Circolo Arci Xanadù

2-15 novembre/ “Una questione privata”

In prima visione al circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria, da giovedì 2 novembre, Una questione privata, il nuovo, attesissimo, film di Paolo e Vittorio Taviani, con Luca Marinelli protagonista, liberamente tratto dal capolavoro omonimo di Beppe Fenoglio – considerato da Calvino uno dei più bei romanzi italiani del Novecento.
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7 e 8 novembre/ “Bosch – il giardino dei sogni”

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Per le sere di martedì 7 e mercoledì 8 novembre alle 21, il Circolo Arci Xanadù / Spazio Gloria ha in programma una doppia proiezione di Bosch – il giardino dei sogni, documentario su uno dei pittori più visionari della storia dell’arte e sulla sua opera più celebre. È l’artista che più di ogni alto seppe fondere mostruoso e macabro, fantastico e demoniaco.
Con gli interventi esclusivi di Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Cees Nooteboom, Miquel Barceló, Ludovico Einaudi.
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13 novembre/ “Con il sigaro in bocca”

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Lunedì 13 novembre alle 17, Gianfranco Giudice, docente di storia e filosofia al liceo Paolo Giovio di Como, presenterà al circolo Arci Xanadù il proprio libro Con il sigaro in bocca. Dialogo con mio figlio sul senso della vita (ed. Stilnovo) un’opera di divulgazione filosofica.  La presentazione seguirà la proiezione pomeridiana de I lunedì dello studente (Lady Macbeth, di William Oldroyd), a cui sono pure invitati tutte e tutti gli studenti di scuola superiore e università. 

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31 ottobre e 1 novembre/ “Shining”

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A 40 anni dalla pubblicazione di Shining, bestseller di Stephen King. circolo Arci Xanadù propone in esclusiva allo spazio Gloria una doppia proiezione della nota trasposizione cinematografica, firmata da Stanley Kubrick e interpretata da Jack Nicholson nel ruolo principale. 
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29 ottobre/ “Il piccolo principe non deve morire” alla Piccola Accademia

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Domenica 29 ottobre alle 16 Connessioni Controcorrente, il percorso di rigenerazione culturale urbana firmato Arci Xanadù, ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare, incontrerà un nuovo pubblico: con Il piccolo Principe non deve morire i protagonisti saranno i bambini, che giocheranno con il finale della fiaba rielaborandolo all’interno di uno spettacolo-laboratorio. (altro…)

21 ottobre/ “La diva della scala”

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Prende il via la rassegna teatrale Il teatro e Margherita, proposta dalla compagnia teatrale di Teatrogruppo popolare per l’anno 2017/2018 nell’ambito del progetto culturale Connessioni controcorrente, frutto della collaborazione tra Teatrogruppo popolare, Circolo Arci Xanadù e ecoinformazioni. Primo spettacolo della stagione sarà La diva della scala di Laura Curino e Alberto Bigatti, portato in scena alle 21 di sabato 21 ottobre nella sala spettacoli della Piccola Accademia di Teatrogruppo popolare a Como in via G. Castellini, 7.
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11 settembre/ 35 mm sotto il cielo recupera In between

A Como in piazza Martinelli (via Bonanomi) lunedì 11 settembre alle 21.30, il circolo Arci Xanadù recupera la proiezione della rassegna 35mm sotto il cielo saltata per maltempo: l’eccellente opera prima della regista palestinese Maysaloun Hamoud In Between- Libere, disobbedienti, innamorate.

Tre donne arabe in una Tel Aviv che ribolle di cultura underground. Tre giovani ostinate e coraggiose per una riflessione a cuore aperto sull’indipendenza femminile
Salma, Laila e Nur non potranno mai adattarsi. Palestinesi con cittadinanza israeliana, scelgono di vivere una vita di libertà a Tel Aviv, lontane dai loro villaggi di origine. Ognuna è alla ricerca dell’amore ma come tutte le giovani donne palestinesi scopriranno presto quanto sia difficile portare avanti una relazione con qualcuno scelto da loro. Città o paese, dovranno scegliere qual è il loro posto e come vivere.

Ingresso intero 7 euro, soci Arci 6 euro, ridotto (under 18, over 65) 5 euro.

Dal 3 luglio/ Tutti i lunedì all’Open di Villa Geno torna Sdrive-In

Dal 3 luglio al 7 agosto, nella splendida cornice dell’Open lido di Villa Geno (Como, lungolago Viale Geno 13) torna anche quest’anno Sdrive In, la rassegna promossa di film cult da vedere comodamente su di una sdraio da spiaggia promossa da Arci Xanadù.

Il programma di questa edizione si rivela particolarmente interessante:

-3 luglio
GHOSTBUSTERS di Ivan Reitman
– 10 luglio
E.T. di Steven Spielberg
– 17 luglio
FIGHT CLUB di David Fincher
– 24 luglio
I PREDATORI DELL’ARCA PERDUTA di Steven Spielberg
– 31 luglio
ZOOLANDER di Ben Stiller
– 7 agosto
PULP FICTION di Quentin Tarantino

L’inizio degli spettacoli è previsto sempre alle 21.30. Ingresso intero 7 euro e ridotto soci Arci 6 euro.
Maggiori informazioni su www.spaziogloria.com

 

 

Connessioni controcorrente / Una giornata di teatro civile / “Immigrazione, teatro, scuola”

Dalle 18.30 di mercoledì 26 aprile, la Giornata di teatro civile promossa da Teatrogruppo popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni è proseguita con un dibattito tra l’immigrazione, la scuola e il teatro. Proprio migrazione, accoglienza e inclusione sono infatti le tematiche caratterizzanti di questa iniziativa, giunta quest’anno alla sua terza edizione. Il dibattito è stato introdotto e moderato da Pino Adduci, regista della compagnia teatrale e autore degli spettacoli proposti nel corso della giornata; hanno partecipato (in ordine d’intervento) Olivia Molteni Piro (Kibaré Onlus), Letizia Torelli (Fata Morgana), Anna Ostinelli (Ic Borgovico), Betti Bordoli (Scuola primaria di Argegno), Alessandro Delcaro (Scuola diritti umani del Coordinamento comasco per la pace).

In apertura, Adduci ha sottolineato l’importanza della realtà scolastica come veicolo di accoglienza e di inclusione. Quando si considera l’immigrazione come questione di (in)sicurezza politica e sociale, si tende in effetti a dimenticare la dimensione quotidiana del fenomeno, fatta di piccole e grandi incomprensioni, difficoltà e fraintendimenti. L’intervento del teatro, più in generale dell’arte, intende proprio colmare queste lacune offrendo a tutti e a tutte un linguaggio universale che, a parte risolvere le difficoltà iniziali, può avviare un percorso di formazione condivisa. Da qui il coinvolgimento della “pluriclasse” multietnica della scuola primaria di Argegno – sedici alunni, tre continenti, diverse nazionalità – nella messa in scena del più italiano dei racconti, quello di Pinocchio, portato sul palcoscenico del circolo Arci Xanadù in mattinata (qui gli articoli e le foto ; i video di Dounia Arrafi e Luca Bedetti sono online sul canale Youtube di ecoinformazioni ).

Che la creazione e l’espressione artistica possano creare un’armonia di arrivo (e di partenza) lo conferma il secondo spettacolo rappresentato mercoledì, Sconfinati Destini. Storie di vite in cammino, che ha debuttato lo scorso 9 aprile sul palco del Teatro sociale. A parte l’indubbio, giustamente apprezzatissimo valore artistico, il punto di forza di Sconfinati destini sta nell’avere dato, o restituito, la possibilità di esprimersi in modo forte e chiaro agli otto giovani richiedenti asilo che hanno preso parte alla rappresentazione.
E quale luogo migliore per raccontare la propria storia del palco più bello della città di Como, quello di un teatro che si chiama “Sociale”, quindi “di tutti”? ha osservato Piro, alla cui Onlus, Kibaré – attiva su diversi progetti di cooperazione allo sviluppo in Burkina Faso – sono stati devoluti i fondi raccolti al debutto dello spettacolo.
Che un’associazione attiva nello sviluppo in loco – in linea con la dottrina dell’ “aiutiamoli a casa loro” di padana memoria, se vogliamo – si sia attivata dall’estate scorsa nel percorso di accoglienza spontanea e trasversale che ha portato all'”assemblaggio” della Bella Como. Una definizione che tuttavia non convince Piro, poiché gli oltre quattrocento soggetti coinvolti, pur generosi e disposti ad accantonare le reciproche divergenze, non hanno fatto nulla più di quanto fosse giusto e doveroso fare.
Lo stesso scetticismo di Piro si estende al concetto di “integrazione”, un termine associato al modello assimilativo di convivenza interetnica: se noi vi ospitiamo, voi accettate e adottate i nostri valori, senza se e senza ma. Piro preferisce far riferimento all'”interazione”, in cui ognuno può sì mostrarsi ricettivo verso il proprio interlocutore, ma senza per questo rinunciare alla propria specifica identità.
Imporre forzatamente un modello culturale “altro” può portare a gravi distorsioni e crisi individuali e sociali, specie se entrano in gioco lunghe e complicate trafile burocratiche che marginalizzano ulteriormente migranti e richiedenti asilo, vittimizzandoli o rendendoli invisibili agli occhi della legge, della politica e della società. Se alcuni centri di accoglienza mostrano attenzione verso le specifiche necessità della persona, questa situazione non si verifica sempre, e soprattutto non si verifica nelle strutture “ghettizzanti” che impediscono interazioni simmetriche tra i migranti e la comunità locale. Qui entra in gioco il contributo di Refugees Welcome, rete di accoglienza nata a Berlino nel 2014 e recentemente introdotto anche a Como, in cui richiedenti asilo con permesso di soggiorno possono essere ospitati da famiglie del posto, mettendo in moto un modello di accoglienza diffusa.

Dimmi se cerchi bellezza / anche quando tutto sembra, sembra soffocarti l’anima, recita Dimmi, una delle canzoni più note dei Sulutumana. Letizia Torelli di Fata Morgana è di questo parere, nel portare l’esperienza della propria associazione: su iniziativa della Rete per la grave marginalià, Fata Morgana e Luminanda hanno infatti offerto a tutte e tutti un laboratorio di teatro al chiostrino di Sant’Eufemia (piazzolo Terragni, 4), sede di Artificio. Il percorso teatrale si basa in questo caso su una delle massime celebrazioni cinematografiche degli “invisibili”: Miracolo a Milano, pellicola neorealista firmata da Vittorio de Sica. In tali situazioni, l’arte non è però fine a se stessa: essa serve innanzitutto a creare “relazioni a catena” tra i soggetti coinvolti, soddisfando il bisogno di bellezza, armonia e comprensione che è connaturato in ognuno. Scattando fotografie nel corso dei laboratori, Torelli ha registrato un progressivo percorso di crescita e di avvicinamento, che accomuna questa iniziativa al progetto I canti della seta, proposto in questi mesi alla città da Virgilio Sieni, noto e acclamato coreografo.

Anna Ostinelli, responsabile dell’integrazione degli alunni stranieri nell’Istituto comprensivo Borgovico di Como, ha ricordato che la realtà dell’integrazione in sede scolastica è assai più complessa di quanto si pensi “dall’esterno”. Anziché considerare gli e le studenti stranieri come “immigrati”, sarebbe forse più utile ribaltare la prospettiva e vederli come e-migranti, ciascuno con la propria cultura d’origine, il proprio vissuto e le proprie aspirazioni. Ci sono degli aspetti comuni, o delle tendenze – l’80% delle e degli alunni stranieri in Italia si orienta verso una formazione di tipo professionale, perché si sentono più motivati – sia pure per necessità –  ad acquisire competenze pratiche che non a perseguire una carriera accademica. Ciò non significa però che vadano accantonate le specificità individuali, né sottovalutare gli ostacoli di tipo burocratico, legale e psicologico di cui cadono vittima i giovani stranieri e i migranti di seconda generazione, che spesso soffrono della propria posizione intermedia tra la cultura familiare e quella del paese in cui sono nati e cresciuti. Il lancio della “pluriclasse” multietnica di Argegno asseconda questa volontà di valorizzare la diversità delle e degli alunni, ma tale progetto sottintende un altro, amaro aspetto della multiculturalità contemporanea, osserva Betti Bordoli, docente della classe: quello di genitori che, temendo la “ghettizzazione” della scuola come effetto di una diffusa presenza straniera, iscrivono i figli in altri istituti. Sembra una profezia che si autoavvera: e in effetti, nonostante l’esito positivo dell’esperimento condotto per due anni con Teatrogruppo Popolare (che ha effettivamente creato una maggior coesione tra i piccoli partecipanti), la scuola primaria di Argegno si avvia alla chiusura. Bordoli ha peraltro confermato le difficoltà nella gestione di una micro-comunità interetnica già evidenziate da Ostinelli, ricordando che il razzismo non è un’esclusiva euro-occidentale e che non sempre la scuola è avvertita come priorità dagli alunni e dalle loro famiglie, nonostante il suo importante ruolo nel processo di inclusione (specie quando essa non è percepita come un ambiente sereno!).
Quest’ultimo aspetto è stato portato alla luce anche da Alessandro Delcaro, educatore della Scuola per i Diritti Umani, progetto del Coordinamento Comasco per la Pace che dal 2005 è aperto alle classi quarte di diversi istituti superiori di Como e provincia. La dimensione migratoria – si è visto anche a Como – coinvolge soprattutto persone di giovane età, sia che arrivino da soli sia che seguano le famiglie. All’esperienza del trasferimento e dello shock culturale, si sommano difficoltà di ordine psicologico e “socio-economico” che possono portare a considerare la formazione scolastica come una vera e propria perdita di tempo, tutt’al più come l’opportunità per acquisire i rudimenti della lingua locale, quanto basta per mettersi a lavorare ed acquisire uno status indipendente. Questa esigenza si fa ancora più acuta quando, con il conseguimento della maggior età, i giovani migranti devono abbandonare le (già poche) strutture di accoglienza per minorenni non accompagnati e cercare sistemazione in proprio.
L’alta frequenza di abbandoni scolastici da parte di studenti (non solo) stranieri è un dato, che è però direttamente connesso alle limitate possibilità di inserimento armonioso e funzionale nella società italiana.

Le difficoltà integrative che si incontrano a livello locale in sede scolastica non sono certamente un’esclusiva italiana e tantomeno di Como. Dall’incontro di mercoledì pomeriggio emergono però chiaramente alcuni spunti di riflessione: la necessità di un maggior coinvolgimento diretto e costante della comunità ospitante nell’interazione con i nuovi arrivati, siano essi in transito o in arrivo; il bisogno di valorizzare l’esperienza e i bisogni dell’individuo lavorando sugli elementi comuni, o costruendone con l’aiuto dell’arte, la presa d’atto che l’inclusione è “il percorso” prima ancora che “il traguardo”, e che come tale va affrontata in modo organico, mettendo in relazione ogni soggetto coinvolto, sia da parte di chi è accolto, sia da parte di chi accoglie. [Alida Franchi, ecoinformazioni].

Guarda il video di Luca Bedetti

30 gennaio/ Neruda chiude la 10 giorni del Gloria

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Ultimo appuntamento lunedì 30 gennaio alle 21 per la 10 giorni di festeggiamenti e di campagna di sostegno per lo Spazio Gloria di via Varesina 72 a Como gestito dal circolo Arci Xanadù. A chiudere sarà la proiezione di Neruda di Pablo Lerraìn programmato all’interno de I Lunedì del cinema, a cui seguirà un workshop di letture con Allineamenti. Ingresso rservato ai soci Arci 7 euro – ridotto 5 euro.suspiria

Da martedì 31 si prosegue con la programmazione “ordinaria” che vedrà martedì e mercoledì la proiezione evento della versione restaurata del capolavoro di Dario Argento Suspiria . Ingresso 10 euro – ridotto soci Arci 8 euro

Da giovedì 2 febbraio invece, sarà proiettato in prima visione il film A united kingdom – l’amore che ha cambiato la storia di Amma Asante. Una storia vera di amore proibito e intrighi politici, un pezzo di storia di grande ispirazione raccontato con stile e passione. Nel 1947united-kingdom il principe del Botswana Seretse Khama si innnamora e sposa l’impiegata britannica Ruth Williams. Questa relazione interraziale, ai tempi dell’apartheid, desta forte scandalo, al punto da diventare un caso politico internazionale e obbligare Seretse e sua moglie all’esilio forzato. Ingresso riservato ai soci Arci 7 euro – ridotto 5 euro.

Tutte le informazioni su www.spaziogloria.com

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