Mese: Maggio 2024

Le ragioni di Pace terra e dignità esclusa dal Nord Ovest

Gli interventi dei promotori della lista dopo la clamorosa esclusione per soli motivi burocratici della lista dalle elezioni nel Nord Ovest. La decisione, dopo il pronunciamento della Cassazione, sembra definitiva, ma sono in corso altre ipotesi di ricorso.

Un’altra inclusione è possibile

Lo scorso 6 maggio si è tenuta alla Biblioteca Spazio Volta di Lurate Caccivio la terza serata del ciclo Diritto alla salute organizzata da InTERRAgire, dal titolo Accoglienza e percorsi inclusivi – Per una società attenta alla cura. L’incontro ha riguardato in particolare le persone fragili portatrici di disabilità, le cui difficoltà (proprie e quelle dei caregivers) sono state raccontate da volontarie, medici, genitori e persone provenienti dal mondo della scuola, che hanno tracciato un quadro completo dei sistemi di assistenza statale e non.

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La Lombardia SiCura/ Ricorso ok/ Già 60mila firme

Un triplo successo per il comitato promotore della raccolta firme La Lombardia SiCura: il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di ricorso sulle controdeduzioni mosse da Regione Lombardia in merito al referendum. Inoltre, sono già state raccolte 60mila firme fra la piattaforma online di Change.org e i moduli cartacei fra banchetti, circoli Arci, sportelli Acli, sedi dei sindacati e iniziative dei partiti aderenti, mentre quattro comuni – fra cui quello di Mantova – hanno sottoscritto le mozioni del comitato. Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa integrale, ricordando a lettrici e lettori che si può ancora firmare online e di persona.

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Rete Italiana Pace e disarmo/ Basta armi a Israele

Anche la Rete Italiana Pace e Disarmo, con le sue aderenti, si unisce alla voce di oltre 250 organizzazioni di tutto il mondo (una coalizione globale di attivisti per i diritti umani, esperti sul commercio di armi, operatori sanitari, organizzazioni di base, attivisti per il clima, leader religiosi, giornalisti, movimenti, accademici, professionisti legali e studenti) che chiedono di fermare tutti i trasferimenti di armi, parti e munizioni utilizzate per alimentare la crisi a Gaza.

A sette mesi di distanza dagli efferati attacchi di Hamas e nelle ore in cui il Governo israeliano ha deciso di iniziare l’invasione militare via terra tramite il valico di Rafah (quindi di fatto chiudendo l’unico passaggio di aiuti umanitari verso Gaza) continua a levarsi con forza la voce della società civile internazionale che chiede passi concreti per un “Cessate il fuoco” a partire dallo stop di tutte le forniture militari.

Una volontà espressa con chiarezza nell’appello sottoscritto da oltre 250 organizzazioni internazionali a tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite affinché smettano di alimentare la crisi a Gaza, scongiurando ulteriori catastrofi umanitarie e perdite di vite civili, interrompendo immediatamente il trasferimento di armi, parti e munizioni a Israele e ai gruppi armati palestinesi. Armamenti che corrono un alto rischio di essere utilizzate per commettere o facilitare gravi violazioni del diritto internazionale umanitario o dei diritti umani. I bombardamenti e l’assedio di Israele stanno privando la popolazione civile delle basi per la sopravvivenza e, in queste ore più che mai, stanno rendendo Gaza inabitabile. Oggi la popolazione civile di Gaza si trova ad affrontare una crisi umanitaria di gravità e portata senza precedenti.

Il documento della società civile internazionale è stato rilanciato lo scorso 2 maggio con una “Giornata di mobilitazione internazionale” che oggi viene rafforzata: ”I bombardamenti e l’assedio di Israele stanno privando la popolazione civile del minimo indispensabile per sopravvivere e stanno rendendo Gaza inabitabile” si legge nella lettera congiunta “oggi la popolazione civile di Gaza si trova ad affrontare una crisi umanitaria di gravità e portata senza precedenti”. 

A fronte di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco, il governo di Israele continua a usare armi e munizioni esplosive in aree densamente popolate, con enormi conseguenze umanitarie per la popolazione di Gaza. L’attività militare israeliana ha distrutto una parte sostanziale delle case, delle scuole, degli ospedali, delle infrastrutture idriche, dei rifugi e dei campi profughi di Gaza. La natura indiscriminata di questi bombardamenti e la tipologia sproporzionata di danni ai civili che essi causano abitualmente sono illegali e possono costituire crimini di guerra. Con l’aggravarsi della crisi, alimentata dalla proliferazione delle armi, è indispensabile chiedere che i Governi di tutto il mondo (Italia compresa) non si rendano complici di queste violazioni del diritto internazionale trasferendo armi a Israele. L’impegno assunto dalla società civile mira dunque a mobilitare una solidarietà globale e a chiedere atti di responsabilità e umanità ai governi coinvolti nel commercio di armi. 

“Tutti gli Stati hanno l’obbligo di prevenire i crimini di atrocità e di promuovere l’adesione alle norme che proteggano i civili – evidenzia la Rete Italiana Pace e Disarmo – per cui insieme a tutte le altre organizzazioni firmatarie di questo Appello chiediamo alla comunità internazionale di tenere fede a questi impegni“. La Rete rilancia dunque le richieste della campagna globale “Control arms” di cui fa parte, affinché siano rafforzate le norme internazionali sul controllo del commercio di armi che anche l’Italia ha sottoscritto. In tal senso il Trattato sul commercio delle armi (ATT) è chiaro: qualsiasi trasferimento di armi, munizioni, parti e componenti che rischiano di essere utilizzate a Gaza è suscettibile di violare il diritto umanitario internazionale e, pertanto, deve cessare immediatamente. 

Ormai è evidente come solo un cessate il fuoco duraturo potrà fermare l’ulteriore perdita di vite civili e garantire che aiuti sufficienti arrivino a chi ne ha bisogno. Ed è questo il punto centrale delle richieste della coalizione #CeasefireNOW, a partire dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’impatto devastante dei trasferimenti di armi sui diritti umani, in particolare nella Striscia di Gaza, dove i civili sopportano il peso maggiore della violenza. Occorre dunque:

– Fermare tutti i trasferimenti di armi, parti e munizioni utilizzate per alimentare la crisi a Gaza.

– Chiedere che i responsabili delle violazioni del diritto umanitario internazionale e dei crimini di atrocità siano chiamati a risponderne.

– Esortare i Governi a non essere complici delle continue violazioni del diritto internazionale, adempiendo ai loro obblighi legali e garantendo un cessate il fuoco permanente. Ora, con urgenza.


#StopSendingArms #CeasefireNOW

Israele si prepara a attaccare Rafah

Mentre si sviluppa il giallo delle versioni dei documenti per il cessate il fuoco con l’accettazione da parte di Hamas del documento dei mediatori e con Israele che non fa sapere nulla salvo ribadire la volontà di continuare comunque la guerra. Purtoppo non resta che la notizia dell’inzio delle operazioni di invasione israeliana a Rafah con l’imposizione alla popolazione di scappare non si sa dove e quindi l’ipotesi di un ulteriore sterminio appare del tutto probabile.

Pavia/ “Figlio di Mussolini” aggredisce attivisti di Sinistra Italiana

Luca Testoni, segretario di Sinistra Italiana di Pavia e Lorenzo Colombo referente regionale dell’Unione giovani di sinistra sono stati aggrediti da un uomo che si è dichiarato fascista e figlio di Mussolini. Tra gli attestati di solidarietà espressi agli attivisti di sinistra quello dell’Arci regionale della Lombardia e del segretario regionale del Prc Fabrizio Baggi. Nel seguito il comunicato stampa di Sinistra italiana Lombardia.

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Sensate esperienze/ Alternative possibili

La tradizionale rassegna Lario critical wine di quest’anno si è svolta sabato 4 e domenica 5 maggio nella sede della cooperativa agricola La Runa ad Erba, con la presenza di 20 piccole aziende vinicole che offrono prodotti di nicchia fuori dalle reti del grande commercio. Il Circolo Arci Terra e Libertà di Cantù, organizzatore dell’evento da quindici anni, ha proposto anche alcuni momenti di dibattito collaterali alla rassegna vinicola per approfondire alcuni temi. Chi te lo fa fare è il titolo del primo dibattito che si è svolto sabato alla presenza di molti rappresentanti di esperienze di vita comunitaria e di lavoro che provano a seguire metodi, valori e pratiche alternative.

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Diritti/ Lo statuto delle lavoratrici

Nonostante difficoltà nella comunicazione che hanno limitato la diffusione della notizia a parte del pubblico poetenziale l’edizione 2024 del Lario critical vine ha richiamato tante persone e anche i dibatti, quest’anno di particolare rilievo, hanno avuto discrete presenze. La giornata di sabato 4 si è aperta alle 16 con un’importante dialogo tra diverse realtà impegnate per la costruzione di alternative al comsumismo e allo sfruttamento delle persone (già on line l’articolo di Manuela Serrentino e Marco Lorenzini ecoinformazioni) di seguito alle 18 la presentazione del libro Lo statuto delle lavoratrici con l’autrice Irene Soave che ha dialogato con Carlotta Galimberti del circolo Arci Terra e Libertà di Cantù. L’inziativa che è proseguita anche domeni 4 si è svolta nell’azienda agricola La cruna di Erba, partner della manifestazione.

Video di Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni.

Guarda la galleria delle foto di Beatriz Travieso Pérez, ecoinformazioni.

Ma che bisogno c’è di un dormitorio a Como?

5 maggio 2024, ore 9.30, Como, via Muralto.
A meno di una settimana dalla chiusura dell’accoglienza notturna in “emergenza freddo”, basta un po’ di sole, evidentemente… [Fabio Cani, ecoinformazioni]

5 maggio 2024 Como via Leoni [Andrea Rosso, ecoinformazioni]

Caspani confermato presidente del CcP

Si era già immaginato dal positivo giudizio sull’operato degli ultimi anni unanimente espresso dall’assemblea del sodalizio del 15 marzo che il presidente uscente sarebbe sato riconfermato. La decisione che conferma Roberto Caspani per altri tre anni presidente del Coordinamento comasco per la Pace è arrivata nella seduta del consiglio del 2 maggio dove sono state elette anche le altre cartiche sociali: Niccolò Introzzi vicepresidente, Erika Simonetta segretaria e Luciano Conconi tesoriere.

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