Acli/ La riforma della disabilità/ costi contro i diritti
«Disabilità: dal 1° marzo nuova fase della riforma, anche Como tra le 40 provincie in sperimentazione Dal 1° marzo 2026 la sperimentazione della nuova normativa di riforma dell’accertamento della disabilità sarà estesa ad altre 40 province italiane, che si aggiungono alle 20 già coinvolte.
Anche Como rientra tra queste 40. L’ampliamento segna una nuova fase di attuazione della riforma e un passaggio verso l’uniformità delle procedure su scala nazionale. La riforma introduce nuovi criteri e modalità di accertamento della disabilità, prevedendo una valutazione di base unitaria affidata all’Inps.
Le novità riguardano le persone e le famiglie che presentano una nuova domanda di
invalidità civile, di indennità di accompagnamento o di riconoscimento dello stato di
handicap ai sensi della legge104/1992. Le domande presentate entro il 28 febbraio 2026
nelle nuove 40 province sperimentali continueranno a essere definite secondo la
normativa precedente fino alla loro conclusione.
“La riforma della disabilità contiene principi importanti e condivisibili, ma già nella fase
sperimentale , secondo il Patronato nazionale, si sono viste complicazioni anziché
semplificazioni che incidono sull’accesso ai diritti” afferma Stefano Panzetta,
Presidente Patronato Acli Como.
“ Il timore è che anche a Como si ripresentino le difficoltà operative e i cambiamenti
procedurali già incontrati nelle altre province che, pur sottolineando le ampie sinergie e
condivisioni attivate con la Direzione Generale dell’INPS, hanno avuto ricadute
direttamente sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.
Una delle principali novità introdotte dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62 riguarda
l’avvio del procedimento valutativo. La tradizionale domanda amministrativa è sostituita
dall’invio del certificato medico introduttivo, che dà avvio all’accertamento e determina
la decorrenza dell’eventuale prestazione assistenziale a partire dal primo giorno del mese
successivo all’invio.
Resta aperto il nodo dei costi. Il certificato medico introduttivo ha un costo variabile tra 150
e 250 euro, interamente a carico delle famiglie.
“Dai nostri uffici emerge con chiarezza che questo costo rappresenta, soprattutto per le
situazioni più fragili, un ostacolo economico all’accesso ai diritti”, afferma Emanuela
Mattiroli, Direttrice del Patronato Acli Como. “Il rischio è che una riforma nata per
garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze”.
In una fase di cambiamento così delicata il Patronato ACLI di Como ritiene che
l’accompagnamento sia essenziale per non perdere le prestazioni a cui si ha diritto e
pertanto invita i cittadini a presentarsi tempestivamente presso le proprie sedi a Como e
in provincia con una copia del certificato medico introduttivo e della ricevuta di
presentazione, per consentire la corretta trasmissione dei dati socioeconomici all’Inps e
garantire un’assistenza completa durante l’intero procedimento». [Acli Como]
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