Dormitorio decentrato
Anche il Partito democratico comasco è contrario allo spostamento del dormitorio per i senza tetto da via Tommaso Grossi a Prestino.
Esprimendo il proprio disaccordo in una nota alla stampa il gruppo consiliare del Partito democratico in Comune ritiene che «il repentino spostamento del dormitorio, inizialmente previsto dopo le vacanze natalizie, sia solo la conseguenza di un’operazione politica interna alla Giunta e il modo di occupare la struttura di via Sacco e Vanzetti, pronta da due anni e originalmente destinata ad accogliere ex carcerati, immigrati e persone in difficoltà economica».
Il consigliere Franco Fragolino ha spiegato che «l’assessore Cattaneo, nella Commissione di circa dieci giorni fa, ha affermato che al momento non esisterebbe un reale bisogno per le categorie a cui era inizialmente destinata la struttura». Per cui ha proseguito il consigliere democratico «Come gruppo abbiamo chiesto che questo fosse verificato, rivolgendosi alla Caritas e alla Lila, ma la domanda è rimasta inevasa». Contrarietà anche per il trasferimento via autobus «trasportare in periferia delle persone che già vivono l’emarginazione dettata dal non avere un posto dove stare – ha concluso Fragolino – sembra più un modo di nascondere il disagio che non quello di trattare il problema».
«Bambini che dichiarano di essere zingari, con il supporto e l’approvazione dei loro genitori, è la provocazione, un po’ ironica, un po’ preoccupata, che le Acli e la Caritas di Como propongono a tutta la comunità lariana dopo le dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’opportunità di identificare (e così a suo dire di tutelare) i bambini appartenenti a un’etnia e solo a quella.
«L’idea è quella di fare chiarezza sulla realtà e dire la verità» ha esordito Marialuisa Seveso, sottolineando che quest’ultima non è un concetto da spiegare con presunzione, ma solo un tentativo di capire la reale situazione di queste popolazioni.
