Ragazzo suicida al Bassone/ Italia indegna

L’ennesimo dramma nelle carceri. Il suicidio di un ragazzo di soli 24 anni nella casa Circondariale del Bassone è l’ennesima sconfitta per il nostro sistema penitenziario e per tutti noi. Si è detto che la dignità di una nazione la si misura sulla situazione delle sue carceri.

Non c’è, infatti, un articolo della nostra Costituzione che dispone che la pena deve servire per il reinserimento nella società dei soggetti detenuti? un continuo interrogativo a cui non sappiamo dare risposte. Questa tragica morte interpella nuovamente tutti, lo Stato, il Governo, la nostra città, la società civile. Non possiamo più far finta di niente.  Ribadiamo ancora che al Bassone serve personale di polizia penitenziaria, personale dell’area educativa, potenziamento dell’area sanitaria, potenziamento dell’area scolastica, maggiori possibilità di incontri e di iniziative condivise con il terzo settore e con il volontariato. Serve lavoro. Una maggiore attenzione alle persone che vengono tradotte al Bassone. Parlo, soprattutto, di quelli che non dovrebbero stare in carcere, ma in comunità o in altri luoghi per migliorare loro stessi, la loro vita. Purtroppo di carceri se ne parla solo quando succedono drammi (sommosse, suicidi o d’estate quando scoppia il caldo), poi tutto viene freneticamente dimenticato. Così non è più possibile continuare. [Luigi Nessi, Sinistra Italiana Como]

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