Controriforma autoritaria ispirata a Orban/ Con Spataro e Rossomando gli avvocati per il no
Marcello Iantorno, che ha introdotto e concluso l’iniziativa illustrando le ragioni del no degli avvocati comaschi, ha avuto un compito complesso per moderare una serata nella quale con una certa improntitudine un avvocato dell’Organismo congressuale forense favorevole al sì che ha dichiarato di “essere di sinistra ma…” è intervenuto insistendo per davvero troppo tempo sulla sua tesi più volte ripetuta convinto che se non vengono aboliti tutti gli articoli della Costituzione che prevendono l’imparzialità dei giudici, la democrazia si salverà anche se la controriforma di Meloni e Nordio venisse confermata dalle urne.







Il moderatore, con grande apertura a opinioni opposte, l’ha fatto parlare a lungo mentre la sala rumoreggiava giustamente: l’intervento dissonante, per inconsistenza argomentativa e mancanza di attinenza alla realtà è stato la ciliegina sulla torta di argomentazioni per il No, cucinata con una straordinaria chiarezza da Armando Spataro, già procuratore generale e autore del libro Le ragioni del no e Anna Rossomando, avvocata penalista, senatrice del Pd e vicepresidente del Senato. Dal dibattito altri spunti singolari con un intervento di grande efficacia comunicativa di Marcello Campisano che ha illustrato alcune sue “filastrocche comunicative” e di un cittadino che ha, con grande arguzia, definito la porcata di Meloni e Nordio “schiforma”. La serata è stata un successo e ha saputo dare tutti gli elementi di merito della questione con documentati interventi de3 relator3 senza indulgere in dotti tecnicismi, tenendo il pubblico che ha quasi riempito la Biblioteca per due ore attento e partecipe. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]



