Giorno: 9 Giugno 2025
Arci Como e nazionale/ Il quorum non c’è, ma c’è un popolo che resiste
Continueremo a lottare anche contro il razzismo endemico nei nostri territori. L’Arci prima di tutto ringrazia le tante persone che hanno dato vita a Como a una straordinaria convergenza di idee, inventiva, azione che ha unito organizzazioni sindacali, associazioni, movimenti, singole persone di ogni età che insieme ai partiti della sinistra costituiscono la società civile e si contrappongono al militarismo e alla subcultura della guerra e degli armamenti. L’Arci ha dato a questa campagna il suo contributo in ogni attività e con il circolo ecoinformazioni ha cercato di reagire alla censura che in molti media ha impedito alla campagna referendaria di svolgersi, negando a tant3 cittadin3 persino il diritto a sapere che si votava. Il risultato di Como è insufficente ma straordinariamente positivo e sarà enzima per nuove lotte per i diritti. Ci sembra invece preoccupante il numero dei No al referendum sulla cittadinanza contro il quale evidentemente hanno influito ignoranza e razzismo che la propaganda violenta particolarmente nel nostro territorio ha inculcato in tant3. Sarà necessaria un’analisi profonda per comprendere e per lavorare alla trasformazione culturale necessaria e urgente. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]
(altro…)Cgil/ La democrazia ha parlato, il lavoro resta al centro
«Non abbiamo raggiunto il risultato sperato sul piano nazionale, ma restiamo convinti della bontà e della necessità delle nostre proposte, nate per cambiare leggi profondamente ingiuste che regolano il mondo del lavoro.
(altro…)Ladri di voti
Ma chi ha tolto dalle urne tanti necessari voti per i Referendum? I malfattori sono stati tanti, tra loro però i più eversivi non sono gli esponenti del governo e delle istituzioni colonizzate ormai da fascisti, post fascisti e afascisti, tutti anticostituzionali, ma di successo.
(altro…)ecoinformazioni on air/ la moschea si farà
Il servizio di Camilla Pizzi nell’edizione delle 7,15 del 9 giugno di Metroregione di Radio popolare. A Cantù la Costituzione ha vinto. Dopo oltre dieci anni di ostacoli politici e giudiziari, il Comune è stato costretto a concedere il permesso per la trasformazione del centro culturale Assalam in moschea.
Una decisione storica, sancita dal Consiglio di Stato, che ha imposto il rispetto del diritto di culto, garantito dall’articolo 19 della nostra Carta. Una sconfitta bruciante per la Lega locale, che aveva promesso “mai una moschea a Cantù” e per anni ha alimentato paure e discriminazioni per impedire alla comunità musulmana di avere un proprio luogo di preghiera. Ora, grazie alla tenacia e alle battaglie dell’associazione, proprio un sindaco leghista ha dovuto firmare il via libera. Il Comune dovrà pagare 7.000 euro di spese legali e la città potrà finalmente voltare pagina. Una lezione importante: i diritti non si negoziano. E chi governa non può decidere arbitrariamente a chi spettano. [Camilla Pizzi, ecoinformazioni]

