Segreto di stadio contro la legge/ Dovere civico vincere diktat di riservatezza illegittimi
Como è ancora in territorio italiano e speriamo ancora per molto tempo valgano le stesse leggi a garanzia dei diritti di tutt3 che valgono nel resto del paese. A Como è sempre più difficile farle rispettare perché a esse si contrappone un potere politico monolitico e personalistico che ritiene e rivendica, come fa Trump negli Stati Uniti, che chi è eletto tutto può e sa fare. Questo comportamento determina che, impedita la democrazia e eslcusa la politica e il normale confronto tra parti portatrici di interessi diversi, tutto finisca in tribunale ultima spiaggia dei danneggiati e degli interessi colletivi della città tutta. Il susseguirsi di pronunciamenti avversi alla Giunta Rapinese di tribunali sulla questione asili e non solo lo dimostra. Ma anche per accedere alla giustizia si incontrano difficoltà intollerabili. Accade così che l’avvocata Veronica Dini che rapresenta alcuni cittadini contrari all’opera sia costretta per contrastare un “segreto di stadio” illegittimo e incomprensibile a tentare ogni via e debba chiedere la collaborazione di tutt3 i consiglier3 comunali o addirittura direttamente dei/delle cittadin3 che potrebbero (già lo stanno facendo) anche individualmente fare istanza per conoscere l’opera, perché semplicemente si sappia compiutamente cosa si intende fare per l’affare Nuovo Sinigaglia che rimane un buco nero dell’informazione, nonostante le norme prevedano trasparenza e i regolamenti comunali addirittura partecipazione popolare alle decisioni, come più volte richiesto anche dall’intero Terzo settore lariano.
Accade quindi che neppure gli avvocati dello studio Dini Saltalamacchia siano ancora riusciti ad avere ragione dei muri di gomma e delle cortine blindate che devono cadere per far rientrare Como nella legalità amministrativa oggi fortemente ostacolata. La trasparenza è democrazia e se neppure la legge può sapere cosa accade il potere è senza controllo.
Sono state tentate tutte le strade in opposizione alla decisione del Comune di negare l’accesso agli atti più significativi compreso il ricorso gerarchico, articolando a norma di lege quanto tale comportamento sia illlegittimo. Nel seguito la parte più significativa dell’atto con il quale si chiede nuovamente l’accesso agli atti.
Ora, preso atto che anche consiglieri comunali di Como dispongono di molti documenti che sembra siano stati loro consegnati imponendo di non divulgare, non è chiaro in base a quale inusuale patto di riservatezza del quale sfugge il fondamento giuridico, l’avvocata Veronica Dini del Comitato che contrasta la speculazione del Nuovo Sinigaglia si è rivolta direttamente a ciascuno dei rappresentati eletti della comunità comasca a Palazzo Cernezzi per chiedere loro di rendere palese ciò che non ha alcuna ragione legale per essere nascosto.
Ci si augura che venga finalmente rimosso ogni omertoso segreto e che dell’intervento si possa parlare finalmente con precisa cognizione di causa e si possano applicare anche al megaprogetto speculativo le leggi dello stato di diritto. Nel seguito le parti più significative del documento del 17 giugno. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

