglio prenderne atto e scegliere un candidato “super partes” come Mobutu Sese Seko Kuku Ngbendu Wa Zabanga che, nonostante sia (per fortuna) defunto, offre ai leader politici, morti viventi, dominanti, la possibilità di controllare meglio le preferenze anche delle più piccole correnti di coloro che sono stati da loro nominati (costringendo gli elettori a votarli) e che, come è naturale, si ribellano ai capibastone perché non in grado di consentire loro una nuova legislatura.
Si potrebbe per essere meno cupi scegliere anche – Paolo Villaggio apprezzerebbe – la “Contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare”. Che sarebbe anche “donna”. Quanto Mobutu fu “uomo”.

In attesa della svolta epocale del super pizzino si continui a votare Manconi e non ci crucciamo del fatto che gli otto voti conseguiti fino a ora dal difensore strenuo dei diritti siano, data la brevità del nome, attribuibili senza verifica indistintamente a Verdi e Sinistra Italiana. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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