Centro studi schiavi di Hitler

27 gennaio/ Como commemora la Shoah

Non solo Storie e persone: mercoledì 27 gennaio, per la Giornata della Memoria, saranno diverse le iniziative di commemorazione che si terranno nel comasco.
Dalle conferenze proposte dall’università Insubria allo spettacolo del Baule dei suoni, presentiamo qui una breve carrellata di alcune delle iniziative che avranno luogo sul territorio
nonostante il covid.

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25 aprile/ Arciwebtv/ Racconti di cernobbiesi nei Lager nazisti 1943-1945

Dalle 02/ Racconti di cernobbiesi nei Lager nazisti 1943-1945 è un documentario che vuole ricordare la Resistenza degli IMI (internati militari italiani) e viene pubblicato sul sito www.schiavidihitler.org in occasione del 75° anniversario della Liberazione. È stato realizzato dal centro studi “Schiavi di Hitler”, con il contributo di Acs Agam e del comune di Cernobbio, incrociando le testimonianze, raccolte tra il 2001 e il 2014, di cittadini cernobbiesi internati nei Lager tedeschi, di un rifugiato in Svizzera e di una crocerossina che prestò la sua opera ai reduci al rimpatrio presso la caserma De Cristoforis di Como. Leggi di più sul sito del Centro studi schiavi di Hitler.

Gli altri programmi del 25 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

25 aprile/ Arciwebtv/ Pizzica e scappa

Dalle 14/ Pizzica e scappa. I ricordi di Luigi Cambiaghi, partigiano “Zaccaria” del distaccamento “Puecher” della 52a brigata Garibaldi”. Realizzato da Valter Merazzi, con riprese di Massimo Rossi ed editing di Francesco Merazzi. Leggi di più sul sito del Centro studi schiavi di Hitler.

Gli altri programmi del 25 aprile.

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22 aprile/ Arciwebtv/ Verso il 25 aprile/ Racconti di cernobbiesi nei Lager nazisti 1943-1945

Dalle 17/ Per il nostro cammino verso il 25 aprile oggi abbiamo un contributo del Centro studi schiavi di Hitler che si occupa da anni di raccogliere materiali e memorie di italiani deportati nei lager nazisti. Il video Racconti di cernobbiesi nei Lager nazisti 1943-1945 avrebbe dovuto essere presentato a Cernobbio il 1° aprile 2020: vuole ricordare la Resistenza degli IMI (internati militari italiani) e sarà pubblicato sul sito http://www.schiavidihitler.org in occasione del 75° anniversario della Liberazione e inserito nelle nostre 25 ore per il 25 aprile. È stato realizzato con il contributo di Acs Agam e del comune di Cernobbio, attraverso testimonianze, raccolte tra il 2001 e il 2014, di cittadini cernobbiesi internati nei Lager tedeschi, di un rifugiato in Svizzera e di una crocerossina che prestò la sua opera ai reduci presso la caserma De Cristoforis di Como. Leggi di più sul sito del centro studi.

Gli altri programmi del 22 aprile.

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Dal 26 febbraio/ A Como la mostra Catalogna bombardata

Dal 26 febbraio al  21 marzo 2018 viene esposta, presso la Biblioteca Comunale di Como (piazzetta Lucati), la mostra Catalogna bombardata, realizzata in occasione dell’80° anniversario della guerra civile spagnola.

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“Non siate indifferenti”/ L’appello di Ines Figini per la Giornata della Memoria

«L’indifferenza uccide: bisogna vivere con partecipazione, parlando con il cuore e con le nostre azioni». Le parole di Ines Figini, ultima superstite comasca dei Lager nazisti, ben riassumono il senso della Giornata della Memoria, ricorrenza istituita il 27 gennaio in corrispondenza con la liberazione dei prigionieri del campo di Auschwitz-Birkenau nel 1945  e ufficialmente commemorata, a Como, con un incontro alla Biblioteca comunale in mattinata, il cui pubblico era per la metà composto da studenti di scuola superiore.

Come la neo-senatrice a vita Liliana Segre, Figini ha molto a cuore il confronto con i giovani sui temi della memoria e della responsabilità civile, perché quanto vissuto da loro e da milioni di altre persone durante la seconda guerra mondiale non si ripeta mai più, nemmeno quando mancherà ogni testimonianza diretta. Un obiettivo tanto più importante quanto più si inaspriscono le tensioni razziste e sedicenti “patriottiche” in giro per il paese, anche nella stessa città di Como, città di frontiera che svolse un ruolo fondamentale negli anni di persecuzione degli ebrei (e degli altri gruppi “scomodi”) e degli oppositori politici al regime fascista. Le ragioni dell’arresto e della deportazione della stessa Figini sono ancora diverse: poco più che ventenne, manifestò solidarietà ai colleghi operai in sciopero, senza che nessuno prendesse le sue parti. Fu questa diffusa indifferenza a costarle la libertà: Figini fu arrestata, poi deportata a Mauthausen, Auschwitz, Birkenau, Ravensbrück. I ricordi dell’internamento sono vivi oggi come allora, conferma lei stessa, visibilmente commossa, ringraziando studenti e insegnanti per la numerosa e interessata partecipazione.

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Qual è la consapevolezza dei giovani sull’impatto dei totalitarismi e della Shoah? Un video realizzato dalla Consulta provinciale degli studenti, presentato dal vicepresidente Lorenzo Pedretti, mostra una gamma di risposte assai variabili da parte degli intervistati. C’è chi risponde puntualmente e con dovizia di particolari, citando casi di genocidio meno discussi, come quello tra Tutsi e Hutu in Ruanda negli anni Novanta o quello perpetrato ai danni degli Armeni nella fase finale dell’impero ottomano. C’è però chi esita, chi si chiude in un imbarazzato mutismo. Certo, il 2018 segna già l’ottantesimo avversario del Manifesto della Razza , della Notte dei cristalli, e insomma del picco di violenza antisemita che si abbatté sull’Italia e sull’Europa negli anni del nazifascismo; eppure, l’impatto di questa tragedia rimane devastante, oggi forse più di qualche anno fa, ora che la xenofobia, la paura dei “diversi”  – ora stigmatizzati, ora censurati, secondo convenienza –  sembra normalizzarsi pericolosamente, complice una non meglio specificata “libertà di espressione” veicolata dai social media.
Dal palco, i rappresentanti delle istituzioni – Bruno Corda, Prefetto, Mario Landriscina, sindaco di Como, Maria Rita Livio, presidente della Provincia, e Roberto Proietto, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, esortano soprattutto i giovani a assumersi personalmente la responsabilità della memoria e a mantenerne viva la trasmissione, senza tirarsi indietro, poiché, come ricorda Livio, a permettere la barbarie della Shoah in Italia non furono solo i più accesi sostenitori del nazifascismo, ma anche o soprattutto la ben più ampia “zona grigia” degli indifferenti, in parte (non del tutto) inconsapevoli del corso degli eventi. Oggi, tale ignoranza è – almeno in  teoria e solo in parte- scongiurata dallo studio della storia, spesso coadiuvato da percorsi di approfondimento; tuttavia, ricorda Proietto citando una scena di Schindler’s List, la cultura da sola non basta, se non è accompagnata da un costante esercizio di responsabilità civile e morale da parte di tutti e di ciascuno.

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La conoscenza e la trasmissione della storia non passano solo dalla scuola dell’obbligo: il territorio e la sua amministrazione devono farsi custodi e portavoce della propria stessa memoria. Si è già accennato al ruolo strategico di Como, per molti perseguitati l’ultima tappa prima dell’espatrio in Svizzera. La presenza ebraica stanziale, sul territorio lariano, era e rimane esigua, mentre l’arrivo di centinaia di profughi divise le coscienze dei locali: alcuni presero la giusta ma difficile decisione di aiutarli, molti altri optarono per la delazione e la collaborazione attiva a operazioni di rastrellamento, come ricordano Valter Merazzi del Centro di ricerca Schiavi di Hitler e Fabio Cani, che attesta il costante impegno dell’Istituto di storia contemporanea “Pier Amato Perretta”  – di cui è vicepresidente –  nel documentare la Shoah a Como, studi a cui le storiche Elisabetta Lombi, Roberta Cairoli e Rosaria Marchesi hanno apportato un ricco e preciso contributo.
Tuttavia, di queste tragiche vicende c’è ancora poca consapevolezza civica, prosegue Cani, auspicando l’introduzione in città di una Casa della Memoria e delle Stolpersteine, le “pietre di inciampo” ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig per commemorare le vittime delle persecuzioni nazifasciste, non soltanto perché appartenenti a minoranze discriminate, ma anche per motivi di carattere politico e sociale. Proprio per onorare i prigionieri comaschi dei Lager nazisti, nel corso della mattinata sono state consegnate altrettante medaglie ai familiari di Sebastiano Avogadro, Luigi Giudici, Angelo Zanfrini, Rizzieri Franco Mattaboni, Eliseo Gronzella, Vittorio Ugo Colombo e Nando Dellera.

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La memoria è un concetto più ampio, più attivo del ricordo: attraverso la testimonianza del passato, offre una chiave di lettura del presente e una “cassetta degli attrezzi” per costruire un futuro diverso, migliore. Inaccettabili l’indifferenza, il delegazionismo o ogni atteggiamento di censura, rifiuto, manipolazione del passato. Ci è ancora possibile, per fortuna, ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto di persona gli orrori nazifascisti, ma il tempo stringe. L’anziana età degli ultimi superstiti coincide purtroppo con una congiuntura critica, nella quale diventa fin troppo facile trovare nuovi capri espiatori, e che ciascuno di noi ha il dovere di contrastare attivamente, con lo studio e con la pratica di valori da non dare per scontati, tra cui Figini sottolinea l’amore, la giustizia e l’onestà. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

On line sul canale di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero di tutti gli altri interventi della manifestazione.

21 gennaio/ Porlezza/ Corteo della Memoria

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Si svolgerà domenica 21 gennaio un corteo lungo il Sentiero della Memoria di Porlezza, tratto di strada percorso dai sei partigiani dal lungolago fino al cimitero di Cima, luogo della loro fucilazione avvenuta il 21 gennaio 1945. La manifestazione è promossa dall’Associazione Cittadini Insieme di Porlezza e Valli, con l’adesione di A.N.P.I., Associazione Museo della Resistenza Comasca, Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta” di Como, Centro Studi “Schiavi di Hitler” di Cernobbio, SPI-CGIL-Centro Lago e Valli, e il patrocinio del Comune di Porlezza.

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8 settembre/ Centro studi schiavi di Hitler. Commemorazioni a Como e Cernobbio

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Il Centro studi Schiavi di Hitler invita a partecipare alla commemorazione dell’8 settembre 1943 per ricordare quasi un milione di militari e civili deportati in Germania dopo l’annuncio da parte del maresciallo Badoglio dell’armistizio con gli Alleati. Essi furono le prime vittime dello sfacelo di una classe dirigente compromessasi con la dittatura fascista e responsabile della guerra d’aggressione in alleanza con la Germania nazista. La fuga del re, del governo e delle alte gerarchie militari abbandonò l’esercito e il popolo italiano a se stessi. A prezzo di enormi sacrifici e sofferenze molti italiani seppero reagire. La Resistenza senz’armi dei militari internati in Germania e dei tanti civili che misero a rischio la loro vita nell’aiuto disinteressato a quanti erano perseguitati e non collaborarono con gli oppressori, diede forza al Movimento di Liberazione. Prima dell’agognata fine della guerra questi uomini e queste donne, a prezzo di enormi sacrifici, costruirono le premesse di una nuova Italia. La Costituzione repubblicana fu il frutto più prezioso di quei venti drammatici mesi. Ridefinendo diritti individuali e sociali consentì al Paese di riprendere il suo posto tra le nazioni civili. Nel corso di brevi cerimonie verranno deposti dei fiori. Alle 17 al Monumento alla Resistenza Europea e lapide agli Schiavi di Hitler di Como, sarà presente Bruno Magatti, assessore del Comune di Como; alle 18. al parco dei Giusti, targa agli Schiavi di Hitler di Cernobbio, sarà presente il sindaco di Cernobbio, Paolo Furgoni.

27 gennaio/ Giorno della memoria – Schiavi di Hitler

giornata della memoria«Martedì 27 gennaio il Teatro Sociale ospiterà alle 9 e alle 11 Come sorelle spettacolo teatrale della Compagnia Teatrale Mattioli, liberamente ispirato al racconto di Lia Levi Sorelle e dedicato alle scuole secondarie di primo grado. In scena, la storia di due famiglie italiane, una delle quali di origine ebrea, le leggi razziali fasciste e lo sterminio del popolo ebraico – annuncia il Comune di Como –. Sempre martedì 27 gennaio alle ore 11, a Villa Olmo, si svolgerà la cerimonia di commemorazione dei 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore ai cittadini deportati o internati. Per l’occasione un riconoscimento sarà consegnato ad Ines Figini. Interverranno Giuseppe Calzati dell’Istituto Pier Amato Perretta, Valter Merazzi di Schiavi di Hitler, Paola Fargion autrice di Diciotto Passi».

21 gennaio/ Commemorazione a Cima di Porlezza

210115 porlezzaMercoledì 21 gennaio alle 9.30 a Cima di Porlezza commemorazione dei 6 partigiani uccisi 70 anni fa dalle brigate nere davanti al cimitero, raduno sul lungolago e corteo, discorso delle autorità civili. Alle 17 inaugurazione della mostra Schiavi di Hitler, presentazione di Valter Merazzi, al Conventino di Tavordo di Porlezza, aperta fino al 20 febbraio, venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 18 (su prenotazione anche il mattino dalle 9 alle 12). Organizzano Cittadini insieme con il Comune di Porlezza. Per informazioni tel. 335.6044074, e-mail usavolini@teletu.it.

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