Argentina/ Elezioni/ Votare con le Madres

Domenica 22 ottobre gli argentini voteranno il presidente e il vicepresidente della Repubblica. L’esito di queste elezioni è cruciale per il futuro del paese. Il 19 ottobre, Las Madres de Plaza de Mayo, durante la marcha n. 2.375, hanno, pur rispettando il silenzio elettorale, esortato ad andare a votare, votare bene e se le cose non dovessero proprio andare bene loro non si arrenderanno e non rimarranno zitte.

Si confronteranno tre candidati; Javier Milei (La Libertad Avanza, estrema destra), Sergio Massa (Union por la Patria, peronismo), Patricia Bullrich (Juntos por el Cambio, destra) e altri candidati minori. I sondaggi danno nel migliore dei casi il ballottaggio tra Milei e Massa e non escludono la possibilità che Milei possa essere eletto al primo turno perché per essere eletto presidente bisogna ottenere il 45% dei voti o il 40% dei voti e 10 punti di vantaggio sul secondo eletto.

La situazione economica e sociale in Argentina è drammatica. Deve restituire al Fondo monetario internazionale il prestito concesso in modo poco trasparente al presidente Macrì nel 2018 e rinegoziato nel 2022 dall’attuale governo. A giugno di quest’anno il debito ammontava a circa 404.000 milioni di dollari. L’inflazione quest’anno si attesterà intorno al 125%.

Il pesos argentino è la moneta nazionale ma il dollaro è la moneta rifugio. Il dollaro ufficiale oggi è a 368 pesos per dollaro, ma il dollaro blue (dollaro parallelo che si compra nelle case di cambio) oggi veniva comprato a 900 pesos.

C’è un altissima percentuale di povertà, nel primo semestre 2023 è oltre il 40% della popolazione e colpisce il 56% dei bambini, quindi le mense dei volontari (comedores populares) e le mense scolastiche, laddove ci sono, sono l’unico modo per potersi sfamare.

In questa situazione drammatica alle primarie, che in Argentina si chiamano Paso, che si sono tenute in agosto, contrariamente a ogni pronostico Milei è stato il candidato più votato con il 29,28% di voti, Massa (Union por la Patria) 27,28% e Bullrich il 16,8. Milei ha fatto presa con i suoi slogan contro la casta, sostiene che l’Argentina è un paese socialista in mano a politici ladroni, che debba essere eliminato il pesos come moneta nazionale e sostituito dal dollaro con la completa dollarizzazione dell’economia, propone drastiche privatizzazioni comprese salute, istruzione, trasporti, il taglio delle tasse, eliminazione dei sussidi, abolizione di 11 ministeri trai i quali quelli della salute, dell’educazione, del lavoro della cultura, delle pari opportunità e diversità di genere. È molto preoccupante e pericolosa la sua posizione, sostiene di non essere difensore della dittatura, ma che si è trattato di una guerra fra due opposte fazioni, che i militari non hanno commesso tutti i crimini che a loro si attribuiscono, hanno fatto solo qualche eccesso, e che non è vero che i desaparecidos sono 30.000 bensì 8.753. Critica duramente las Madres de Plaza de Mayo, le associazioni che lavorano per tener viva la memoria, vorrebbe ridiscutere la destinazione dei luoghi di memoria, come il Museo della ex-Esma e abolire la Segreteria dei Diritti Umani.

Il programma di Milei è un programma iperliberista, una “terapia” economica che l’Argentina conobbe in democrazia con la presidenza di Menem.

La cosa che colpisce è che la gran parte dei suoi sostenitori e di chi va ai suoi comizi è formata per lo più da giovani delle classi medio basse che non colgono che le promesse elettorali di Milei si ritorceranno in modo particolare verso i meno abbienti.

Raccoglie anche voti da un elettorato trasversale, sia per età che per classe sociale, che vede in lui una figura quasi messianica, un po’ alla Bolsonaro.

E come da noi in Italia, purtroppo anche in Argentina, non sono pochi coloro che pensano di non andare a votare. Fra questi ci sono molti giovani con un buon grado di istruzione che ritengono che il loro voto sia ininfluente e che non si sentono rappresentasti dai candidati in lista.

La vicepresidente di Milei, Victoria Villarruel, laureata in giurisprudenza, ha espresso posizioni nettamente negazioniste, ha fondato il Centro Studi Giuridici del Terrorismo e delle sue Vittime, con l’obiettivo di difendere e dare voce alle vittime del terrorismo di sinistra in Argentina; da giovane faceva parte di una organizzazione che si dedicava ad organizzare visite a ex militari tra cui Videla.

Come cittadino argentino domenica andrò a votare a Milano al seggio allestito dal Consolato perché ritengo che ogni voto sia importante e perché sono molto spaventato dall’idea che Milei possa diventare presidente. [Luciano Conconi, ecoinformazioni]

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