Giorno: 28 Settembre 2026

Ecoinformazioni 739

Forse la fotografia può essere una delle forme più empatiche di giornalismo partecipato. Il fotografo è spesso nella scena, talora a pochi centimetri dal soggetto protagonista della storia. Certo ci sono anche i teleobiettivi ma essi spesso non sono “etici”, rubano immagini a persone inconsapevoli. Così il Festival della fotografia etica di Lodi è ogni anno un’occasione formativa per fotografi e giornalisti. Certo ha un costo: l’orrore che traspare da molte foto segna l’animo, ma può anche convincere sulla necessità di prosegurie a occhi aperti nel lavoro di raccontare dalla parte delle vittime. In questo numero Il giro di mostra dedicato al Festival – come al solito – presenta l’insieme di alcune mostre in modo parziale – solo per farsi un’idea – viste passandovi senza poter sostituire la necessità per comprenderle di visitarle. Ed è bello presentarvi in questo stesso numero i primi reportage della nostra nuova redattrice Mingma Yangzi Sherpa [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Como contro Valditara

Il servizio di Giulia Rho nell’edizione delle 19,45 del 28 settembre di Metroregione di Radio popolare. A Como, il ministro dell’istruzione e del merito Valditara partecipa a un incontro alla Camera di Commercio intitolato Giovani, innovazione e territorio. Costruire luoghi dove arrivare, restare, tornare. Un titolo altisonante e contrario a ogni logica intrapresa da questo governo, specie nei confronti delle persone straniere.

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Presidio contro Valditara senza studenti

Il presidio per la presenza del ministro Valditara ospite della Camera di commercio grazie al sostegno all’iniziativa avuto dal prefetto è riuscito: una settantina di persone sono un numero ragguardevole per Como per un’iniziativa organizzata in fretta e che ha puntato solo sui social che come si sa sono un recinto chiuso che non favorisce la partecipazione che altre forme di comunicazione assicurano.

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Fotonotizia/ Nazra: sguardo sulla Cisgiordania

Domenica 27 settembre ha fatto tappa a Como, al Teatro Nuovo di Rebbio, per la seconda serata di proiezioni, Nazra Palestine Short Film Festival. Nato come desiderio condiviso dal basso di sperimentare nell’ambito cinematografico, il festival itinerante è ora una delle fonti più importanti, nonché archivio della coralità di voci palestinesi che, in chiave più o meno documentaria, denunciano l’apartheid. Questo secondo appuntamento era dedicato a una selezione di cortometraggi inerenti alla Cisgiordania, indagandone lo stato sociale di oppressione e precarietà, che tuttavia confligge con quel senso di colpa derivante dall’impossibilità di dare peso alla propria situazione se confrontata a quella dei gazawi. Al contempo, i linguaggi del cinema palestinese dimostrano come sia anche possibile esprimere dolore e solitudine, proprio sottraendosi all’utilizzo di immagini cruente. Da qui emerge piuttosto una nostra difficoltà, noi che sottostimiamo espressioni che non rivendicano tutta la sofferenza di cui sarebbero potenzialmente capaci, noi che pensiamo di conoscere ed esprimere la gravità di quanto vissuto dai palestinesi. Nazra significa «sguardo»: personalmente lo intendo come un invito a non avere la presunzione di possedere un quadro complessivo, ma a guardare a quegli elementi, non importa quanto sfocati, su cui la camera da presa fa uno zoom, uno alla volta. Per tornare alla materialità del dolore, quello che non passa con un semplice cambio di schermata. [Giulia Rho, ecoinformazioni] [Copertina: still da video di The Silent Protest: 1929 Jerusalem, film di Mahasen Nasser-Eldin]

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Palestina/ Non ci può essere festa con un genocidio in atto

Mentre in Parlamento si discute la vergognosa legge aull’antisemitismo, mentre l’unica “democrazia” del medioriente esclude dalle prossime elezioni i partiti rappresentanti la parte araba di Israele, mentre Netanyahu , ricordiamo, condannato dalla Corte Internazionale per crimini contro l’umanità, può parlare tranquillamente nel palazzo di vetro e Abu Mazen non può essere presente perché gli Stati Uniti gli rifiutano il visto di ingresso, mentre a Gaza si continua a morire nella quasi totale indifferenza, mentre succede tutto questo e molto altro, in piazza San Fedele il 27 settembre anche questa domenica pomeriggio, come succede da mesi, si sono ritrovati gli e le attiviste delle Donne in nero e Como senza frontiere ma anche di Bds o semplicemnete liber3 cittadin3 che sentono la necessità di ricordare a tutt3 noi, che non ci può essere festa quando c’è un genocidio in atto.

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