Fotonotizia/ Nazra: sguardo sulla Cisgiordania

Domenica 27 settembre ha fatto tappa a Como, al Teatro Nuovo di Rebbio, per la seconda serata di proiezioni, Nazra Palestine Short Film Festival. Nato come desiderio condiviso dal basso di sperimentare nell’ambito cinematografico, il festival itinerante è ora una delle fonti più importanti, nonché archivio della coralità di voci palestinesi che, in chiave più o meno documentaria, denunciano l’apartheid. Questo secondo appuntamento era dedicato a una selezione di cortometraggi inerenti alla Cisgiordania, indagandone lo stato sociale di oppressione e precarietà, che tuttavia confligge con quel senso di colpa derivante dall’impossibilità di dare peso alla propria situazione se confrontata a quella dei gazawi. Al contempo, i linguaggi del cinema palestinese dimostrano come sia anche possibile esprimere dolore e solitudine, proprio sottraendosi all’utilizzo di immagini cruente. Da qui emerge piuttosto una nostra difficoltà, noi che sottostimiamo espressioni che non rivendicano tutta la sofferenza di cui sarebbero potenzialmente capaci, noi che pensiamo di conoscere ed esprimere la gravità di quanto vissuto dai palestinesi. Nazra significa «sguardo»: personalmente lo intendo come un invito a non avere la presunzione di possedere un quadro complessivo, ma a guardare a quegli elementi, non importa quanto sfocati, su cui la camera da presa fa uno zoom, uno alla volta. Per tornare alla materialità del dolore, quello che non passa con un semplice cambio di schermata. [Giulia Rho, ecoinformazioni] [Copertina: still da video di The Silent Protest: 1929 Jerusalem, film di Mahasen Nasser-Eldin]

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