10 anni di Csf
Era il 23 giugno del 2016 quando per iniziativa di un gruppo di ragazze e ragazzi si avviò l’esperienza di Como senza frontiere. Il decimo anniversario costituisce un’occasione per lo sviluppo delle inziative della rete. Un incontro per organizzare le attività si è svolto l’1 luglio a Casa Magenta. Presto on line tutti gli appuntamenti. [Foto Marco Lorenzini, ecoinformazioni]
La mail che invitò alla prima riunione
Buongiorno! Siamo un gruppo di ragazzi che insegnano alla scuola di italiano serale di Rebbio. Insieme a don Giusto, ai Missionari Comboniani di Como e Venegono e al Coordinamento Arte Migrante Como vorremmo importare anche a Como la Marcia per i Nuovi Desaparecidos iniziata dalla Rete Milano Senza Frontiere il 18 giugno scorso, a cui si sono unite anche le città di Palermo, Torino e Roma per denunciare le stragi nel Mediterraneo e ricordare morti e dispersi non come numeri, ma come persone. La nostra idea è di fondare una rete antirazzista denominata “Como Senza Frontiere” e, sul modello di queste città, coinvolgere tutte le istanze e le voci dei singoli, associazioni, movimenti, centri sociali, chiunque senta il bisogno di essere presente nel chiedere verità e giustizia per tutte le vittime dello spaventoso genocidio in atto da decenni nelle rotte che dall’Africa e dall’Asia portano verso l’Europa. L’Unione Europea risponde chiudendo le sue frontiere e propone di distruggere i barconi dei trafficanti, attraverso operazioni nelle acque libiche o addirittura in terraferma. Vent’anni di politiche razziste hanno solo prodotto morte, desaparecidos e dolore. In assenza di meccanismi istituzionali di ingresso regolare, le persone sono costrette a rivolgersi alla criminalità. L’obiettivo di questa rete sarebbe sensibilizzare la società su questa tematica: i morti devono pesare sulla coscienza di chi potrebbe fare qualcosa ma non lo fa (anche perché chi parte fugge da guerre, violenze, miseria, spesso trova altra violenza e ostilità, alimentate dai media). A questo scopo gli altri comitati già sorti in Italia utilizzano lo strumento del presidio sul modello della protesta delle Madres de Plaza de Mayo in Argentina: tutti i giovedì svariate persone si ritrovano in una piazza con in mano le fotografie di alcuni migranti dispersi in mare; dopo aver formato un cerchio, camminano silenziosamente, mentre un oratore fa informazione al fine di sensibilizzare i passanti, invitarli a prendere in mano una foto e unirsi anch’essi alla marcia silenziosa, anche se per pochi minuti. Se siete interessati, per discutere la proposta e organizzarci per attuarla faremo una riunione Giovedì 23 Giugno alle 21.20 al bar dell’oratorio di Rebbio. A presto, Don Giusto, fratello Antonio, Abramo, Nicolas, Revelin, Anna. [Csf 21 giugno 2016]

