3 ottobre

ARCI COMO WebTV/ Palinsesto 3 ottobre/ La strage dei migranti

La strage continua, leggi assassine continuano a uccidere nel mare mostrum. Dagli archivi di ecoinformazioni alcune delle manifestazioni per il 3 ottobre giorno della strage di Lampedusa. Il 3 ottobre 2020 in piazza Grimoldi a Como dalle 15,30 si svolgerà la trentaduesima Marcia di Csf.

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Il problema non è l’immigrazione. È la nostra umanità perduta

comitato3ottobreOggi è il 3 ottobre. Sono passati due anni dalla strage di Lampedusa: una strage annunciata.
Penso che ci sono stati in questi anni altri 3 ottobre.
Penso che altri 3 ottobre ci saranno.
Penso a tutte le vittime: ai morti, a chi non ha trovato accoglienza, a chi ancora cerca figli dispersi, a chi cerca verità, a chi cerca giustizia.
Penso alle donne, agli uomini, alle bambine e ai bambini che sarebbero potuti diventare miei concittadini, fermati alle frontiere da morte o da “ragion di Stato”.
Penso alle motivazioni che li portano a scalare montagne, ad attraversare deserti e mari.
Penso a Warsan Shire, la poeta nata in Kenya, da genitori somali in fuga dalla guerra civile, rifugiata a Londra che con alcuni versi della poesia “Casa”, ci ammonisce: «Dovete capire/ che nessuno mette i suoi figli su una barca/ a meno che l’acqua non sia più sicura della terra».
Penso che non basti preoccuparsi solo quando i grandi movimenti migratori arrivano alle nostre porte.
Penso che non si debba usare la parola emergenza per un fenomeno prevedibile e inarrestabile.
Penso alle cause che lo determinano: guerre, povertà, ingiustizie, violenze, assurde leggi nazionali e internazionali responsabili di stragi e i respingimenti alle frontiere dell’Europa.
Penso che non siamo riusciti a cambiare quelle leggi e che forse non abbiamo fatto abbastanza.
Penso all’ipocrisia di chi volta gli occhi per non guardare il muro invisibile costruito nel Mediterraneo, ma si indigna per il muro costruito in Ungheria, da un governo presieduto dallo xenofobo Victor Órban che ora ci imbarazza, ma non imbarazzava i parlamentari europei del PPE che gli sedevano accanto e lo avevano eletto vicepresidente del gruppo.
Penso che sono ritornate nell’oblio le responsabilità delle politiche migratorie nazionali ed europee.
Penso che la strage di Lampedusa,che sembrò scuotere le coscienze delle cittadine e dei cittadini italiani ed europei, è stata rapidamente dimenticata.
Penso che è stato rapidamente dimenticato anche il corpo di un bambino innocente morto sulle sponde del Mare nostrum, un mare nel quale dovremmo protenderci come un’arca di pace e non un arco di guerra, come diceva, inascoltato, Tonino Bello.
Penso all’indifferenza di tante e tanti che voltano lo sguardo per non vedere i pachistani che da settimane dormono alla stazione San Giovanni di Como.
Penso alle forze dell’ordine che fanno finta di non vederli per non essere costrette a intervenire.
Penso che il “cuore tenero”, una dote di cui a Como sono colmi anche i carabinieri, non possa bastare.
Penso che siano necessari gesti simbolici, da fare alla luce del sole, anzi sotto i riflettori, come quando, in un lontano primo maggio, passammo la frontiera con la Svizzera insieme agli immigrati, consapevoli che stavamo commettendo un reato, ma convinte e convinti che le politiche e le leggi sull’immigrazione fossero ingiuste e che bisognasse obiettare.
Penso che non possiamo accontentarci dell’emozionata ed emozionante risposta di tante donne e uomini che, anche a Como, hanno deciso di marciare scalzi l’11 settembre.
Penso che non basta commuoversi.
Penso che l’interesse per la sorte di migranti e rifugiati, per la loro dignità e umanità sia rapidamente diminuito.
Penso alla nostra umanità perduta.
Penso che ci sono momenti in cui è facile perdere la speranza e smettere di marciare scalzi, nativi e migranti, per il solo ostinato desiderio di rimanere umani, umane.
Penso che non dobbiamo e non possiamo perdere la speranza, non per bontà verso gli immigrati e le immigrate, ma per poter continuare a guardare negli occhi i bambini e le bambine che ci guardano. [Celeste Grossi, direttrice di école]

Cinegiornale 11 ottobre/ Sabir, Jazz, Corso di cinematografia, Manifestazione 25 ottobre

cinegiornaleIl Cinegiornale di ecoinformazioni, a cura di Andrea Rosso, in proiezione allo Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù di Como dall’11  ottobre 2014. In questa edizione Sabir, Jazz a Piazza Martinelli, Corso di cinematografia al Gloria, Manifestazione del 25 ottobre per il lavoro.

3 ottobre/ un mare di morti in piazza Duomo

2014ottobre3-0022014ottobre3-003Circa duecento persone hanno partecipato il 3 ottobre dalle 17 a Como alla mobilitazione Proteggere le2014ottobre3-004 persone non i confini per dire basta all’eccidio dei migranti nel Mediterraneo. All’invito alla partecipazione rivolto da un’arcobaleno di organizzazioni (associazioni, movimenti politici, reti) hanno risposto in tanti molti i giovani in piazza per la Giornata della memoria e dell’accoglienza insieme al sindaco Mario Lucini, l’assessora Gisella Introzzi, iconsiglieri Mario Forlano e Luigi Nessi. Grande
l’effetto dell’emozionate performance ideata e coordinata da Giulia Caponetto animata dai partecipanti dopo un’ora di silenzio in memoria delle vittime e l’ascolto delle 2014ottobre3-001testimonianze di migranti, testimoni diretti della barbarie imposta dalle leggi europee e italiane che impediscono la libera circolazione delle persone, ma anche testimoni dell’accoglienza che una le istituzioni di una parte del nostro territorio, il capoluogo in particolare, insieme al volontariato riescono ad assicurare alle vittime. Presto on line  l’articolo di Andrea Quadroni. Già on line  sul canale  di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.  [Foto Fabio Cani]

Guarda tutti gli altri video dell’iniziativa

3 ottobre/ Sabir chiama in causa l’Occidente

arciCon l’intervento Lampedusa/ Sabir chiama in causa l’Occidente il vicepresidente dell’Arci Filippo Miraglia, da sempre impegnato per i diritti dei migranti, sottolinea  che «l’Arci, oltre a ricordare a Lampedusa quei morti nelle iniziative organizzate dal Comitato che da quella giornata ha preso il nome, sarà in tante altre piazze italiane, insieme ad organizzazioni sociali, reti e semplici cittadini, per manifestare la propria indignazione per questa politica, che assiste alle migliaia di morti di frontiera senza assumersi le responsabilità che spettano a un grande Paese come il nostro e senza realizzare scelte in grado di intervenire all’origine di queste tragedie». (altro…)

3 ottobre/ Anche l’Avc-Csv e l’Auser

csvContinuano a crescere le adesioni alla mobilitazione del 3 ottobre a Como. Tra i promotori anche l’Associazione del volontariato comasco che gestisce il Centro servizi per il volontariato e l’Auser. L’appuntamento è per tutti e tutte alle 17 di venerdì 3 ottobre in piazza Duomo. 

 

Prime adesioni: Acli Como, Agesci Cantù, Amici dell’Ecuador  Figino Serenza, Amnesty international Como, Anolf Como, Anpi provinciale Como, Arci provinciale Como, Asci don Guanella, Avc-Csv, Caritas Cantù e Mariano, Centro missionario guanelliano di Como, Comitato io curo senza confini, Comunità del pellegrino Cantù, Cooperativa progetto sociale, Coordinamento comasco per la Pace, Coordinamento comasco delle realtà di accoglienza per minori, Comitato io curo senza confini, Donne in nero Como, Emergency Como, Erga omnes, In Viaggio, Ibuka amizero Figino Serenza, Liberi insieme, Noerus-Altra Como, Parrocchia S. Martino di Rebbio, Rose di Damasco, Scuola di italiano per stranieri di Rebbio, Sel Como, Teranga.

3 ottobre/ Africa e Europa due continenti un solo futuro

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Il giornalista comasco Michele Luppi, fondatore e direttore di AfricaEuropa due continenti un solo futuro, partecipa alla giornata del 3 ottobre offrendo un contributo soprattutto di riflessione su un tema troppo spesso banalizzato come quello delle migrazioni rivolgendo un invito «ad allargare lo sguardo perché il tema delle migrazioni non può essere ridotto al – seppur doveroso, urgente e necessario! – dibattito sul diritto d’asilo». Leggi l’articolo 3 ottobre. Non solo commemorazioni, facciamo lo sforzo di capire le migrazioni su AfricaEuropa.

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