20-21 gennaio: due giorni per la Memoria

In due giorni si sono susseguite alcune commemorazioni importanti per la Memoria storica e democratica del territorio di Como. Importanti anche e soprattutto per l’attualità, perché queste occasioni di ricordare servono anche ad approfondire i temi e i problemi del presente.

Sabato 20 gennaio, ore 10. Un loculo a parete, quasi nascosto in un settore appartato del Cimitero monumentale di Como (secondo ripiano verso monte, nella parte interrata), conserva i resti mortali di Renzo Pigni, rappresentante di spicco del socialismo comasco, parlamentare, vicesindaco e poi sindaco della città, esponente dell’Anpi e dell’Istituto di Storia contemporanea. Davanti a questa lapide come tante, lo ricorda la sezione di Como dell’Anpi, a cinque anni dalla sua scomparsa. Ne parla, a metà tra ricordi familiari e biografia politica, la figlia Valeria, mettendo l’accento sull’ampiezza dei suoi riferimenti ideali, mai fondati esclusivamente sulle problematiche locali e immediate, e invece sempre aperti sulla dimensione sociale, culturale, internazionale. Il suo ricordo deve continuare a essere stimolo di impegno. Lo sottolinea anche la vicesindaca attuale, Nicoletta Roperto, nel suo breve intervento. Contiamo che tenga fede a questo impegno.

Valeria Pigni durante il discorso in ricordo di suo padre Renzo.

Sabato 20 gennaio, ore 11, a poche centinaia di metri di distanza dal Cimitero, all’angolo tra via Benzi e viale Innocenzo XI, di fronte alle lapidi che segnano il punto più volte usato dai fascisti della Repubblica di Salò per “eliminare” partigiani arrestati, torturati e nemmeno processati, si ricordano due tra i più giovani caduti della Resistenza a Como, Luigi Ballerini ed Enrico Cantaluppi. Anche qui la memoria è condotta a cavallo tra vicende familiari e vicende politiche: a ricostruire la breve vita di Luigi Ballerini, di Albate, è il nipote Silvio Peverelli. Furono uccisi, i due giovani partigiani, il 24 gennaio 1945, dopo che tentarono di catturare il maggiore Petrovic della GNR, in una delle poche azioni resistenziali di ambiente urbano della città di Como, negli ultimi mesi della guerra e della lotta resistenziale. Una storia che si discosta un po’ da quelle più consuete della Resistenza in montagna e che interroga anche il presente sulle scelte da fare.

Silvio Peverelli durante il suo intervento in commemorazione dei partigiani Luigi Ballerini ed Enrico Cantaluppi; sullo sfondo la vicesindaca di Como Nicoletta Roperto, il sindaco di Lipomo Alessio Cantaluppi e il presidente della sezione di Como dell’Anpi Nicola Tirapelle.
La partenza del corteo dalla piazzetta presso la casa in cui vennero arrestati i 6 giovani partigiani a Cima di Porlezza

Domenica 21 gennaio, ore 10, Cima di Porlezza. Si commemora la strage che 79 anni fa tolse la vita a un piccolo gruppo della Resistenza sui monti intorno al Ceresio: cinque ragazzi e una ragazza. Livia Bianchi, Andrea Capra, Gilberto Carmirelli, Ennio Ferrari, Angelo Selva e Giuseppe Selva vennero catturati a seguito di un conflitto a fuoco intorno a una casa del piccolo paese, dopo che le durissime condizioni di vita in montagna durante quel rigido inverno li costrinsero ad abbandonare il proprio rifugio e a cercare cibo e ristoro. Furono trascinati fino al cimitero, a monte del paese, dove vennero immediatamente fucilati, senza alcuna pietà.
La commemorazione di Cima è una delle occasioni di memoria più intense del territorio comasco, non foss’altro perché il corteo segue lo stesso percorso di quella lontana mattina, inerpicandosi fino al Cimitero. C’è tutto il tempo per pensare e ripensare a cosa hanno significato quelle vite, quell’impegno e quella morte.

Quest’anno, purtroppo, il momento finale della commemorazione presso il cimitero ha però preso una piega molto militaresca, con troppi “attenti”, “riposo”, “presente”, “rompete le righe” e qualche sgrammaticatura (compresa l’improbabile colonna sonora della “Canzone del Piave” che con la lotta di Liberazione, sinceramente, non ha molto a che fare). Di questi tempi, non è certo la strada giusta per l’attualizzazione di un messaggio di lotta contro l’oppressione fascista…
Bella ciao intonata da una parte delle persone presenti ha cercato di riequilibrare l’atmosfera.
Di una memoria viva c’è estremamente bisogno. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

About The Author

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere