Politica

Emilio Molinari/ La strage lombarda

Mentre si susseguono farneticazioni su riaperture per permettere a quei pochi che lucrano sulla pandemia di continuare a farlo si spegne un’intera generazione. In Lombardia, dove la Regione si rifiuta di vaccinare persino i più anziani, la situazione sarà tramandata dalla storia come la strage degli ultra ottantenni perpetrata dalle destre lombarde e non contrastata dal governo Draghi. Riprendiamo la denuncia della situazione scritta da Emilio Molinari, compagno di tutte le lotte per la libertà e i diritti degli ultimi 60 anni, ora, negandogli la vaccinazione, condannato al contagio dalla Giunta Fontana.

«Vaccini e ultraottantenni.
Ho 81 anni, sono invalido al 100% ho patologie cardiovascolari molto gravi e pure oncologiche, tanto per non farmi mancare nulla. Non mi hanno ancora vaccinato e non mi hanno mai contattato. Non sono estraneo alla politica e ai media e quindi mi sono trattenuto da proteste. Mi sembrava di cercare una soluzione per me.Inoltre non sono nei social. Aspetto.Aspetto cosa? Aspetto il vaccino o aspetto il Covid? Chi arriva primo?

Due giorni fa è morto un caro amico di 88 anni Carlo Rossi, una persona amata da molti a Milano. Un poliziotto pistolero gli uccise il figlio e lui con la moglie Adele non hanno mai smesso l’impegno civile. Carlo aspettava il vaccino.  È arrivato prima il Covid e la morte. Quanti morti per ogni ritardo e silenzio della Regione Lombardia? Di queste morti non c’è un conto e non c’è rendiconto di responsabilità.

Solo oggi è arrivata un po’ di indignazione dei media. Gli amici mi dicono: vai al primo pomeriggio al vecchio ospedale militare di via Forze Armate, ti metti in fila, diventi un“riservista” e se avanzano dei vaccini te lo fanno.Normale? No non è normale che degli ultraottantenni malandati si mettano in fila, in piedi, al freddo, per accedere agli “avanzi”, come all’ortomercato per la frutta avanzata. Non è accettabile.

Come chiamiamo questi morti ?  È dall’inizio della pandemia che aleggia nell’aria una parola e una cultura impronunciabile: eugenetica.Gira nell’aria e la Moratti la sfiora con  l’idea che la priorità deve  essere data a chi è produttivo, a chi contribuisce al PIL.E un ultraottantenne è solo un costo. Ora accedere agli avanzi è diventato ufficiale: c’è una nuova lista e un nuovo termine: riservisti. Lo hanno detto oggi alla TV,  Fai un’altra richiesta, ti iscrivono alla lista dei riservisti e speri di essere chiamato? E come si fa a iscriversi a questa lista? E chi mi chiamerà prima? La lista del diritto o quella riservista? Intanto ogni morto è un risparmio in pensioni e sanità e una generazione se ne va. Prima nelle RSA e adesso con i ritardi. Come lo chiamiamo? È tutta colpa della Regione?

È colpa della Regione, certo. Ma il sindaco dove è? Il sindaco, nessuno lo ricorda, è la massima autorità sanitaria cittadina. E’ possibile che in un anno di pandemia, non abbia organizzato un Registro degli ultraottantenni, delle loro patologie e il registro dei soggetti a rischi per patologie gravi.Impossibile? Difficile?Un semplice registro chiedendo supporto ai medici di famiglia. Non c’è. Non so se altre città lo hanno fatto.

Di certo che il sindaco di Milano non si è né visto o sentito in un anno di questa pandemia. Pensava ad altro il sindaco verde. Pensava dove coprire di cemento e vetro ogni angolo libero della città. Nemmeno con una telefonata ai suoi vecchi. Non ridete, ma io e mia moglie, che non abbiamo figli e nipoti aspettavamo almeno questa. Ci contavamo. Aspettiamo il vaccino, ma non sarò un riservista». [Emilio Molinari, ex consigliere comunale, ex consigliere regionale, ex parlamentare]

27 marzo/ Lenzuolata Commissariate la Lombardia

Sabato 27 marzo dalle 14 alle 24. Un lenzuolo ai balconi e alle finestre per chiedere ai vertici della Regione di andarsene. Oppure un cartello, uno striscione, qualsiasi cosa dica ai fallimentari dirigenti della Lombardia che devono andarsene. Buongiorno, siamo un gruppo di cittadine e cittadini lombardi e vogliamo segnalare il disagio, l’indignazione e, perché no, la rabbia e il dolore di fronte a quello che succede ancora una volta in Regione Lombardia. Moratti (che tutti ricordiamo come un sindaco che ha perseguito interessi personali e ha favorito il privato) e Bertolaso (che pare si serva del suo ruolo solo per promuovere se stesso) si stanno rivelando peggio di Fontana e Gallera: più sprezzanti, più determinati, più mistificatori, e quindi più pericolosi.

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Argentina/ Che la memoria germogli

Il 24 marzo ricorrono 45 anni dal sanguinoso e genocida golpe militare in Argentina che causò la morte di 30 mila persone (per lo più studenti, operai) moltissime delle quali ancora “desaparecidas” in quanto i loro corpi non sono stati trovati o identificati, le Madri, le Nonne, i Figli dei desaparecidos, i Nipoti ritrovati e altre organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno deciso, causa covid, di non indire anche per quest’anno la “marcha” verso la Plaza de Mayo, storica piazza dove le Madri hanno iniziato a marciare nel 1977 per chiedere notizie dei figli e dove si sono ritrovate e hanno marciato tutti i giovedì pomeriggio fino a che, a causa della pandemia,  l’hanno dovuta sospendere. 

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La giunta Fontana contro la Lombardia

Ancora ritardi e disguidi inaccettabile per una regione allo sbando dove si è morto di più, si muore di più e si morirà di più. Con percentuali di contagio e morti con la quale solo il Brasile di Bolsonaro può competere alle scelte politiche mortifere si aggiunge una cialtroneria frutto dell’affidamento a privati incapaci, in modo onerosissimo per i cittadini, dei gangli dell’amministrazione sanitaria. Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd denuncia l’insostenibilità della situazione

«Quanto successo il 21 marzo al Sant’Anna [700 dosi per la vaccinazione ma non c’erano persone in fila perché non erano partiti gli sms di convocazione] è uno schiaffo in faccia ad anziani e fragili che attendono il vaccino. Fontana, Moratti e Bertolaso prendano atto del disastro. Ora basta, non è possibile che si verifichino questi disagi, soprattutto in Lombardia, che dovrebbe essere una Regione modello! Il piano vaccinale della Regione non funziona, non funziona il sistema di invio di sms e di prenotazione gestito da Aria spa, che è una società regionale, e ogni giorno rischiamo di buttare dosi di vaccino che è un bene preziosissimo. Quanto è successo oggi al Sant’Anna di Como, e non solo, anche a Monza e a Cremona, è uno schiaffo in faccia a quegli anziani e a quelle persone fragili che aspettano il vaccino per tornare a sperare in una vita normale, senza l’incubo del virus. Ma è uno schiaffo anche a quei medici e a quegli infermieri che stanno facendo da un anno sacrifici e oggi sono in prima linea a vaccinare, ma devono fare i conti con un sistema regionale inefficiente e pieno di lacune. Che cosa ne pensa l’assessore Alessandra Locatelli, che prometteva attenzione ai soggetti fragili e ai loro care-giver? È questo il modo? Fontana, Moratti e Bertolaso devono prendere atto di questo disastro!» [Angelo Orsenigo, Pd] 

Per don Roberto/ Fatti, non targhe

Fabrizio Baggi, segretario del Prc della Lombardia e impegnato in Como senza frontiere, la rete che da mesi chiede un dormitorio e centro diurno aperto e dedicato al sacerdote ucciso, contesta la scelta che giudica strumentale della Giunta Landriscina che dopo aver ostacolato in ogni modo l’attivismo solidale e in particolare l’azione di don Roberto Malgesini intende ora azzerare le gravissime responsabilità avute nella sua storia con l’intitolazione di qualche metro quadrato nei pressi della sua parrocchia.

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Lucio Magri/ Un’ispirazione tattica per la sinistra del presente

Nel tardo pomeriggio di lunedì 15 marzo si è svolto online su Zoom l’incontro di presentazione del libro Lucio Magri – Non post-comunista, ma neo comunista, di Simone Oggionni [Edizioni Efesto, 2021, 360 pagine, 15 euro].
A ricordare questa figura del Pci e de il manifesto, dialogando con l’autore e con Massimo Cortesi, presidente di Arci Lombardia e moderatore, sono state figure di spicco della sinistra nazionale e locale: Luciana Castellina, Bruno Ravasio e Gabrio Vitali.

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Senegal/ Con Sonko contro il colonialismo

Il fermento anticoloniale in Senegal è stato descritto nei media senegalesi anche dalla narrazione di Mambaye Diop, un collaboratore de I bambini di Ornella a Kelle. Severino Proserpio, Abbondino d’oro a Como e infaticabile animatore delle iniziative in Senegal dei Bambini di Ornella, ne sottolinea l’importanza e la veridicità. Riprendiamo il commento da Africa scossa da fremiti della piattaforma Speaker del 10 marzo 2021.

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Noi sappiamo che è innocente

Il segretario regionale del Prc Fabrizio Baggi ribadisce che il suo «partito è sempre contro le violenze, le intimidazioni e l’illegalità di atti contro le persone». «Non sappiamo chi ha usato minacce e intimidazione nei confronti degli imprenditori e di Confindustria, ma li condanniamo per il regalo che hanno fatto ai padroni. Li condanniamo per avere posto dalla parte del torto chi ha ragione e viceversa. Li condanniamo perché la ragione si afferma con la lotta politica e non con la violenza e l’intimidazione. Chi lo ha fatto, chiunque sia, ha sbagliato». Ritiene proprio per questo ingiusta la criminalizzazione della sinistra radicale ed è sicuro della totale estraneità alle accuse mosse a Pia Panseri, compagna della segreteria Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Bergamo, impegnata sui temi dalla salute e della sanità, un’esponente del Comitato Popolare Verità e Giustizia delle vittime del Covid. Nel seguito il testo integrale del comunicato del Prc.

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Le campagne si incontrano

Venerdì 5 marzo si è svolto il webinar Collaborare per costruire: le campagne si incontrano organizzato da Cantiere Casa Comune a cui hanno aderito : Io accolgo, Ero Straniero, LasciateCIEntrare, Forum per cambiare l’ordine delle cose.
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