Acsm-Agam/ Paco-Sel: con la vendita scelte industriali fuori controllo

paco selCeleste Grossi e Luigi Nessi consiglieri al Comune di Como di Paco-Sel esprimono preoccupazioni per il futuro di Acsm Agam: «Se anche il Comune di Como, che insieme a quello di Monza oggi detiene oltre il 51%, prendesse la stessa decisione, il controllo pubblico della s.p.a. sarebbe sostanzialmente vanificato, ponendo del tutto fuori controllo le scelte di politica industriale, e quindi la natura e la qualità degli investimenti, allontanandole dai reali bisogni del territorio e con potenziali rischi per le il futuro lavorativo di parte del personale». Leggi nel seguito il comunicato.

«Anche a Como sono in corso una serie di operazioni che porteranno, auspichiamo presto, a una riorganizzazione complessiva del servizio idrico. Como Acque incorporerà i servizi idrici dell’intera Provincia. Il complesso percorso – con la quale saranno affidati a un soggetto completamente pubblico distribuzione e gestione dei servizi idrici, rendendo esecutiva la scelta operata dalla maggioranza delle cittadine e de cittadini italiani con il referendum tenuto a giugno del 2011 – sta richiedendo più tempo del previsto. In questa fase la società partecipata dal Comune di Como con il 24,8% di quote, Acsm-Agam, non partecipa ai tavoli tecnici in quanto quotata in borsa e dunque non completamente pubblica, motivo per cui anche le reti di distribuzione attualmente di sua proprietà dovranno essere cedute.

Noi di Paco-Sel siamo convinti che la decisione assunta dalla Giunta negli anni ‘90 di trasformare l’allora Azienda Comunale Servizi Municipali in una s.p.a. quotata in Borsa fu un errore e non vorremmo che ne seguissero altri.

Il Consiglio comunale di Como sarà presto chiamato a assumere delle scelte sul futuro di Acsm Agam e dei servizi che gestisce (tra cui il forno inceneritore e la Caverna, il cui controllo a nostro avviso deve rimanere pubblico, avendo rilevanza per la qualità dell’ambiente e per la salute dei cittadini).

Siamo consapevoli che il Piano industriale 2015 – 2019 presentato da Acsm-Agam prevede investimenti di 165.000.000 di euro e che ciò rende urgente per la società trovare investitori.

Come più volte richiesto dall’Anci nazionale e dall’Anci lombarda, anche noi siamo tra coloro che ritengono necessario superare il Patto di stabilità e il vincolo di pareggio di bilancio per consentire ai Comuni di rilanciare la propria azione il proprio ruolo amministrativo, per adempiere appieno alle funzioni pubbliche che sono loro attribuite in società partecipate fondamentali, senza dover essere costretti ad arretramenti progressivi mettendo seriamente a rischio la reale capacità di indirizzo, di gestione e di controllo.

Noi di Paco-Sel siamo convinti che debba essere assicurato il controllo pubblico dei servizi essenziali, primo fra tutti l’erogazione dell’acqua riconosciuta dall’Onu come diritto umano fondamentale.

Dobbiamo prendere atto con grande preoccupazione del fatto che il Comune di Monza, prima ancora che l’Advisor finanziario, incaricato anche per conto del Comune di Como, concludesse il suo compito di valorizzare le quote, ha già deliberato la vendita di parte delle quote in suo possesso. Se anche il Comune di Como, che insieme a quello di Monza oggi detiene oltre il 51%, prendesse la stessa decisione, il controllo pubblico della s.p.a. sarebbe sostanzialmente vanificato, ponendo del tutto fuori controllo le scelte di politica industriale, e quindi la natura e la qualità degli investimenti, allontanandole dai reali bisogni del territorio e con potenziali rischi per le il futuro lavorativo di parte del personale». [Luigi Nessi, Celeste Grossi, consiglieri comunali di Paco-Sel]

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