Csf/ 31 agosto/ Per la Palestina. Oggi! Domani sarà troppo tardi

In Palestina – nella striscia di Gaza come in Cisgiordania – è in corso un massacro indicibile. Le continue violenze militari e le pratiche di distruzione totale della popolazione e del territorio, così da impedire in prospettiva qualsiasi possibilità di vita civile, sono ricondotte al crimine di genocidio, che la comunità internazionale avrebbe il dovere di fermare immediatamente. Invece prosegue imperterrito il sostegno alle peggiori politiche di occupazione e annientamento del governo israeliano.

Non solo le organizzazioniinternazionali non riescono a fermare Israele, ma i governi occidentali – compresa l’Italia – sono in prima linea nel sostegno militare ed economico alle operazioni militari e politiche che intendono arrivare alla totale cancellazione della Palestina. Ipocritamente, nel frattempo, nelle sedi istituzionali si avanzano timide critiche alle “esagerazioni” di Israele.
La situazione è tragica, coperta dai silenzi, dalla disinformazione e dalle complicità. Non dobbiamo rimanere inerti. Non possiamo tacere. La Costituzione italiana, nata dalla Resistenza antifascista, ripudia la guerra e a maggior ragione lo sterminio dei popoli.
Possiamo fare qualcosa:

  • chiedere alle rappresentanze politiche e al governo di attivarsi per la fine dei massacri e delle distruzioni, per il raggiungimento di una pace giusta e duratura, che includa anche il rilascio degli ostaggi israeliani e dei prigionieri politici palestinesi;
  • sostenere le azioni concrete a favore del popolo palestinese: l’impegno delle organizzazioni umanitarie, le pratiche di Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni (BDS) verso lo stato di Israele, il grande sforzo transnazionale della Global Sumud Flotilla che intende portare via mare aiuti umanitari; il riconoscimento della vita e della cultura palestinese, perché anche in questa fase storica per milioni di persone non c’è solo morte e devastazione;
  • a Como, in particolare, richiedere che l’amministrazione cittadina si impegni per iniziative di sostegno alla città gemella di Nablus, in Cisgiordania, anch’essa esposta a violenze e distruzioni.
    Fermiamo il genocidio, fermiamo la distruzione.

Restiamo umani. [Csf]

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