Ilaria Salis /Più misure per il reinserimento sociale
Il 20 febbraio pomeriggio, Ilaria Salis, europarlamentare Avs, The Left, assieme a due suoi collaboratori, ha fatto un’ispezione a sorpresa presso la Casa Circondariale di Como. La visita è stata svolta all’interno della struttura per dare conto delle condizioni di vita delle detenute e dei detenuti, privilegiando la dimensione relazionale e di ascolto.
Il personale è stato collaborativo, nonostante la loro costante presenza abbia inevitabilmente condizionato e limitato la volontà de* detenut* di condividere il proprio difficilissimo vissuto. Nella struttura sono recluse circa 60 donne, suddivise in due sezioni, quella ordinaria e quella destinata alle lavoranti, entrambe caratterizzate da celle aperte, a differenza di diverse sezioni maschili, dove le urla e i rumori non sono cessati per tutta la durata della visita nel carcere, a dare conto del grave stato di salute psicologica non adeguatamente affrontata dal ridotto personale. La Casa Circondariale di Como è inoltre una delle poche in Italia che conta una sezione trans. Le criticità emerse si riferiscono soprattutto al sovraffollamento e alle critiche condizioni igieniche. La capienza della struttura prevederebbe infatti un numero massimo di 230 detenut*. Tuttavia, al momento le persone residenti sono 360, di cui più della metà sono definitivi, nonostante l’ordinamento della casa circondariale preveda vengano ospitate persone in attesa di primo giudizio o condannate con pene brevi. Tale sovraffollamento, spiega Ilaria Salis, non permette spesso neppure di mangiare a un tavolo, dal momento che le celle sono occupate delle brande supplementari. Non solo, anche la gestione degli spazi denota una forte disumanizzazione, laddove l* detenut* si ritrovano a lavare le stoviglie nel bagno anziché nelle cucine. Queste 360 persone sono “seguite” da soli tre educator*, motivo per cui, considerato l’elevatissimo numero di detenut* permanenti, non è possibile soddisfare le esigenze e le richieste rivolte ad intraprendere un percorso di reinserimento sociale. L’invito fortemente auspicato è quello di introdurre sin da subito misure alternative, perché si possa far fronte alla crescente difficoltà di avere accesso alle cure mediche, a corsi e a opportunità di lavoro, e di incrementare il personale civile, in particolare educatori e psicologi. [Giulia Rho, ecoinformazioni]
[Foto di copertina: Ilaria Salis nel punto dove i fascisti hanno messo lo strisione per rifiutarne la presenza].


