Per la chiusura di tutti i CPR corteo a Milano
Manifestazione nazionale, sabato 6 aprile 2024 a Milano, per la chiusura di tutti i CPR sul territorio nazionale e fuori dalle frontiere: non meno di 3 mila persone (qualcuno dice anche 5 mila) hanno sfilato in un caldo pomeriggio primaverile da piazza Tricolore, ai margini del centro fino alle soglie di via Corelli, sede del famigerato CPR di Milano, nei pressi del quale il cordone di polizia ha impedito di arrivare.

È stata, questa, una nuova manifestazione a distanza di quasi 5 anni da quella che, il 12 ottobre 2019, su un percorso analogo, aveva già richiesto la chiusura: anni passati inutilmente, poiché le strutture dei CPR si sono sempre più rivelate come strumento di persecuzione delle persone migranti, vere e proprie fucine di reati contro le persone e i loro diritti, oggetto anche di ripetute (ma finora inutili) inchieste della magistratura. I CPR – anche al di là del continuo mutamento delle loro apparenze (nomi e regole formali) – si sono dimostrati non riformabili (oltre che del tutto inefficienti alla “regolazione” del fenomeno migratorio) e quindi devono essere chiusi, il più presto possibile.

Le decine e decine di realtà associative, politiche, giuridiche, che hanno aderito alla manifestazione di Milano (tra queste anche la rete Como senza frontiere), hanno evidenziato in tutti i modi le ragioni di questa condanna senza appello per i CPR: con i discorsi dal camion che apriva il corteo, con letture e brevi performance teatrali, con slogan, con canti e musiche e persino con balli. È stata una manifestazione arrabbiata e assolutamente pacifica, senza alcun momento di tensione, partecipata soprattutto da giovani di varia appartenenza. Tutte insieme, le organizzazioni da sempre impegnate nel sostegno alle persone migranti e nel salvataggio di chi affronta – nel Mediterraneo e nei Balcani – alcune delle rotte più micidiali del pianeta: Mediterranea, Seawatch, Naga, Emergency, Rete Milano, con qualche partito di sinistra (Alleanza Verdi Sinistra, partito della Rifondazione Comunista), molti centri sociali, molti collettivi. Un lungo “spezzone” del corteo è stato dedicato alla Palestina (in quest’occasione, infatti, la manifestazione che si svolge ogni sabato a Milano per protestare contro il massacro del popolo palestinese è confluita in questa della rete No CPR, per sottolineare come la lotta contro la negazione dei diritti sia un’unica lotta).
Poiché, come s’è detto, i molti discorsi sono stati effettuati dal palco durante il percorso del corteo (purtroppo, però, la maggior parte delle persone convenute non li hanno potuti ascoltare), la manifestazione si è sciolta nel tardo pomeriggio a qualche centinaio di metri dal CPR di via Corelli, senza alcun momento “conclusivo”, forse uno sfilacciamento che sarebbe stato meglio evitare. [Fabio Cani, ecoinformazioni]









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