Politica

Si/ Gli ospedali pubblici non sono spazi per l’antiabortismo

Cgil di Como, Fp Cgil di Como, Cgil Lombardia, FP Cgil Lombardia, Arcigay Como, Medicina democratica e Arci di Como, hanno presentato nelle scorse settimane ricorso contro l’azienda sanitaria comasca. Sinistra italiana condivide e appoggia l’inziativa, sostenuta anche dalla rete Intrecciat3.

«La segreteria regionale di Sinistra Italiana segnala una gravissima violazione dei diritti delle donne, rispetto alla decisione dell’Asst Lariana di assegnare spazi all’interno di un ospedale pubblico a un’associazione antiabortista, affidandole inoltre incontri di “formazione” rivolti ai consultori del territorio. L’associazione in questione è il Centro di aiuto alla vita.

Alla luce del ricorso al Tar già depositato dalla rete Intercciat3 – che auspichiamo porti alla cancellazione immediata di questa convenzione – riteniamo del tutto inammissibile una simile violazione dei diritti sanciti dalla legge 194/78 all’interno di una struttura sanitaria pubblica. Una scelta ancora più grave se si considera che il presidio di Sant’Antonio Abate di Cantù è l’unico ospedale dell’intera provincia di Como in cui vengono effettuate le interruzioni volontarie di gravidanza.

Ricordiamo inoltre che il 17 dicembre 2025 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione a sostegno dell’iniziativa di cittadini e cittadine di tutta Europa per garantire l’accesso a un aborto sicuro, legale e accessibile in tutta l’Unione Europea. È inoltre in fase di definizione un fondo europeo per sostenere l’accesso all’aborto transfrontaliero per le persone provenienti da Paesi con legislazioni più restrittive.

È dunque inaccettabile che in Lombardia si verifichino situazioni come quella di Como, dove l’autodeterminazione delle donne viene messa sotto attacco in modo palese, ideologico e contrario alla legge. Gli ospedali pubblici devono garantire diritti, non ostacolarli. La legge 194 va applicata e difesa, non svuotata dall’interno.

Lo dichiarano Donatella Albini, responsabile Salute e sanità della segreteria nazionale di Sinistra Italiana, Alessandra Fuccillo, responsabile Politiche di genere della segreteria regionale di Sinistra Italiana, Onorio Rosati, consigliere regionale Alleanza Verdi Sinistra, Gianluca Giovinazzo, segretario provinciale di Sinistra Italiana Como». [Ufficio stampa Si]

Pd/ Rapinese natalizio: 48 minuti di autocelebrazione vuota

«Rapinese continua a bruciare Como come Nerone fece con Roma. Lo abbiamo visto e ascoltato ancora una volta: 48 minuti di logorrea autoreferenziale, di autocelebrazione vuota, di parole che non costruiscono nulla ma consumano tutto. È il segno evidente di una caduta politica e istituzionale ormai sotto gli occhi di tutti, una caduta in cui il sindaco vorrebbe trascinare tutti con sé e che rischia di travolgere l’intera città.

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Il lato sinistro della legge

Contro la repressione sono tante le voci che si levano a Como, come a Milano che a Torino che nazionalmente e purtroppo temiamo che sempre più frequentemente dovremo lottare contro chi colpisce l’opposizione sociale e politica sempre più violentemente e ovunque. Nel seguito l’opinione di Pietro Caresana che attribuisce alle sinistre colpe gravissime.

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Incontro Arci e UdS Lombardia/ Spazio ai giovani

Domenica 21 dicembre 2025, all’interno delle sale del circolo Arci Blob di Arcore, si è tenuto l’incontro di discussione tra l’Unione degli Studenti e Arci Lombardia. Una giornata di dialogo tra generazioni diverse, accomunate dagli stessi obiettivi, ma anche dalle stesse problematiche

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Profanazione fascista monumento ai Caduti/ Il questore Calì risponde a Avs/ Magni e Dori interrogano

Immediatamente dopo la provocazione fascista inneggiante alla reimmigrazione al Monumento ai Caduti di Como, Devis Dori, parlamentare di Avs, insieme a Elisabetta Patelli per Europa Verde e Celeste Grossi per Sinistra italiana presentarono un esposto per chiedere che si provvedesse contro gli autori di una manifesta violazione della legge. La risposta del questore Marco Calì.

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Sudan/ un conflitto rimosso

Il 15 dicembre, alla Casa della Gioventù di Erba, si è tenuto un incontro pubblico dedicato al Sudan, promosso dal gruppo Insieme per il Sudan insieme a Ovci e a una rete ampia di associazioni del territorio. La serata, molto partecipata, voleva essere il primo passo per iniziare a raccontare un Paese e un conflitto spesso assenti dal dibattito pubblico europeo e poco raccontato dai media, pur rappresentando una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo.

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Avs/ Esposto e interpellanza parlamentare sui rigurgiti fascisti comaschi

«Manifestazione con striscione, slogan e  fumogeni  in città: servono chiarezza, responsabilità e tutela dello spazio pubblico. Nella notte tra il 10 e l’11 dicembre al Monumento ai Caduti a Como si è svolta una manifestazione caratterizzata dall’utilizzo di fumogeni colorati, slogan gridati, striscioni e  diffusione online di immagini prodotte dagli stessi partecipanti per la remigration. L’episodio ha destato preoccupazione tra cittadini e istituzioni, soprattutto perché non e’ chiaro se si tratti di manifestazione illegale, non  regolarmente segnalata alla Questura, come previsto dall’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps).

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Patelli/ Serve pianificazione

Le recenti dichiarazioni del Sindaco contengono alcuni principi anche condivisibili — come l’idea di trasformare Viale Geno in ZTL — ma restano due grandi domande inevase: perché non lo faccia davvero e, soprattutto, perché nel frattempo metta in campo scelte che vanno nella direzione opposta, trasformando la via in un parcheggio ad alta rotazione H24.
Anche l’aumento delle tariffe in centro può essere uno strumento corretto per favorire una migliore rotazione. Ma funziona solo se viene accompagnato da due condizioni essenziali:

  • Certezza della sosta per i residenti, con posti dedicati e tutelati.
  • Soluzioni reali per i pendolari, con parcheggi di interscambio e collegamenti rapidi.
    Senza questi elementi, ciò che si genera non è ordine, ma un vero “Far West della sosta”, dove a rimetterci sono proprio:
  • i residenti, che la Giunta dichiara di voler proteggere,
  • e i pendolari, totalmente assenti dalla pianificazione.
    Capire chi usa la città è fondamentale
    In una città come Como non si possono mettere in competizione categorie di utenti che hanno esigenze completamente diverse:
  • Residenti → necessitano stabilità, soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera.
  • Pendolari → hanno bisogno di sosta lunga vicino ai nodi di trasporto.
  • Sosta breve → genera un turnover continuo.
  • Turisti → arrivano a picchi, spesso nelle aree più fragili.
    Se questi flussi non vengono gestiti in modo differenziato, il risultato è un disastro annunciato.
    Il boomerang della sosta breve nelle aree residenziali
    Forzare la sosta breve in quartieri residenziali, in zone di pregio ambientale o vicine alle stazioni produce effetti immediati e negativi:
  • più rotazione → più traffico ovunque, perché attira nuovi veicoli;
  • meno posti per i residenti, costretti a girare per minuti o ore;
  • zero spazio per i pendolari, che vengono spinti lontano con ricadute sociali e lavorative;
  • aumento di stress, rumore, congestione e inquinamento;
  • un quartiere che da luogo abitato diventa luogo consumato, con perdita di identità e qualità della vita.
    Situazioni pericolose e assurde: il caso di viale Rosselli
    La nuova impostazione rischia di creare situazioni al limite dell’assurdo e della pericolosità. Un esempio evidente è viale Rosselli, dove:
  • i parcheggi sono già pochissimi;
  • gli attuali stalli gialli verranno sostituiti dalla tariffazione “Vulcano” a rotazione rapida;
  • gli spazi a spina di pesce si trovano incastrati tra gli alberi del viale, con manovre difficili e arretrate;
  • l’uscita delle auto sfocia direttamente sul marciapiede, che è area di passaggio continuo per pedoni e ciclisti.
    È un mix che aumenta il rischio di incidenti, aggrava la congestione locale e peggiora drasticamente la vivibilità della zona.
    Conclusione
    La priorità deve essere una sola e cristallina:
    Serve una pianificazione che distingua i flussi e non li metta in competizione, mettendo al centro il benessere di chi la città la vive ogni giorno: i residenti.
    Serve una Como pensata per essere abitata, non consumata.
    Elisabetta Patelli
    Portavoce regionale Europa Verde

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