La gola profonda di Casapound
100 persone hanno seguito la presentazione, introdotta da Luigi Tavecchio, del libro La storia segreta di Casapound la sera del 6 febbraio nell’auditorium di Tavernerio. Con l’autore Paolo Berizzi ha dialogato Fabio Cani. Nel dibattito interventi degli organizzatori e del pubblico. Purtroppo sono intervenuti solo maschi. Nel seguito l’articolo di Amelie Di Matteo e Giulia Rho, ecoinformazioni e le foto di Dario Onofrio e di Gianpaolo Rosso ecoinformazioni.




















[Foto Dario Onofrio, ecoinformazioni]




[Foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
Venerdì 6 febbraio nell’Auditorium di Tavernerio, presentazione del nuovo libro scritto del giornalista di Repubblica Paolo Berizzi, intitolato Il libro segreto di Casapound [Fuoriscena, ottobre 2025, 208 pagg]. L’iniziativa è stata organizzata da Anpi, Arci, Cgil, Csf, M5s, Pd, Prc, Si e l’adesione dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.
Ad introduzione della serata, Luigi Tavecchio definento “indispensabile” in testo, poiché inquadra il fenomeno neofascista senza sottovalutarne alcun aspetto, preannunciando così una portata nettamente superiore alle inchieste che quasi quotidianamente emergono su tale “galassia nera”, come è stata in seguito definita da Fabio Cani. Quest’ultimo ha mediato e dialogato con l’autore, sollevando considerazioni e quesiti che hanno permesso di comprendere le dinamiche di scrittura e di attribuzione di senso, soprattutto nei riguardi dell’avvenuto scambio con la fonte, l’ “infame” – per rimandare al gergo usato nelle organizzazioni fasciste.
Aver preso parte a questa serata non dovrebbe costituire una scelta eccezionale, piuttosto una necessaria adesione a quel senso civico che, come cittadine di un paese la cui costituzione nasce dall’anti-fascismo, sentiamo di rivendicare.
Questo perché ciò che Berizzi ci racconta, veicolato dalle riflessioni e dalle domande di Fabio Cani con il quale già nel 2018 presentò il libro Nazi-Italia, è che il fascismo non ha cessato di esistere nel ‘45 in concomitanza alla morte di Mussolini.
L’Italia è stato il paese capofila del movimento fascista nato nel 1919, poi esportato “con successo” in tutta Europa, e ancora oggi noi Italiani ci troviamo nella medesima posizione anche a distanza di un secolo. Berizzi ci spiega come nel panorama politico italiano siano presenti elementi di continuità ideologica con il fascismo storico e come movimenti neofascisti oggi si sentano legittimati a esprimersi pubblicamente ed infatti, secondo questa stessa di linea di continuità ideologica l’autore denuncia la tolleranza che il governo ha nei confronti dei movimenti neonazisti anche degli altri paesi.
Ma qual è il senso della stesura di questo libro? È una domanda che durante il corso della presentazione ci siamo poste e che Fabio Cani ha rivolto a Berizzi.
Il titolo, Il libro segreto di Casapound, ci aiuta già a capire che il testo si fonda su informazioni inedite e, appunto, segrete, che descrivono come questa associazione fascista si muove, opera, crea, vende ed esiste grazie alla diretta testimonianza di una talpa, definita da Berizzi “gola profonda”.
Perché sì, questo libro è un vero e proprio tuffo all’interno del palazzo di Via Napoleone III ed il senso sta in questo: non limitare una storia così potente ad una sola inchiesta giornalistica antifascista perché, per citare Berizzi, questa storia meritava di diventare un libro.
La partecipazione alla serata avrebbe potuto e avrebbe dovuto raggiungere un target più ampio di persone, specialmente di ragazzi più giovani.
Essendo il fascismo un problema che purtroppo riguarda ogni singolo cittadino italiano e non solo, crediamo che sia necessario un confronto con la parte più giovane del nostro paese e che il discorso che Berizzi ha fatto debba rimanere confinato ad una cerchia ristretta che, sì, è intervenuta con interessanti riflessioni e domande, ma un po’ fine a se stesse perché ad essere completamente sinceri la maggior parte dei presenti quella sera aveva già un pensiero affine a quello dell’autore.
Non disconosciamo ai libri una reale possibilità di cambiamento, e al tempo stesso crediamo che l’operazione che Berizzi ha compiuto e che ci consegna sia molto più profonda, perché, al di là della diffusione dell’esistenza di questo testo, dobbiamo prendere atto del calo drastico di lettori, che sono dopotutto elettori ed elettrici in Italia. Sicuramente momenti di cittadinanza aiutano a levare quel senso, potremmo dire, di esclusività, che ritroviamo spesso nell’opposizione. Considerato ciò che abbiamo nelle mani con questo libro, si tratta di trovare nuove soluzioni per una convergenza, affinché subentri quell’elemento di conflittualità sana che porta alle risoluzioni, a provvedimenti reali, e si spera, al definitivo smembramento di questa galassia nera in continua e legittimata evoluzione.
Crediamo che come giovani generazioni abbiamo bisogno di testi come questi e di onesta informazione politica, affinché si abbiano gli strumenti necessari per avere la consapevolezza di ciò che ci accade intorno: che sia essa politica, letteraria, favorevole, sfavorevole o neutra perchè nulla è peggio dell’opinione e della convinzione derivata dalla disinformazione. [Amelie Di Matteo e Giulia Rho, ecoinformazioni]


