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Conoscere per conservare/ MASE e ISPRA
Al via lo studio pilota, promosso da MASE ed ISPRA, per il monitoraggio della fauna in tutti i Parchi Nazionali italiani. Un progetto ambizioso volto a migliorare la conoscenza della biodiversità nelle aree protette per una conservazione e tutela più adeguata ed efficiente.
In ottica di PNRR, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in accordo con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ha promosso un piano di monitoraggio della fauna nei Parchi Nazionali italiani, con l’affidamento dei lavori tramite un precedente bando di gara. L’obiettivo dello studio è figlio della più ampia Missione 2 del PNRR “Rivoluzione verde e transizione ecologica”; in particolare, il progetto si rifà all’Investimento (Investimento 3.2 – M2C4) riguardante la “Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette”. Quest’investimento mira a <<stabilire procedure standardizzate e digitalizzate per la modernizzazione, l’efficienza e l’efficace funzionamento delle aree protette in diversi ambiti, quali la conservazione della natura, la semplificazione amministrativa delle procedure ed i servizi per i visitatori>>.
All’interno di un’area protetta, in particolare una superficie ampia come può essere quella di un Parco Nazionale, la definizione di procedure standard e la disponibilità di strumenti all’avanguardia sono fondamentali per poter migliorare le conoscenze dello stato di salute degli habitat, direttamente collegato infatti alla presenza di determinate specie e alla loro abbondanza. Il progetto è articolato così in cinque lotti, suddivisi in base al target di interesse da monitorare: Lotto 1, per i chirotteri; lotto 2, per anfibi e rettili; lotto 3, avifauna; lotto 4, piccoli mammiferi; lotto 5, meso e grandi mammiferi. I cinque lotti riguardano le specie facenti parte gli allegati della Direttiva Habitat del ’92, ossia a rischio di estinzione o che necessitano una rigorosa tutela, per cui facile pensare che siano specie di primaria importanza e che necessitano studi ed interventi mirati ed efficaci. Per ogni lotto ISPRA ha quindi stabilito delle procedure e dei metodi standard da utilizzare per il monitoraggio dei vari target. La definizione del campionamento è infatti fondamentale per poter effettuare i controlli con continuità negli anni successivi e per poter così osservare variazioni nelle popolazioni delle specie di interesse. L’utilizzo di metodologie e strumenti standard, in ambito scientifico, è importante proprio per poter confrontare i dati ottenuti, sia all’interno della stessa area, sia tra aree in diverse parti del globo. Solo tramite l’esecuzione di procedure identiche, o almeno simili, ci si può infatti permettere di trarre conclusioni adeguate riguardo determinati risultati ottenuti. E l’affidabilità di questi risultati è fondamentale per poter mettere in atto azioni volte ad un adeguato mantenimento o recupero delle specie in esame.
Oltre a quanto sopracitato, il progetto vuole inoltre contribuire a migliorare i servizi per i visitatori dei parchi nazionali (e delle aree marine protette) e a sensibilizzarli maggiormente in materia di biodiversità, favorendo un turismo più sostenibile ed un consumo più responsabile delle risorse naturali. Soprattutto nell’era attuale, in cui i cambiamenti climatici incombono senza freni ed il rispetto per la natura è in costante diminuzione, lasciando dietro di se una devastazione senza precedenti, è fondamentale infatti intervenire laddove si verifica gran parte del danno; responsabilizzare, istruire, coinvolgere quindi chi agisce con ignoranza, perchè spesso è l’assenza di conoscenza a portare ad azioni scorrette o sbagliate, più che mera cattiveria.
[Matteo Gioia, ecoinformazioni]

