Memoria degli scioperi antifascisti del 1944

Come ogni anno, sono stati ricordati gli scioperi contro il fascismo e contro la guerra proclamati nel marzo del 1944 in tutte le fabbriche dell’alta Italia dal fronte antifascista e in particolare dal Partito comunista. A Como si svolsero nella mattinata del 6 marzo, subito repressi dalla polizia fascista, con il conseguente arresto di alcuni organizzatori e anche di altri operai e operaie che si schierarono apertamente con lo sciopero.

Alcuni di questi furono processati dal Tribunale Speciale fascista, altri e altre furono deportati nei campi di concentramento nel Reich, dove in massima parte trovarono la morte (tornarono solo le due donne, Ada Borgomainerio e Ines Figini, e un uomo Giuseppe Malacrida, che però morì poco dopo il rientro in Italia per le conseguenze della prigionia). Per questo, la cerimonia si svolge davanti alla lapide che gli operai della Tintoria Comense vollero – subito dopo la Liberazione – per i loro compagni morti in prigionia, mentre gli altri deportati deceduti, provenienti dalla Tintoria Castagna, sono ricordati sulla lapide della tomba-monumento, poco lontano, dedicata ai Caduti della Resistenza comasca.

La cerimonia, come sempre molto sobria, ha compreso il discorso di Maura Sala del Centro Studi Schiavi di Hitler – da molti anni attivo promotore della commemorazione – e il ricordo della nipote di Ines Figini, deportata e per molti anni, fino alla sua scomparsa, memoria vivente degli scioperi e della deportazione.

Un secondo momento di memoria degli scioperi si svolgerà il 31 marzo all’interno dell’Istituto “Pessina” di Como, per iniziativa di Cgil-Cisl-Uil e delle realtà antifasciste comasche, proprio per sottolineare l’importanza storica e didattica di quegli episodi e il valore del movimento di lavoratori e lavoratrici nella storia e nell’attualità. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti della cerimonia al Cimitero monumentale di Como

La sosta davanti alla tomba-monumento dei Caduti della Resistenza
Maura Sala duranti il suo intervento
Il ricordo della nipote di Ines Figini

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