Video/ Como: la contrada degli Ebrei. Una terra senza promesse
[Playlist di tutti gli interventi dell’iniziativa]
Fabio Cani ha chiarito all’inizio che l’incontro è stato pensato molto prima dell’inizio dell’orrore della guerra in corso e che nemmeno per un attimo si è pensato di sospenderlo per le stragi a Gaza in Israele e in Cisgiordania. Giustamente. Approfondire la storia della piccola presenza ebraica nel Comasco e rendersi conto di quanto antica sia la radice dell’antisemitismo nel nostro territorio può servire a capire molte cose. C’è grande attualità nella storia e giustamente le forze dell’ordine hanno presidiato l’esterno della Carducci: non era escluso che il razzismo e l’intolleranza di oggi non sopportasse l’analisi storica offerta dai relatori.

È stato un incontro intenso nel quale storie lontane nel tempo si sono riverberate sui problemi di una città di passaggio che ancora non ha capito di essere di frontiera. Un incontro in alcuni momenti profondamente drammatico quando si è toccato l’orrore del periodo fascista con le storie bellissime di eroica disponibilità all’aiuto degli ebrei in fuga in Svizzera, ma anche di mostruosa violenza come quando La provincia, allora organo ufficiale del fascismo, raccontò la deportazione degli ebrei in carri bestiame verso i campi di sterminio rivendicando la scelta assassina della soluzione finale e sbeffeggiando la terribile sorte delle vittime. Tutti sapevano che di sterminio si trattava, chi non sapeva semplicemente non voleva capire. Come con l’orrore oggi. La serata con gli interventi, introdotti da Magda Noseda, di Michele Donegana e Fabio Cani è stata seguita da tante persone, assenti i giovani.
Per chi scrive un’emozione particolare per le relazioni illuminanti di Michele, giornalista fondamentale nei primi anni di ecoinformazioni e di Fabio, codirettore del giornale e presidente del circolo Arci ecoinformazioni. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

