Il racconto/ La terra prospera di Ilaria e Raffaele

Abbiamo conosciuto Raffaele e Ilaria nel 2014 ed è stata subito amicizia nonostante la differenza d’età. Ciò che ci aveva più colpito era l’idea di cambiare completamente stile di vita, ma solo dopo aver elaborato un progetto che contemplasse diversi aspetti. Raffaele, dopo la passione per il vino, aveva coltivato un interesse particolare per i grani antichi condividendo con Ilaria, capace di intercettare l’energia di un territorio, una scelta che li ha portati a scegliere le Marche, dopo aver girato a lungo
nella zona appenninica.

Quando ci incontravamo parlavano della modalità adottata per indivividuare il luogo che aveva più potenzialità, avevano creato mappe sovrapponibili, in ognuna delle quali prendevano in considerazioni l’ambiente sociale, quello culturale, l’esistenza di realtà aggregative, le risorse del territorio. Noi eravamo affascinati dalla serietà con cui stavano lentamente costruendo il loro progetto di vita. Per questo abbiamo scelto di seguirne l’evoluzione, anche quando è arrivata la decisione di mollare tutto e di andare nelle Marche. L’obiettivo principale era quello di dimostrare che si può costruire qualcosa di nuovo su un territorio, senza grandi risorse e senza possedere nulla, ma semplicemente sfruttando le opportunità già presenti. Tutto avrebbe dovuto realizzarsi nell’arco di un anno e mezzo, ma,
appena arrivati nel maceratese, è arrivato il terremoto, con un’intensità tale da distruggere gran parte dei borghi. Subito dopo la nevicata che colpiva una popolazione già duramente provata. Nelle telefonate che intercorrevano mai abbiamo percepito la sensazione che Lele e Ilaria volessero tornare, anzi, il condividere con le persone la stessa sorte, ha creato un valore aggiunto, un rispetto e una possibilità di relazioni immediate. Chiaramente i tempi di realizzazione del progetto si sono spostati, reperire i terreni in affitto era diventato più difficile, così come trovare una casa proprio in quella zona. C’era tanto da ricostruire e la prima volta che siamo scesi a trovarli avevano contribuito a formare un collettivo, Terre in moto, che
denunciava e rivendicava la difesa del territorio, contro la speculazione. Erano immediatamente diventati già parte di qualcosa. Grazie ad un lavoro di tessitura di relazioni e di contatti, sono riusciti ad avere una maggiore stabilità dal punto di vista abitativo e anche maggiori prospettive di realizzazione del loro progetto.

L’individuazione di un vecchio forno comunale a Loro Piceno, le prime sperimentazioni con i grani antichi, il primo raccolto sono stati solo l’embrione di ciò che sarebbe stata Terra prospera. Le difficoltà sono state per Lele e Ilaria uno stimolo per rimettersi costantemente in gioco, riaggiustare il tiro, studiare. Hanno avuto una grande tenacia, dovuta, dal nostro punto di vista, al grande amore per la terra e al desiderio di lasciare a Levante, il loro figlio, e a tutti i bimbi un ambiente ancora ricco di biodiversità. Grazie a loro abbiamo imparare a conoscere quei luoghi, ad assaporarne le potenzialità, a condividere relazioni, a capire che il rapporto con la terra è la ricerca di un costante equilibrio, è vivo così come il pane che Lele e Ilaria impastano tutti i giorni. Nel video la storia raccontata da chi l’ha veramente vissuta. [Manuela Serrentino e Marco Lorenzini, ecoinformazioni]
Guarda il video Rai sull’avventura di Ilaria Santandrea e Raffaele Pozzi.


