29 gennaio/ Herr doktor al San Teodoro

Nello scopartimento di un treno, un uomo e una donna. Lui è Joseph Goebbels, Ministro della propaganda del Terzo Reich, uno dei più importanti e noti gerarchi nazisti. Lei, misteriosa e senza nome, gli pone qualche domanda per conversare e trascorrere il tempo. Il dialogo si trasforma in una sorta di intervista non dichiarata e poi ancora in una confessione, un interrogatorio, un processo da cui emergono le contraddizioni, la genialità e le aberrazioni di uno degli uomini più vicini ad Adolf Hitler. Nonostante gli onori, i prestigiosi titoli e il presunto successo, anche per lui presto sarà la fine e dovrà scendere dal treno…

Perché raccontare e ricordare ancora oggi la vicenda di Joseph Goebbels?
Definito “il dittatore della cultura”, fu senz’altro il principale artefice delle campagne di “arianizzazione”: le sue armi non furono i fucili e le camere a gas, ma le parole, l’arte, i pensieri. Tramite la cultura – o meglio, una specie di “lavaggio del cervello” collettivo – trascinò un popolo in guerra e scatenò una delle persecuzioni più violente e inquietanti che la Storia abbia conosciuto.
Proprio per questo, allontanandoci con il passare degli anni dagli orrori della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale, è fondamentale mantenere vigile l’attenzione. Nei nostri giorni che appartengono all’Era della Comunicazione, bombardati dai media e dalle suggestioni visive, è importante riconoscere i segnali degli stessi principi di cui Goebbels si fece portavoce e baluardo nella sua propaganda. La linea è sottile e bisogna restare in guardia, risvegliare la Coscienza e trasformare in Impegno concreto la Memoria.
Lo spettacolo è balzato agli onori della cronaca nazionale a causa di un fatto increscioso, ossia l’intervento di un professore negazionista – con immediata reazione da parte della compagnia – durante la rappresentazione del 26 gennaio 2023. [da https://www.equivochi.com/herrdoktor%5D

