Arci nazionale

13 e 14 novembre/ Resistenza elettrica per la Pecora elettrica

Maratona di lettura a sostegno della libreria La pecora elettrica il 13 novembre con la mobilitazione Resistenza elettrica , la maratona di lettura, promossa dall’Arci nazionale, a sostegno dei presidi di cultura e socialità nei quartieri difficili del nostro Paese. L’iniziativa coinvolge numerosi circoli in tutta Italia, convinti dell’importanza della promozione culturale e che la reazione securitaria rischi solo di svuotare i quartieri. Oltre alla solidarietà e vicinanza, vogliamo agire e sostenere i presidi sociali e culturali sul territorio.

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1 novembre/ manifestazione nazionale #controlaguerra #iostoconicurdi

Venerdì 1 novembre si terrà a Roma la manifestazione nazionale #controlaguerra #iostoconicurdi, che viene promossa da Uiki, comunità curda in Italia e Rete Kurdistan e a cui l’Arci nazionale ha aderito.

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Riforma del Terzo settore/ L’ultima circolare “sposta” la scadenza per gli Statuti

Forse per molte organizzazioni di Terzo settore, attaccate anche dalla tempistica oltre che dal merito della Riforma, fortemente oppressivo e limitativo della libera organizzazione della promozione sociale, della cooperazione sociale e delle organizzazioni di volontariato, è una buona notizia: il termine del 2 agosto per rifare gli statuti e adeguarli ai diktat (in parte sensati, in parte assurdi) imposti dalla legge non è (in un certo senso) più vincolante e si potranno cambiare anche dopo, ma ci sono incognite e perplessità su cosa determini questa scelta. La nota dell’Arci sulle novità: «apprezziamo lo sforzo, ma invitiamo a adeguare gli statuti entro il 2 agosto»

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No alla violenza fascista/ L’Arci con i rom di Casalbruciato

«Non possono essere i violenti a decidere le assegnazioni delle case popolari. La famiglia di Imed e Senada è entrata in una casa popolare perchè assegnatari legittimi. Non possono essere gruppi di neofascisti, o chiunque in modo violento, a stabilire chi può o meno entrare in una casa pubblica».

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Garantiamo l’iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo


Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e Tam tam di Pace: «Che cosa significa togliere dall’anagrafe i richiedenti asilo? In una parola: renderli invisibili. Facciamo qualche esempio: niente più cure mediche, niente più scuola per i minori, niente più possibilità di lavoro, niente più percorsi di accoglienza e integrazione. In pochi secondi si cancellano i diritti fondamentali, aumentando il rischio di marginalità e producendo, per un incredibile paradosso, illegalità invece di sicurezza.

Da questa analisi nasce l’appello partito da Modena e firmato da Arci, Cgil, Anpi, Coodinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace con il quale si invitano i sindaci ad un’azione di disobbedienza civile nel rispetto delle leggi: continuare ad iscrivere i richiedenti asilo nelle anagrafi nonostante il permesso di soggiorno rilasciato non sia più ritenuto, in base alla legge 132/2018, un titolo valido. A trovare la soluzione legale sono stati i giuristi del CDC di Modena, che hanno individuato – sulla base della giurisprudenza costituzionale e del D. Lgs. 286/1998 – un’interpretazione delle norme dell’ordinamento che consentirebbe, se applicata da parte dei sindaci, di procedere all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo ‘aggirando’ così il Decreto Sicurezza.

Oltre ai diritti negati ai richiedenti asilo – quindi intere famiglie che si ritroverebbero senza assistenza sanitaria, bambini e ragazzi lasciati a casa da scuola e fuori da contesti associativi fondamentali per l’integrazione, adulti senza più possibilità di lavorare – la mancata iscrizione all’anagrafe impedisce ai Comuni di sapere chi è presente sul proprio territorio, facendo scomparire le persone dal sistema di ‘controllo’ e quindi intaccando la capacità di gestire le necessità del territorio, tra le quali la sicurezza e la sua percezione da parte dei cittadini.

Che cosa faranno i richiedenti asilo una volta ‘usciti’ dal sistema di servizi e opportunità?

Diventeranno irregolari, andandosi ad aggiungere così al numero di quelli che lo sono già per altri motivi, con limitatissime possibilità reali di rimpatri. In questo modo, aumentando il senso di insicurezza, l’illegalità e la marginalità, non si fa altro che creare quell’emergenza di cui si parla tanto ma che, numeri e dati alla mano, oggi non c’è. Questo è solo un piccolo pezzo delle conseguenze dell’applicazione del cosiddetto Decreto Sicurezza, ora definitivamente convertito in legge (L. 132/2018), che si sta traducendo in morti in mare, divieto di sbarco a persone tratte in salvo dalle navi delle ONG, trasferimenti coatti e senza ragione di donne, uomini e bambini i cui percorsi di integrazione sono spezzati. Quella lanciata da Arci, Anpi, Cgil, Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e TAM TAM di Pace è un’iniziativa concreta che vuole contrastare una deriva umana e democratica con l’invito ai sindaci ad accogliere questa interpretazione e disporre, in presenza delle condizioni evidenziate nel documento, l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, garantendo così i loro diritti fondamentali, senza alcuna disapplicazione della legge». [Arci nazionale

Solidarietà alle vittime dell’attacco fascista a Bari

Si susseguono gli atti di squadrismo fascista sul web e nelle strade. Così a Como c’è chi cerca di intimidire su fb  Fabrizio Baggi del Prc ed è gravissimo l’attacco squadrista alla parlamentare europea del Prc Eleonora Forenza e agli attivisti antirazzisti: L’Arci nazionale condanna ed esprime solidarietà alle vittime. (altro…)

L’Arci contro il governo per il trattenimento illegittimo dei 150 migranti della Diciotti

Il 24 agosto  l’Arci ha presentato un ricorso in via cautelare al Tribunale Civile di Catania ed al Tar Catania, a tutela dei diritti dei 150 migranti, prevalentemente eritrei, privati senza titolo della libertà personale, contro i provvedimenti del governo per il loro trattenimento illegittimo. L’Arci partecipa alla manifestazione del 25 agosto al Porto di Catania alle 17. (altro…)

7 luglio/ Como/piazza Duomo alle 12/ Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità

36255736_10216224387901894_3451900314267942912_o (1).jpgUna maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità: sabato 7 luglio, indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. (altro…)

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