Claudio Fontana/ Migliori e l’Approccio multifocale

L’approccio multifocale: un orizzonte comune per comprendere e  interagire  con la complessità del reale. Nei suoi ultimi anni Maurizio Migliori con la sua scuola ha elaborato una concezione denominata Approccio multifocale. A questa tematica è stato dedicato il 22 febbraio un convegno a Como, città a cui Migliori tanto ha offerto per lunghi decenni, tenutosi presso il collegio Gallio, nell’aula che tante volte lo aveva visto relatore e organizzatore di incontri culturali.

La complessità del reale mostra in questi giorni brutali semplificazioni, l’ostentazione arrogante della forza come unico criterio di gestione delle relazioni tra stati, ma anche, per ricaduta, sui rapporti economici e sulle relazioni tra le persone. Per contrapposizione, anche eticamente motivata ed emotivamente coinvolta, la reazione immediata ci porta facilmente ad altre semplificazioni, alla ricerca di certezze che ci rassicurino, oppure a una disperazione rassegnata. Anche per questo a tutti noi e ai numerosi ascoltatori presenti in sala mancavano il pensiero e la parola di Migliori. Con la sensazione di sentirci in qualche modo orfani, il modo migliore di ricordarlo  è quello di tenere vivo il suo pensiero per mantenere uno sguardo attento e capace di cogliere da più punti di vista la realtà nella sua complessità ed agire quindi in modo coerente, consapevole ed efficace.

Migliori, allievo di Giovanni Reale, era docente ordinario di filosofia antica presso l’università di Macerata e le sua produzione scientifica, in particolar modo dedicata al pensiero di Platone (sta per essere pubblicato postumo il suo ultimo testo dedicato al Parmenide, uno dei dialoghi di Platone teoreticamente più fecondi) lo pone tra le figure più riconosciute a livello internazionale. 

La dimensione teoretica e la filosofia antica come oggetto privilegiato di studi potrebbero far sembrare la sua opera certo significativa, ma limitata agli studiosi della materia e lontana dalle preoccupazioni del mondo contemporaneo e a quello che comporta per la nostra vita nella comunità. Al contrario solo adeguati strumenti teorici possono far luce da più punti di vista su una realtà complessa, non solo complicata e quindi dominabile attraverso calcoli, ricerche della causa e quindi individuazione di un’unica direzione lineare di azione. Inoltre, nel nucleo della filosofia greca si trova la stretta connessione tra la filosofia, intesa come attività di ricerca, e la vita, uno stile esistenziale. La filosofia è la vita, quella del filosofo, certo, ma non come individuo isolato e autonomo, come appare nell’individualismo che segna i nostri tempi, o forse solo il suo stereotipo, ma sempre volto alla comunità, alla politica in senso alto.

Un aspetto che caratterizzò in particolare la vita di Platone consistette nel rapporto profondo con la paidéia, l’educazione. Questa attenzione verso i discepoli e il loro amore per il maestro è stata riconosciuta in Migliori da quanti sono stati suoi allievi, per vent’anni presso l’Istituto magistrale Teresa Ciceri di Como, per i trenta successivi presso l’Università. La commozione e il modello di magistero nella pratica di insegnamento e nella discussione hanno accumunato tutti coloro che, in diversi modi, hanno frequentato Maurizio Migliori negli anni, sempre rispettati, indipendentemente dai loro ruoli accademici o istituzionali, stimolati ad affrontare con coraggio le difficoltà. Il rigore filologico estremo non si è mai chiuso nello specialismo, la dimensione teoretica e speculativa ardita e originale si è accompagnata all’umiltà di tenere conto in modo rigoroso dei testi e dei contesti che permettono interpretazioni non arbitrarie.  Queste considerazioni sono state espresse  dai relatori, a partire da Arianna Fermani, sua allieva o ora titolare della cattedra di filosofia antica presso l’università di Macerata dove a Migliori è stata intitolata l’aula dove ha tenuto lezioni e seminari per anni. Le cose belle sono difficili, nelle parole di Eraclito, e richiedono sforzo; è la fatica di Sisifo, ma di un Sisifo felice, che acquista e mantiene maggior forza nel suo agire, come affermava Migliori.

Linda Valditara Napolitano, docente di filosofia antica dell’università di Verona, ci ricorda come la stessa anima in Platone avesse una natura complessa, con un’interazione tra l’intero e le parti; questa prospettiva ci offre chiavi di lettura su aspetti attualissimi, sulla natura dell’io, sul  concetto di mind e sugli sviluppi tecnologici che spingono verso il transumano e l’intelligenza artificiale.

Elisabetta Cattanei, docente di filosofia antica presso l’università Cattolica di Milano, ha mostrato come la stessa matematica sia un modello di razionalità al tempo stesso esatta e aperta; la matematica non riduce a un’unica misura, come pretende un pensiero semplicistico e banalmente misuratore, ma ci attrezza a diversi casi, ricerca una misura aperta che permette di recintare il nulla, “chiudere l’abisso in una stanza”. Anche in questo caso lo studio del mondo antico, di Platone e di Aristotele, del rapporto tra matematiche e una necessaria fondazione metafisica di natura dialettica, sfocia in una dimensione di complessità che ci permette di comprendere e interagire nel mondo contemporaneo.

Migliori non ha mai limitato i suoi interessi e i suoi studi a un solo campo di ricerca e le sue considerazioni di metodo possono essere allargate e risultare importanti in altri campi, e sempre legate anche a una dimensione sociale e politica in senso alto, come dicevamo.

Salvatore Natoli ritrova l’origine di questo approccio multifocale nella Milano dell’inizio degli anni ’60, quando lui e Migliori si ritrovarono giovani studenti dell’Università cattolica presso il collegio universitario degli agostiniani, allievi di Giovanni Reale e di Emanuele Severino, poi loro mentori nel mondo accademico, in un mondo cattolico in fermento, dove le riflessioni più lontane dal dogmatismo e dalla chiusura vennero portate in piena luce e trovarono riconoscimento nel Concilio Vaticano II.

All’origine del pensiero di entrambi si ritrova una radice teologica, l’avvio di un’approfondita ermeneutica biblica, la Bibbia era fino ad allora poco letta, il confronto con il pensiero laico e  liberale e con il pensiero socialista e comunista legato al mondo operaio della fabbrica, come si poteva leggere negli articoli delle riviste che erano disponibili nello stesso collegio.  Tutti questi elementi segnarono le profonde trasformazioni della cultura e della società italiana alla fine del decennio e in quello seguente. Il contesto ci trasforma. Chi si iscriveva in filosofia non aveva intenti professionalizzanti determinati e sicuri, come allora avveniva per chi conseguiva la laurea, ma era spinto da forti motivazioni valoriali.  Questo atteggiamento non si limitava agli aspetti culturali, ma si traduceva in azione politica diretta, come Migliori non ha mai smesso di perseguire, seppur in modi e forme diverse nel corso della storia degli ultimi cinquant’anni, con il crescere e poi il decrescere dei movimenti. La dimensione politica è rimasta come istanza pedagogica, con un lavoro orizzontale di formazione. All’inizio degli anni ’70, Natoli e Migliori si ritrovarono a Como, separati solo da via Carducci, insegnanti di filosofia rispettivamente al liceo Volta e alla Teresa Ciceri, ma riflessione, dialogo e  diffusione sulle grandi  trasformazioni culturali e sociali e su mondi che si sono sgretolati negli ultimi decenni, sono proseguiti fino alla scomparsa di Migliori. Le iniziative dell’associazione Il Paguro, in particolare i cicli di conferenze aperti alla cittadinanza, hanno coinvolto intellettuali e docenti di grande spicco di diverse discipline.

L’estensione dell’approccio multifocale a campi apparentemente molto lontani, quali le realtà produttive, ci è stata presentata da Mario Ronchetti che fu giovane allievo liceale di Migliori ed espresse poi concretamente la sua riconoscenza collaborando attivamente alla realizzazione delle iniziative del Paguro. Ronchetti, presidente di Atena Informatica, ha applicato un approccio multifocale alla realizzazione di una piattaforma  legata al welfare che collega il settore pubblico, il terzo settore, le forme di aggregazione in associazioni spontanee. L’approccio multifocale che tiene conto dell’imprevedibilità dei sistemi complessi comporta un continuo monitoraggio e la prefigurazione e costruzione di scenari per muovere verso quelli più probabili. Questo permette la presa in carico delle situazioni di fragilità con valutazioni multidimensionali per realizzare progetti di vita che tengano conto dell’intera sfera della persona.

Infine Giovanni Lanzone poteva dire con Migliori, amico di lunga data, “avevamo vinto” per la sensibilità nei confronti della complessità. Ora “abbiamo perso”. Trump ci porta in direzioni inaspettate. Se Lanzone nel giorno della conferenza dichiarava non essere ancora spaventato, gli ultimi giorni hanno mostrato aspetti molto più  drammatici e in qualche modo spaventosi. Già nella campagna elettorale era stato detto che solo “gli imprenditori sanno cosa c’è nella salsiccia” e quindi sono gli unici in grado di governare, con le imprese tornate nelle salde mani di pochissimi che con le tecnologie fanno enormi guadagni. Questo va contro una forma di governo e partecipazione dei lavoratori  sui modi di produzione. Il mondo contemporaneo è segnato dai rapporti uomini-macchine, dalla rivoluzione antropologica della liberazione dal patriarcato, una rivoluzione antropologica paragonabile alla liberazione degli schiavi. Ogni rivoluzione antropologica ha avuto storicamente caratteri sanguinosi; “il patriarcato continua ad esistere eccome”, sottolinea Lanzone, e le donne devono costruire un sistema di alleanze in opposizione a ciò che si oppone alla loro affermazione e dignità, alle forme di suprematismo religioso, così come il suprematismo bianco nega la pari dignità  delle persone di colore. Tutti questi aspetti richiedono di “saper guardare cosa c’è dentro la salsiccia” con un metodo di analisi adeguato, con il ritorno al metodo della casistica di Machiavelli, “altrimenti vedremo sempre meno e chi vede di più vince”. Lanzone richiama al caduceo di Hermes nel frontespizio della Scienza Nuova di Vico che simbolizza la necessità di saper armonizzare i contrari,la consapevolezza e l’ assenso, l’economia e i comportamenti verso un bene comune. In questo momento l’Europa deve riprendere forza e orgoglio, non sentirsi imbelle e asservita, ma con forza e orgoglio perché nessuna conquista è permanente.

 Al convegno altri relatori hanno portato le loro riflessioni ed esperienze sviluppate in campi differenti, ma legate al pensiero di Migliori e coerenti tra loro nell’ispirazione di fondo, ; ognuna di queste comunicazioni meriterebbe uno studio approfondito, cosa che in altro spazio cercheremo di avviare. Solo per sommi capi ricordiamo come Luca Michelini, docente di storia economica a Pisa, abbia sottolineato lo studio dei classici dell’economia e, in particolare, un’analisi del pensiero di Marx sviluppata con lo stesso stile rigoroso nella lettura dei testi; un Marx per tutti, ma lontano da stereotipi e facili strumentalizzazioni. Il professor Luca Grecchi, docente di filosofia antica presso la Bicocca di Milano, ha presentato un caso di inclusione scolastica che mostra come un approccio multifocale sia prezioso ed efficace perché valorizza le differenze. Carla Danani, docente di Morale presso l’Università di Macerata, ha messo in luce non solo il valore euristico, epistemologico ed ontologico del multifocal  per comprendere la complessità, ma anche il suo fondamento etico.  Roberto Ciccocioppo, docente di farmacologia e neuroscienze presso l’università di Camerino, ha messo in relazione umanesimo e neuroscienze.  Ha sorvolato sulle ali della curiosità la lunga storia evolutiva dai primati a Socrate, muovendo dalle differenze genetiche nella curiosità nei pesci della nicchia ecologica isolata del lago Tanganica.  Le neuroscienze mostrano che i valori di curiosità sono associati a un aumento dell’attività dopaminergica  e l’alta curiosità attiva l’apprendimento e rinforza il ricordo. La curiosità muta al mutare delle età; per tornare ai dialoghi di Platone, potremmo ricordare come Socrate, nelle ultime ore della sua vita, affiancato dai suoi discepoli e in attesa della ciotola con la cicuta, sia stato curioso di un motivo musicale sconosciuto e abbia voluto imparare a suonarlo al flauto.

La giornata  del convegno spinge alla conclusione non solo dell’importanza del pensiero di Migliori, ma di un’importanza e attualità futura ancora maggiori. Questo richiede di organizzarlo e renderlo fruibile e diffuso anche attraverso una catalogazione delle sue opere e la costruzione di un sito. Questo potrà rendere l’approccio multifocale uno standard più universalmente adottato, muovendo da Macerata, luogo di origine dove si è radicato e dove sta mostrando la sua consistenza euristica.  

Similmente, possiamo aggiungere, può essere studiato e valorizzato il materiale raccolto durante il ciclo di conferenze “Le grandi correnti del pensiero degli ultimi vent’anni”, nato nel 1987, quando gli ultimi vent’anni si riferivano al pensiero degli anni ’60, agli sviluppi del concetto di postmoderno e della sua decostruzione delle grandi narrazioni della modernità. Il ciclo di conferenze ha coinvolto alcuni dei pensatori italiani di maggior spicco, in campo filosofico, storico, teologico, sociologico. Spesso i relatori sono rimasti costanti per le trentasette edizioni ininterrotte e questo permette di mostrare un caso forse unico di continuità dove, attorno alla tematica comune proposta ogni anno da Migliori,venivano presentati risultati di una lunga ricerca o spunti ancora embrionali di ricerche future ancora non pienamente realizzate. Tutto questo all’interno di un contesto in evoluzione, con scenari possibili che poi la storia ha percorso o da cui si è allontanata, forse in modo non definitivo. Passare anche a contropelo questi sviluppi del pensiero può aiutarci a comprendere meglio il presente da prospettive multiple e diverse e passare a contropelo il futuro per orientarlo verso direzioni possibili e non immediatamente evidenti. I ricercatori sono chiamati a mettersi alla prova per compiere questo studio. 

Difficile immaginare una rassegna di questo valore senza la presenza di Migliori; la città ha avuto un grande dono in tutti questi decenni e le persone che ne hanno usufruito hanno tratto grande stimolo nelle loro attività professionali e nella loro dimensione esistenziale; non a caso, molte di loro affollavano la sala nel giorno del convegno. Il presente del mondo e il presente della città hanno grande bisogno di saper vedere la realtà da tante prospettive. Sarebbe molto significativo riprendere, con modestia e per il possibile, questa iniziativa come molti stanno sollecitando. [Claudio Fontana, ecoinformazioni]

[Foto di copertina di Fabio Cani. Maurizio Migliori all’inziativa di ecoinformazioni A lezione da Marx al Volta di Como]

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