Processo il 27 febbraio/ Per Cecco Bellosi accusa iperrealista: antifascismo

Venerdì 27 febbraio, alle 9,30 presso il Tribunale di Como, inizierà il processo contro Cecco Bellosi per danneggiamento alla teca e alla targa raffigurante Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. La teca e la targa che in realtà sono la stessa cosa, vegono considerati “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. Non è uno scherzo, perché così invece recita il capo di imputazione.  Quindi un monumento a Mussolini nel luogo in cui è stato fucilato da tre partigiani eseguendo la sentenza emessa in nome del popolo italiano dal Comitato di Liberazione Alta Italia, viene ritenuto un bene pubblico e non un’apologia di fascismo.

Non a caso la denuncia è stata fatta dal rappresentante di un’organizzazione neofascista.  Cecco Bellosi: «La notte del 28 aprile, anniversario del tirannicidio, ho tolto i fiori che mani fasciste avevano apposto sopra la teca. Non ho fatto altro e trovo tutt’altro che surreale essere accusato di antifascismo. In questo periodo questa accusa da parte del pubblico ministero di Como è un atto iperrealista»..

Rispondi

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere