Studenti in piazza della Pace
Questa volta in piazza della Pace (già nota come Vittoria) il 14 novembre per lo sciopero dell’Uds c’erano davvero giovani, davvero studenti autodeterminati e numerosi, segnale che il seme lasciato dalle lotte dalla straordinaria avventura di antagonismo nonviolento de la Flotilla è fecondo. Non marea, ma tant3 ragazzi e ragazze già attiv3 nell’intersezionalità delle lotte, capaci di mettere insieme Palestina e Valditara, antifascismo e Pace, corpi e menti. In un mondo che considera giovani i 35cinquenni si presenta finalmente anche a Como una generazione stdentesca nuova mai apparsa e questo fa ben sperare. Nel seguito i reportage con video e foto e articolo di Simone Tognacchini e le foto di Camilla Pizzi, ecoinformazioni. Presto on line su ecoinformazioni altri video, foto e articoli.




















[Foto Simone Tognacchini, ecoinformazioni]








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Questa mattina, venerdì 14 novembre, anche a Como lo sciopero studentesco nazionale indetto dall’Unione Degli Studenti con lo slogan “un’altra scuola, un altro mondo è possibile”.
Ore 8.30 ritrovo in piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria), la mobilitazione ha visto la partecipazione di molt3 student3, provenienti da vari istituti di Como e provincia tra cui l’Istituto Melotti di Cantù, il Monnet di Mariano Comense, il Setificio di Como e altri ancora .
Questa iniziativa è nata dall’energia ritrovata di una gioventù vibrante e positiva, da una moltitudine di student3 che ha voluto ribadire a gran voce che un modello scolastico alternativo è realizzabile, per opporsi alle continue riforme sempre più repressive proposte dal governo, per ricordare alle istituzioni del nostro Paese che un diverso sistema scolastico e sociale è possibile.
Con questo sciopero gli studenti di tutta Italia hanno voluto dimostrare che non possono e non vogliono essere ignorati, che non rinunceranno alla speranza di cambiamento come sembra gli venga invece imposto. Hanno voluto denunciare l’arretratezza e le pessime condizioni degli edifici scolastici che li accolgono ogni giorno, scuole che non sono più l’ambiente ideale in cui crescere e studiare, scuole lasciate andare, scuole che reprimono invece che aprire le menti.
Pretendono che vengano garantiti la libertà di movimento e il diritto allo studio, vorrebbero una reale accessibilità economica, invece le famiglie sono costrette a sborsare centinaia se non migliaia di euro per libri, materiali, trasporti, gite scolastiche, etc.
Inoltre questa moltitudine compatta di giovani e speranzosi student3 non vuole più che il nostro Governo , il nostro Stato , perseguano a collaborare con l’entità sionista, bisogna interrompere ogni genere di rapporto economico con lo stato di Israele che da ormai decine di anni si macchia di ogni genere di crimine contro il popolo palestinese, come il genocidio tuttora in atto.
Tra gli organizzatori spicca la figura di Leonardo Solimeno di Uds, che si ritiene soddisfatto della partecipazione odierna, l’obiettivo è quello di far crescere il movimento, di rendere gli studenti sempre più consapevoli e partecipativi, di combattere in modo indipendente tutte le storture evidenti del sistema scolastico odierno non tralasciando certamente temi sociali di enorme rilevanza quali la Questione palestinese e lo scellerato riarmo messo in atto dai paesi occidentali.
L’iniziativa è stata condivisa con il collettivo Maog, una recente organizzazione studentesca nata a Cantù. La manifestazione e stata appoggiata da Como per la Palestina, Rete Intrecciat3, Cgil e dall’Arci con l’adesione di altre realtà.
Si sono susseguiti interventi da parte degli e delle student3 presenti, ognun3 ha esposto la propria idea, ha raccontato e condiviso la propria esperienza portando a conoscenza di vari episodi non certo edificanti che accadono all’interno degli istituti che frequentano. Federico del Jean Monnet, Milly del Melotti e tant3 altr3 hanno preso in mano il megafono e senza timore, fortunatamente senza ostacoli, si sono espressi in tutta libertà, quella libertà di pensare, ragionare, proporre, criticare che spesso non gli è consentita all’interno delle loro aule.
Cartelli, striscioni e cori hanno riempito la piazza in una mattinata freddina di metà novembre, riscaldata da una commovente e genuina volontà di cambiare le cose, di farsi sentire, per cercare di aggiustare un presente insoddisfacente e costruire un futuro migliore. Che sia solo l’inizio… [Simone Tognacchini, ecoinformazioni]

