Non solo parrocchie, anche politica locale

Lungi da me non essere d’accordo con don Giusto… la storia dice che da sempre gli ho voluto bene, l’ho sempre apprezzato e stimato, condividendo tutte le sue scelte. Però leggendo il suo invito alle parrocchie a dare ospitalità ai profughi (che anch’io sono sicuro arriveranno in numero maggiore a Como), vorrei sottolineare che non si deve dimenticare l’impegno che deve sostenere la nostra città, l’impegno civico. Questo assolutamente senza dimenticare e sottolineare tutto quello che le comunità cristiane a Como hanno fatto e continuano a fare, seguendo, realizzando e attualizzando le scelte evangeliche. Como ha una lunga storia di accoglienza, è nel suo Dna.

Città di frontiera, ha logicamente questa situazione da affrontare. Quindi oltre che rivolgersi alle parrocchie, occorrerebbe insistere e mettere la politica locale davanti alla sua responsabilità, riflettendo su tutti gli spazi vuoti che Como ha.

Pensiamoci: dal centro di Prestino, alla casa di via Volta, a via Conciliazione, alla scuola di Tavernola, all’ex Centro Puzzle. Questo senza dimenticare tutti gli appartamenti comunali vuoti!!!

Restituendo alla città questi spazi si potrebbero superare tante difficoltà di nostri concittadini e si potrebbe realizzare tanta accoglienza, ciò che una città Messaggera di Pace dovrebbe fare e allestire in questo tempo. Cosa questa che è ribadita nella nostra Costituzione, quindi “cosa” da fare, ora essenziale. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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