Imperativo categorico/ Dopo le scuole abbattere anche le piante
La furia devastatrice della destra estrema comasca non si accontenta di attaccare associaioni e scuole ora anche gli splendidi ciliegi di via XX settembre sembrano da sacrificare per l’ennesima improvvida volontà del goverono comunale. Grande la contrarietà bipartisan: i comunicati di Europa Verde e di Forza Italia. C’è anche una petizione.
Lunedì 16 novembre è previsto l’abbattimento dei ciliegi di via XX Settembre a Como. Una decisione che sta generando preoccupazione crescente non solo per l’intervento in sé, ma per il metodo ormai consolidato: senza condivisione, senza una vera progettazione del verde urbano.
Questa modalita è politicamente deprecabile e chiediamo al Sindaco una sospensiva urgentealmeno per esser ascoltati e proporre una alternativa . Esiste pero’ anche un altro aspetto grave di natura tecnica sul modus operandi sugli agronomi e dirigenti responsabili che approfondiremo :
1)anzitutto l’idea – ormai superata in tutta Europa – che i viali cittadini debbano essere “tutti uguali”: alberi identici, stessa specie, stessa età, stesso impatto visivo.
Un’impostazione a dir poco dilettantesca che non tiene conto del mondo reale: la natura è diversità, e oggi più che mai la resilienza degli ecosistemi urbani dipende proprio dalla varietà delle specie.
L’esperienza recente del Trentino(aver investito sulla piu’ conveniente monocoltura abete rosso creando boschi fragili e poco resilienti). ce lo ha insegnato con forza, e le grandi città europee lo mostrano ogni giorno: a Londra i viali alternano specie diverse, con alberi anche molto differenti per forma, fioriture e comportamento. Nessuno grida allo scandalo.
Per questo motivo desta sorpresa – e preoccupazione – la scelta di procedere a un abbattimento massivo che coinvolgerà anche alberi ancora sani, per sostituirli con un’unica specie: il Pyrus Chanticleer. Una pianta bella e resistente, certo, ma comunque soggetta ai limiti di qualunque monocultura. E in un’epoca di crisi climatica, vento forte, stress idrico e malattie emergenti, puntare tutto su un’unica specie non è una scelta lungimirante.
2)Va ricordato che in via XX Settembre esistono alberi che stanno bene e altri che non ce la fanno più. Le difficoltà degli esemplari malati derivano soprattutto da problemi strutturali mai affrontati: spazi di impianto ridotti, urti di auto, terreno compattato. In molte zone della città si continua a piantare alberi in secchielli di terra, costringendo le radici e riducendo drasticamente la vita delle piante. Se non si interviene su queste condizioni, anche i nuovi alberi saranno destinati ad ammalarsi presto.
Gli agronomi valutano la stabilità e la salute delle singole piante. Ma il problema vero di chi ha responsabilita’ dirigenziali è urbanistico, riguarda la qualità dello spazio pubblico e il modo in cui la città decide di rigenerare il proprio verde.
Per questo un rinnovo degli alberi a fine ciclo è corretto, anzi necessario. Ma deve essere fatto solo quando serve, con criteri chiari, all’interno di progetto moderno e lungimirante, con un coinvolgimento reale della popolazione.
Si tratta poi di alberi che caratterizzano la via XX Settembre da almeno 50 anni e lo sfregio non e’ solo ambientale, ma culturale e identitario
Chiediamo quindi al Comune di Como:
-anzitutto una sospensiva urgente , anche breve , per poter esser ascoltati
– la trasparenza integrale sui pareri agronomici e sulle motivazioni dell’intervento;
– la rinuncia agli abbattimenti non necessari;
e quindi
– un piano per il verde urbano, che tenga conto della diversità delle specie, delle condizioni reali di impianto , delle esigenze climatiche di oggi e di una migliore manutenzione delle piante di Como»
[Elisabetta Patelli, Verde Europa]
Rapinese e la crociata contro i ciliegi: Forza Italia chiede un immediato cambio di passo
«Forza Italia esprime forte opposizione alla decisione del sindaco di Como di abbattere i ciliegi giapponesi di via XX Settembre, un patrimonio identitario e paesaggistico in una zona di pregio della nostra città.
Chiediamo l’immediata sospensione del provvedimento, e soprattutto trasparenza totale sulle perizie agronomiche, la pubblicazione dei dati completi e la valutazione di alternative meno drastiche, come interventi di cura e manutenzione mirata. Sostituire i ciliegi con altre essenze non può diventare la scorciatoia per cancellare uno dei viali più amati dai cittadini di Como e anche dai turisti.
Invitiamo l’amministrazione ad aprire subito un confronto con residenti ed esperti per tutelare il nostro patrimonio verde e gli spazi urbani che esso caratterizza. C’è poi una questione di metodo, oltre al merito. Un atteggiamento dispotico che non lascia spazio al confronto e al dibattito e che ha già toccato
troppi ambiti». [Davide Gervasoni, segretario cittadino di Forza Italia Como]

