Stop lavoro a 35 gradi
“Ennesima tragedia sul lavoro in provincia di Como. Le indagini faranno il loro corso e staremo a vedere se, anche in questo incidente ci sono delle responsabilità rispetto all’applicazione (o alla mancata applicazione) dei protocolli di sicurezza.
La domanda che sorge spontanea subito però è la seguente: come si fa a mandare un lavoratore su un tetto tra le 13 e le 14 in un periodo dove ci sono 35 gradi fissi percepiti 40?
Bene fanno le organizzazioni sindacali a chiedere lo stop del lavoro nei cantieri nelle ore più calde della giornata ma serve di più e noi lo diciamo da tempo: serve una legge che introduca il reato di omicidio e gravi lesioni nei luoghi di lavoro laddove vi sia dolo sul rispetto e sull’applicazione dei protocolli di sicurezza.
Nel frattempo esprimo massima solidarietà e vicinanza al lavoratore ferito agli amici ai colleghi e alla famiglia. Prima le Lavoratrici e i Lavoratori non i profitti”. [Fabrizio Baggi, segretario regionale Rifondazione Comunista Lombardia]

