23 settembre/ L’Arci allo sciopero FFF

«Andiamo alle elezioni. Ci impegniamo a usare bene questi mesi. Dobbiamo provare a salvarci: a salvare noi, il clima, i diritti, la pace, la democrazia, il diritto al futuro e al vivere bene per tutti e per tutte. Non è facile, ma insieme dobbiamo e possiamo farlo. Riprendiamo in mano il potere che ci appartiene, riuniamoci, organizziamoci, mobilitiamoci nei nostri territori, nelle nostre comunità insieme agli altri attori sociali che condividono questi contenuti: il progetto per una società diversa e un mondo migliore e più giusto, senza farci dividere dalla campagna elettorale. Usiamo la campagna elettorale per mettere al centro i nostri problemi, le nostre proposte, le nostre legittime esigenze. Il 23 settembre, ultimo giorno di campagna elettorale, saremo insieme ai Fridays For Future in tutte le piazze d’Italia per la giustizia climatica e sociale.»

Sono le prime righe del comunicato della Presidenza Nazionale dello scorso luglio, sulle elezioni politiche che erano appena state convocate. Effettivamente, i giovani di Fridays for Future ci offrono, con il loro Sciopero Globale per il Clima, una inedita opportunità di esprimere pubblicamente i nostri contenuti, proprio il giorno in cui si chiuderà la campagna elettorale. In moltissime città d’Italia ci saranno manifestazioni di piazza, cortei e tante diverse iniziative, che i gruppi locali dei FFF stanno organizzando. Ne sono previste almeno settanta, città principali incluse.

Nella loro piattaforma giustizia climatica, giustizia sociale, democrazia e diritto alla partecipazione sono strettamente uniti. C’è spazio per tuttə noi, per tutte le nostre rivendicazioni, per tutte le nostre proposte, per manifestare tutte le nostre paure e tutto il bisogno di una società, di una economia, di una umanità diversa e migliore che si prenda cura di tutta la vita, garantendo un futuro al pianeta, ai viventi e alla specie umana, e una vita degna a tuttə.

Il cambiamento climatico non è più una minaccia, è ormai una realtà anche nel nostro paese. La guerra in Ucraina continua, e altre nubi nere si addensano nello scenario internazionale. Le conseguenze della guerra e la crisi energetica stanno ricadendo come una scure sulla vita quotidiana, con il carobollette e il carovita. La diseguaglianza continua a crescere, causando sempre nuova pervasiva povertà e malessere sociale. E i pericoli per la vita dei migranti, dei richiedenti asilo, delle donne, delle persone LGBTQIA+, per i diritti civili e democratici rischiano, dopo le elezioni, di essere ingigantiti e aggravati.

Non lasciamo sola la nuova generazione, che non si rassegna a un futuro da incubo e giustamente afferma che le cose possono essere cambiate, in modo concreto, a partire da ora. Facciamo sentire al quadro politico, che esistono nella società le risorse, le competenze, le esperienze per cambiare rotta subito e presto.

E del resto, sono proprio i FFF a cercare alleanze e relazioni, come hanno dimostrato anche nel loro Climate Social Camp di Torino – l’appuntamento europeo di luglio alla cui  realizzazione ha partecipato l’Arci di Torino, e ai cui dibattiti l’Arci nazionale è stata invitata a portare un contributo. [Arci nazionale]

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