Concerti/ L’Orchestra Sinfonica del Lario e i “piccoli centri”
Sabato 28 febbraio al Teatro Comunale San Teodoro di Cantù si è tenuto il concerto intitolato La ritirata di Madrid: una giornata di musica, lontani dai grandi centri, appuntamento della stagione musicale “Confini” dell’Orchestra Sinfonica del Lario.
Vienna, Parigi, Londra, Milano e Napoli, Berlino e Lipsia: questi erano i grandi centri della musica europea nel ’700. Ma provate a cercare sulla carta d’Europa Köthen, Eisenstadt, Arenas de San Pedro. Sono angoli di mondo, che ci consegnano però alcuni capolavori di J.S. Bach, Boccherini e Haydn come quelli presentati in questo concerto.
Nella cittadina di Köthen, alla corte di Leopold di Anhalt-Köthen, Bach ebbe a disposizione la piccola, eccellente orchestra del Collegium musicum, ed è qui che scrisse non solo i 6 Concerti Brandeburghesi, ma anche moltissime composizioni strumentali che hanno segnato la storia della musica europea (si pensi solo alle Suites per violoncello, alla prima parte del Clavicembalo ben temperato, alle Partite e Sonate per violino solo): un gruppo ristretto dell’Orchestra Sinfonica del Lario, composto principalmente dagli elementi più giovani, ha eseguito il 3° Concerto Brandeburghese, composizione per soli archi caratterizzato da una scrittura che associa lo stile solistico a quello orchestrale.
Boccherini, dopo aver raggiunto la celebrità a Parigi, nel 1768 fu invitato a trasferirsi a Madrid alla Corte dell’Infante Luis Antonio, fratello minore del re Carlo III, con il quale si sarebbe ulteriormente ritirato in una piccola cittadina, Arenas de San Pedro, dove avrebbero visto la luce oltre cento composizioni, fra le quali il quintetto per archi La musica notturna delle strade di Madrid, il secondo brano eseguito nel corso della serata, originalissima composizione che ha riservato al pubblico sorprese ed effetti inattesi.
Infine è noto come il grande Haydn abbia raggiunto la celebrità trascorrendo gran parte della sua vita nelle sperdute residenze dei principi Esterházy, lontano da Vienna, capitale dell’impero, fra Eisenstadt e, soprattutto, nel Castello di Eszterháza, nell’attuale Ungheria.
Proprio nell’anno in cui viene assunto come vice maestro di cappella dal principe Nikolaus Eszterhàzy, il 1761, Haydn compone le sue prime 3 Sinfonie, note come Le matin, Le midi e Le soir; sinfonie che da un lato guardano al passato, alla scrittura barocca tipica del concerto grosso, ma dall’altra aprono le porte alla grande stagione del sinfonismo classico haydniano. È stata la prima di queste 3 sinfonie a concludere il concerto in uno spirito davvero compiutamente sinfonico.
Il concerto dell’Orchestra Sinfonica del Lario di sabato 28 febbraio, dedicato a questi centri periferici, ha avuto come ospite speciale, in funzione di violoncello e concertatore, Paolo Beschi, una figura centrale del mondo musicale comasco ma anche di importantissime realtà europee che si sono dedicate all’esecuzione storicamente informata della musica del ‘700.
L’Orchestra Sinfonica del Lario è certamente l’espressione più rilevante dell’Accademia Orchestrale del Lario, associazione nata nel 2002, un anno dopo il debutto dell’Orchestra, proprio per fornirle una cornice adeguata che ne esprimesse al meglio gli intenti. Se infatti l’attività di produzione di concerti è certamente quella attraverso cui l’associazione meglio si fa conoscere dal pubblico, ciò che la caratterizza è anche e forse in primo luogo un progetto di formazione e di approfondimento rivolto ai suoi membri e al suo pubblico, anche attraverso progetti cameristici quale beethoven.cam, che ha visto l’inedita l’esecuzione di tutte le Sinfonie di Beethoven nella versione di Hummel per quartetto con pianoforte.
Il lavoro di formazione si concretizza in modo significativo attraverso lo scambio di esperienza fra i più giovani, che stanno completando i loro studi o si affacciano alla professione, e musicisti che hanno alle spalle una intera vita nel mondo della musica professionale.
Proprio in quest’ottica da anni l’Orchestra, che lavora da sempre con il suo direttore artistico e direttore stabile Pierangelo Gelmini, è aperta a collaborazioni con direttori ospiti di diversa estrazione, che possano portare esperienze e modalità diverse di approccio alla concertazione e all’esecuzione.
In questa occasione particolarmente significativa e di grande soddisfazione è stata l’opportunità non solo di lavorare con un grande esperto della musica barocca e classica quale è Paolo Beschi, in un repertorio che lo ha visto protagonista in tutte le più importanti sale internazionali, ma anche di affrontare per la prima volta l’esecuzione di un repertorio sinfonico senza la presenza di un direttore sul podio, lavorando dunque in uno spirito prettamente cameristico. [Silvia Tuja, per ecoinformazioni]
Il bis del concerto dell’Orchestra sinfonica del Lario di sabato 28 febbraio: il primo movimento della sinfonia Le matin di Haydn.

