Bruno Saladino

La Storia di Saladino/ Da Mani pulite agli anni del berlusconismo

vauroberlusconiPossiamo anticipare su ecoinformazioni, per gentile concessione dell’autore Bruno Saladino, un “girotondino impenitente, antiberlusconiano della prima ora”, nuovi paragrafi del Manuale di storia per i licei, scritto dopo il 2050,  che sarà in adozione al liceo Manzoni di Milano e in molte  scuole comasche.  (altro…)

Libri di testo/ La Storia di Saladino

MAnualedistoriaPossiamo anticipare su ecoinformazioni, per gentile concessione dell’autore Bruno Saladino che vuole essere definito “girotondino impenitente, antiberlusconiano della prima ora”, un breve passo  del nuovo Manuale di storia per i licei, scritto dopo il 2050,  che sarà in adozione al liceo Manzoni di Milano e in molte  scuole comasche. (altro…)

Giulietti in Biblioteca a Como per difendere la Costituzione

Più di ottanta persone, molti i giovani, giovedì 3 dicembre in Biblioteca hanno partecipato con interesse all’incontro, organizzato dal Comitato per la difesa della Costituzione, con Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. Applausi scroscianti in tutti passaggi nei quali il relatore ha invitato alla difesa dagli attacchi del governo dei principi fondanti stabiliti dalla Costituzione italiana.

Presentato da Aniello Rinaldi del Comitato per la difesa della Costituzione di Como e dal consigliere comunale Bruno Saladino, per il Comitato per la libertà di stampa comasco, Giuseppe Giulietti è intervenuto giovedì 3 dicembre alla Biblioteca comunale di Como. Sul palco anche Luciano Forni, esponente del Comitato e rappresentante come ex senatore di un ruolo delle istituzioni rispettoso dei principi fondativi della Repubblica.
Giulietti ha Un percorso nato per la difesa dell’articolo 21 da cui prende nome l’associazione rappresentata dal parlamentare democratico arrivato da un incontro partecipato con più di 80 persone di cui la metà giovani.
«Ci siamo messi in rete per la libertà di stampa – ha spiegato Saladino – e abbiamo subito avuto risposte positive. Ci sono grandi potenzialità inespresse che non riescono ad essere rappresentate dalle grandi organizzazioni forse un po’ anchilosate».
Saladino ha sottolineato anche la partecipazione della società comasca per la libertà di stampa: «alla manifestazione organizzata il 5 ottobre abbiamo raccolto 450 adesioni di singole persone e 24 di associazioni, partiti, sindacati».
Giulietti ha brillantemente ripercorso la nascita della propria associazione difendendola da chi la definisce di parte «il presidente nazionale è Federico Orlando, l’ex braccio destro di Montanelli, che non c’entra niente con la sinistra». «Infatti Montanelli ruppe con la destra con l’avanzare dell’idea autoritaria e illiberale» ha proseguito Giulietti.
Il relatore si è concentrato sul discorso pubblico e di come i media possano influenzarlo.
«Nessuno ha ripreso le affermazioni di Ciampi, intervitato da Repubblica, che si è detto preoccupato perché la Costituzione è snaturata dall’interno».
Anche la questione del fuori onda di Fini è emblematica per Giulietti: «il presidente non ha detto niente di eccezionale ha solo affermato che bisogna verificare la fondatezza delle accuse e che il consenso non dà l’impunità». Perché tanto scandalo?
Si è creata una democrazia populista molto lontana da quelli che sono gli standard europei.
Un mea culpa è stato fatto sul conflitto di interessi, raccogliendo gli applausi del pubblico.
L’Italia si è avvicinata a paesi semiliberi per la libertà di informazione in tutte le classifiche, da Freedom House a Réporters sans Frontière, a causa della concentrazione dei mezzi di informazione.
«Se si parla di sicurezza ci hanno fatto imparare a memoria ogni passaggio dei processi di Garlasco o di Perugia, ma chi sa dei 3.200 morti di amianto a Casale Monferrato? – ha deninciato Giulietti – i delitti collettivi, la scuola pubblica, la sanità, la povertà, non hanno visibilità».
Rispondendo alle domande dei ragazzi del liceo Classico intervenuti Giulietti ha chiarito la differenza fra privacy e diritto d’informazione in riferimento al Ddl Alfano: «Se ci fosse già stato con il crac Parmalat 50 mila persone non avrebbero saputo di avere perso tutto».
Se il decreto dovrebbe essere approvato ha annunciato un ricorso alla Corte di Strasburgo dei più eminenti costituzionalisti italiani tra cui Valerio Onida.
«Questa democrazia populista aumenta i consensi prendendo gli umori di pancia della gente che vengono seguiti e stimolati anche dalle aperture dei telegiornali».
«Non è privo di significato che si guardi ai modelli autoritari dell’ex Unione sovietica – ha detto il portavoce di Articolo 21 – come dimostrano il viaggio in Bielorussia e l’amicizia con Putin».
Positiva per Giulietti la mobilitazione di base, così come è avvenuta a Como, che ha auspicato un migliore utilizzo della rete, «bisogna fare corsi di alfabetizzazione informatica», per creare reti di informazione alternative, partecipate e dirette. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 23 novembre 2009

Ancora una volta i lavori del Consiglio comunale si interrompono per la mancanza del numero legale. La maggioranza nega il diritto delle opposizioni di avere più tempo per avere precisazioni sulla copertura delle entrate non più garantite dall’Ici. Poi alle 23,30 alla spicciolata i consiglieri di maggioranza se ne vanno e quando le minoranze si rifiutano di sostituirli nel raggiungimento del numero legale la seduta viene dichiarata deserta.

La privatizzazione dell’acqua al centro della preliminare di Silvia magni, Pd, al Consiglio comunale di lunedì 23 novembre, che ha definito «frettolose e precipitose le dichiarazione del nostro sindaco secondo cui Como aderirà presto a Como acqua». Per la consigliera il futuro affidamento a quella patrimoniale non è così certo dato che dovrà essere fatta molto probabilmente una gara d’appalto pubblica.
«Il problema della mancanza di luce – ha detto Mario Molteni, Per Como – non è più solo delle periferie ma anche del centro città». Per il consigliere che segnalerà, su indicazione dei cittadini, tutti i punti luce guasti, «in una città civile non si può più andare avanti così».
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha chiesto nuovamente al sindaco di nominare il rappresentante per Agenda 21 e ribadito che la Commissione biblioteca non ha ancora cominciato a lavorare.
«Mi duole e sono amareggiato dal comportamento disonesto di lunedì – ha affermato Emanuele Lionetti, Lega, riguardo all’inversione dell’ordine di maggioranza con un colpo di maggioranza – non s possono accettare inversioni per ritardi, scelte di Giunta o per un mancato beneplacito per i revisori dei conti».
Marco Butti, Pdl, ha lodato la «battaglia nei confronti dell’Università dell’Insubria» intrapresa dall’Amministrazione comunale, «troppe volte non è stato rispettato lo Statuto che parla di uno sviluppo paritetico per i due poli di Como e Varese».
Roberta Marzorati, Per Como, ha proposto di valutare l’impatto dei diversi tipi di droghe analizzando i reflui degli scarichi fognari come a Milano o Lugano, per avere dati certi sull’utilizzo delle sostanze stupefacenti.
Dopo un minuto di silenzio per i cinque militari italiani morti a Pisa in un volo di addestramento il Consiglio ha iniziato a discutere dell’assestamento di Bilancio.
L’assessore Gaddi ha presentato il documento ai consiglieri sottolineando le maggiori spese per il pagamento dei dipendenti, e 600mila euro in più da consegnare a Comodepur per la depurazione delle acque («le acque dipendono dalla piovosità dell’anno» ha dichiarato). Aumentano i mutui e diminuiscono gi oneri di urbanizzazione e le monetizzazioni.
Dopo alcune domande di chiarimento, tra cui la richiesta di Marcello Iantorno, Pd, di avere precisazioni sulla copertura delle entrate non più garantite dall’Ici, non ancora pagate dal Governo centrale, le minoranze hanno chiesto del tempo per riflettere.
Dopo 20 minuti di pausa le opposizioni hanno chiesto la sospensione della seduta per poter avere più tempo per studiare alcuni documenti aggiuntivi consegnati nel pomeriggio in Commissione e per magari avere alcune risposte a delle domande poste da Bruno Magatti, Paco, nella stessa sede per cui gli uffici hanno chiesto del tempo per rispondere.
Negativa la risposta del presidente Pastore, «tutti i documenti erano disponibili da una settimana oggi è stata consegnata solo una piccola precisazione», e della maggioranza.
Contrariato Vincenzo Sapere, Gruppo misto, «tutti i consiglieri devono avere il tempo di poter leggere i documenti». Con le minoranze anche Lionetti stigmatizzando «la negligenza del mio partito – precisando che –in entrambe le due sedute della Commissione non erano presenti i rappresentanti della Lega».
La seduta è proseguita e sono intervenuti Donato Supino, Prc, che ha definito «un bilancio dal punto di vista politico falso» quello presentato dal Comune dati gli scostamenti da quello preventivo e lo stralcio a fine anno di molte delle opere preventivate. Per il consigliere comunista qui sta il problema delle priorità della scelta delle opere da fare, dato che poi decide la Giunta cosa attuare e cosa no.
«Ci sono i soldi per gli studi sulle paratie e non per rifare gli impianti elettrici delle scuole materne!» ha denunciato Sapere, che ha attaccato anche l’assegnazione di incarichi professionali.
Magatti si è concentrato sull’appalto per il teleriscaldamento e l’efficienza energetica degli stabili pubblici e su a chi giova il miglioramento della stessa «parliamo di un appalto dal 2002 al 2011 per 2,5 milioni di euro l’anno affidato ad una associazione temporanea di impresa la cui capofila è Acsm».
Finito l’intervento del consigliere della rondine Bruno Saladino, Pd, ha chiesto la verifica del numero legale, mentre uscivano i consiglieri di opposizione. In prima battuta solo 18 consiglieri erano presenti in aula che al secondo appello alle 23.31 sono diminuiti a 13. La seduta è stata dichiarata deserta. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 2 marzo 2009

 

cernezziTutto come previsto al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo, la mozione di sfiducia al sindaco Bruni non passa. Le opposizioni attaccano sulla mancanza di patrocinio dell’incontro con Gherardo Colombo.

Gherardo Colombo a Como

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 2 marzo Bruno saladino, Pd, ha attaccato la scelta di giunta di non concedere il patrocinio all’incontro per le scuole con Gherardo colombo di lunedì 9 marzo. Un appuntamento organizzato dall’Ufficio scolastico provinciale con l’Ipsia Ripamonti ed il sostegno della Amministrazione provinciale ed ospiti, oltre al dirigente scolastico provinciale e all’assessore provinciale all’istruzione, quali il prefetto, il questore, il comandante del Comando provinciale dei Carabinieri e il comandante del Comando provinciale della Guardia di finanza. «Su un convegno sulla legalità è un paradosso che il Comune parli di parzialità – ha affermato Saladino – è pesato il pregiudizio» per quello che il consigliere comunale ha poi definito «un pesante scivolone».

Legalità e rifiuti

Bruno Magatti, Paco, ha invece posto all’attenzione dell’assemblea il fatto che la delibera di indirizzo sui rifiuti è ancora ferma e sarà difficile rispettare i tempi e attivarla entro aprile.

Il consigliere della lista della rondine ha anche affrontato il tema della legalità e delle ronde seguendo la linea di un comunicato che Paco aveva divulgato poco prima: «a Como abbiamo già sperimentato il fallimento totale del primo “esperimento” di ronde, rappresentato dal tristemente famoso “nucleo”, naufragato dopo la quasi-uccisione di Rumesh».

Pedonalizzazione di via Milano alta

«Non è una faccenda solo per i commercianti… Ci sono anche i residenti» ha denunciato Roberta Marzorati, Per Como, a proposito della decisione di pedonalizzaizione dei via Milano alta, dove per la consigliera «si muore, ma di traffico», per cui ha prospettato la possibilità di una nuova raccolta firme.

Di tutt’altro tenore l’intervento di Giampiero Ajani, Lega, che ha affermato in modo stentoreo «il terrorista di Guantanamo a Como noi non lo vogliamo!» riferendosi alle notizie dell’ex prigioniero nel carcere americano in via di dismissione a Cuba che avrebbe intenzione di tornare nel capoluogo comasco. Mentre Stefano Rudilosso, Fi, ha lodato la professionalità delle Guardie ecologiche volontarie.

La mozione di sfiducia

Dopo l’appello è ricominciata la discussione sulla mozione di sfiducia al sindaco. Carlo Ghiri, Gruppo misto di maggioranza, ha ricordato criticamente l’operato dell’amministrazione, sottolineando la necessità dell’approvazione del Piano di governo del territorio: «Non si può andare avanti così, si sta stravolgendo Como sud e si rimandano la Ticosa e le aree ex Sant’Anna ed ex Trevitex». Ma nonostante ciò ha ribadito di avere fiducia nel sindaco e di appoggiarlo. Una posizione in parte simile a quella di Emanuele Lionetti, Lega, firmatario della mozione di sfiducia per permettere la discussione sulla situazione, che ha citato gli esempi del Politeama e del voto trasversale sulle mostre, ribadendo comunque la sua fiducia per Bruni.

Come prevedibile Mario Lucini, Pd, ha invece attaccato l’esecutivo cittadino e la sua amministrazione parlando della mancanza di trasparenza e della difficoltà di accesso agli atti. «Un clima diffuso di disagio e terrore negli uffici comunali» che per il consigliere democratico rasentano «un clima da maccartismo». Deficitaria anche la gestione della Ticosa, riproposta anche da Mario Molteni, Per Como, di cui non si sa ancora il destino e un ricordo per l’ex assessore Colombo, che da più parti nel corso della serata è stato ricordato con parole di apprezzamento.

Magatti si è scagliato contro «l’attitudine al comando» del sindaco e ha sottolineato la disillusione dei consiglieri di maggioranza esautorati delle loro prerogative di scelta dei destini della città che sono passate ad altre mani lasciando loro la mera potestà della ratifica. Donato Supino, Prc, si è accalorato denunciando l’incoerenza dei consiglieri comunali di Forza Italia che avendo votato per la mostra a 400 mila euro, dopo le molte estenuanti sedute, divenuti assessori, hanno abbassato tale cifra a 270 mila.

«Il Consiglio aveva deciso una spesa fino a 400 mila euro la Giunta ha scelto di deliberarne 270 mila non vedo il problema» ha risposto il sindaco Bruni che è intervenuto per difendere il proprio operato ed ha definito come strumentali le lodi fatte all’ex assessore Colombo. «L’occhio si deve fissare sull’obiettivo [la ripresa dell’attività amministrativa], non sul dettaglio» ha precisato attaccando poi le minoranze «forse voi avete una rappresentazione della realtà che non corrisponde al vero o che almeno in parte non corrisponde al vero».

Un dibattito proseguito con un copione prevedibile sino alla mezzanotte quando è stato deciso di continuare i lavori ad oltranza, sino al voto finale.

Al voto, svoltosi per appello nominale e dichiarazione palese di ogni singolo consigliere, solo i consiglieri delle minoranze hanno votato la sfiducia, mentre la maggioranza compatta ha sostenuto Bruni, solo Luigi Bottone, Udc, uno dei firmatari della mozione, ma anche lui per poter permetterne la discussione, si è astenuto. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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