piazza cavour comoNel 2013 sono diminuiti in quasi tutta Italia quelli di fascia più bassa. A Como -11 unità.

 

«Per il 2013, è stato calcolato che la consistenza degli esercizi alberghieri in Italia ammontava a 33.316 strutture, presenti per quasi il 30% nelle sole regioni Trentino Alto Adige (16,5%) ed in Emilia Romagna (13,4%) – si legge in una nota dell’Annuario statistico regionale lombardo –. In Lombardia sono state contate 2.830 unità, pari all’8,5% del complesso nazionale, con il 60% concentrato nelle province di Brescia (671 strutture), Milano (637 esercizi) e Sondrio (390 strutture). Rispetto al 2012, a livello nazionale, la numerosità degli esercizi alberghieri diminuisce di 412 unità. Quasi tutte le regioni sono interessate dal fenomeno, a partire da Lombardia e Trentino Alto Adige, che perdono, rispettivamente, il 4,2% ed il 4,3% delle proprie strutture, fino a Toscana, Marche e Campania dove, sempre in termini percentuali, si calcolano le perdite minime (-0,1% per tutte le tre regioni menzionate). Uniche regioni in cui si rileva una crescita degli esercizi alberghieri sono Sicilia (+4,2%), Sardegna (+2,1%), Lazio (+1,7%), Molise (+0,9%), Umbria (+0,5%) e Puglia (+0,4%). In Lombardia, la contrazione del numero di strutture alberghiere (-125 unità) riguarda tutte le province ad esclusione di Lodi, che accresce di una unità il proprio contingente (da 27 a 28 esercizi). In termini assoluti, Brescia è la provincia che risente maggiormente del fenomeno (-65 strutture), seguita da Como e Milano (-11 in ciascuna di esse), mentre a Cremona e a Monza e Brianza si registra la “minima” perdita (-1 unità per ognuna). In proporzione sulla propria dotazione del 2012, invece, la contrazione più forte si ha a Mantova (-9,9%) e la minima a Bergamo (-0,7%). Sebbene il fenomeno sia piuttosto generalizzato e la diminuzione riguardi, principalmente, gli alberghi ad una e due stelle (rispettivamente, -48 e -56 strutture) ed in modo più limitato gli esercizi a tre e quattro stelle (-9 strutture per questi ultimi e -18 esercizi nella categoria “tre stelle”), si rileva un andamento di segno opposto per gli alberghi di lusso ed a 5 stelle (+2 strutture, una in provincia di Milano ed una in provincia di Bergamo) e per le residenze turistiche. La diminuzione di queste ultime in ragione di una unità per ciascuna delle province di Varese, Pavia e Monza e Brianza, infatti, risulta compensata dagli aumenti che si registrano a Bergamo (+3 strutture), a Brescia (+2 esercizi) ed a Como e Cremona (+1 unità per ognuna di queste). A livello regionale, pertanto, si rileva una crescita delle residenze turistiche di 4 unità (+2,1% in termini proporzionali sul dato del 2012).
Dei 2.830 esercizi alberghieri presenti in Lombardia nel 2013, il 43,2% appartenevano alla categoria tre stelle (1.222 in termini assoluti), che risulta anche la più diffusa in tutte le province ad esclusione di Milano, nella quale la categoria più nutrita è quella degli alberghi a 4 stelle (32,8%, pari a 209 strutture).
Sempre a Milano si concentra quasi la metà degli alberghi a 5 stelle e di lusso (17 esercizi sui 35 presenti in regione nel 2013). Per questa categoria, la seconda provincia in termini di strutture ospitate è Brescia (11 esercizi), mentre le restanti 7 si trovano a Como (4 strutture), Sondrio, Bergamo e Mantova (una struttura per ciascuna provincia). Del tutto assenti a Lodi, le residenze turistiche ammontano, nel 2013, a poco meno di 200 unità e sono concentrate nelle province di Milano (30,2%, pari a 58 esercizi), Brescia (27,1%, corrispondente a 52 strutture) e Sondrio (16,7%, pari a 32 unità)».

«Come già posto in evidenza, tra 2012 e 2013, le categorie che maggiormente subiscono un ridimensionamento sono quelle degli alberghi ad una e due stelle – prosegue il comunicato –. In termini assoluti, Brescia è la provincia che scomparire il maggior numero di alberghi sia a due stelle (-31 esercizi), sia ad una stella (-14 unità). Ciononostante, la geografia degli alberghi di queste ultime categorie mostra come la maggior parte quelli a due stelle rimanga concentrata proprio a Brescia (che, nel 2013, ospitava il 22,1%, pari a 99 strutture) e come tale provincia sia seconda solo a quella di Milano per gli alberghi ad una stella. Questi ultimi, difatti, risultano presenti per quasi il 23% nella provincia del capoluogo di regione e per ed il 21,4% in provincia di Brescia (si parla, rispettivamente, di 82 e 77 esercizi). Infine, osservando la distribuzione sul territorio degli esercizi alberghieri appartenenti alle categorie più basse, si può notare come quelli a due stelle siano minimamente presenti a Cremona e Lodi (3 esercizi per ognuna di queste) e come a Monza e Brianza si raggiunga il numero più piccolo (3 unità) per le strutture ad una stella». [md, ecoinformazioni]

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