Fisac-Trevitex

Paco-Sel/ Giusto intervenire nell’area Fisac-Trevitex, ma il Centro commerciale non serve

Logo-bicicletta-def-300x300Paco-Sel valuta positivamente i passi avanti compiuti per la progettazione del nuovo assetto dell’area Fisac-Trevitex, ma ribadisce che il centro commerciale previsto è inutile e dannoso. Paco-Sel è anche contraria all’abbattimento della palazzina Fisac ritenendo che non ritratti di «una questione secondaria o di principio, ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona». Il gruppo politico che sostiene la giunta Lucini afferma che tale opinione è condivisa da esponenti anche di altri gruppi della maggioranza e sottolinea quanto sia «importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». Leggi nel seguito il testo del comunicato.

«La posizione del nostro gruppo sull’area Trevitex è nota da tempo ed è in coerenza con quanto affermato fin dai tempi della giunta Botta e cioè quella dell’inutilità di insediare un centro commerciale in questa zona, con l’inevitabile carico di inquinamento e traffico in un’area troppo congestionata ed inquinata.

Anche da parte dei cittadini di Camerlata le richieste, che condividiamo, sono altre e sono quelle della necessità in zona di una struttura commerciale di medie dimensioni e di una generale riqualificazione sotto il profilo ambientale ed urbanistico.

Premesso questo siamo d’accordo con il resto della maggioranza a sanare e porre rimedio ad una situazione di cui non siamo responsabili perché frutto di scelte mai condivise.

La scelta di ridiscutere il piano attuativo Trevitex non ci deve però far perdere di vista l’obbiettivo principale e cioè quello di affermare l’interesse pubblico sull’area riferito soprattutto allo sviluppo urbanistico della zona.

L’attuale proposta è sicuramente migliorativa rispetto a quelle precedenti anche perchè frutto di proposte condivise e suggerite da noi, dal gruppo di lavoro a supporto della maggioranza e dai  gruppi che lavorano all’interno dei quartieri coinvolti.

Ci preme però sottolineare che l’abbattimento della palazzina ex Fisac non è una questione secondaria o di principio ma parte della definizione stessa dell’assetto urbanistico in senso pubblico della zona.

Il suo abbattimento, così come prospettato dal progetto attuale, avrebbe come unico esito quello di rendere visibile il nuovo centro commerciale e la piazza diventerebbe il “sagrato” di ingresso e punto di arrivo dei vari percorsi pedonali compreso il sovrappasso di via Badone.

Anche le aspettative degli abitanti di Camerlata di avere una piazza per il quartiere verrebbero deluse da questa soluzione progettuale simile a quella già realizzata sopra al supermercato di Via Piave, squallida piazza, sempre vuota, non vissuta e poco conosciuta.

È a partire da queste considerazioni che abbiamo sostenuto il mantenimento della palazzina o almeno di una parte consistente di questa non solo come memoria storica, importantissima per non perdere una parte visibilmente consistente della storia di Como, ma soprattutto per creare uno spazio pubblico che non sia semplicemente l’ingresso del supermercato ma un luogo di mediazione usufruibile dalla popolazione e che al contempo  non soffochi la futura attività commerciale.

A questo scopo pensiamo ad un progetto che preveda di rendere permeabile il piano terra della palazzina con la creazione di due piazze integrate, quella interna commerciale e quella esterna a verde e protetta dal traffico con il massimo di integrazione fra i due spazi. Il mix di funzioni risulterebbe, a nostro avviso, molto più interessante anche per l’operatore privato grazie alla creazione di uno spazio più vivibile e frequentato.

Riteniamo altresì importante che la palazzina così progettata rimanga di proprietà e gestione dell’operatore e che le destinazioni funzionali insediabili siano di interesse pubblico ( ostello della gioventù, pubblici esercizi, spazi espositivi multimediali quali documenti anche fotografici sulla storia del tessile con l’indicazione dei percorso ciclo-pedonale verso il progettato parco dei gelsi a Rebbio , emporio per la mobilità dolce, spazi sulla storia del razionalismo e centro per visite guidate, ecc).

Vogliamo ribadire che comunque queste posizioni non sono isolate all’interno della maggioranza ma  che anzi al suo interno sono  presenti posizioni simili a quelle del nostro gruppo, posizioni condivise anche da associazioni per la salvaguardia dell’ambiente quali Italia Nostra.

Infine riteniamo importante che, per cambiare passo, ogni scelta progettuale non solo sia condivisa all’interno delle forze politiche, ma discussa con la popolazione attraverso un percorso di urbanistica partecipata che possa portare a scelte consapevoli e condivise anche se diverse in parte o del tutto da quelle che sembrano essere già quasi compiute». [Paco-Sel]

 

Italia nostra/ Palazzina Fisac-Trevitex

TREVITEX 4Il servizio del 17 febbraio di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizio.  È una storia con la S lunga. Como piazza Camerlata, via Pasquale Paoli quella che dall’autostrada porta in città , da qui passano decine di migliaia di macchine al giorno. Proprio qui la palazzina liberty Fisac-Trevitex. Poi arriva Caprotti, con Slunga e un cinema multisala gigantesco con uno strano supermercato singolarmente diviso in due per stare alle norme. Polemiche, scarsi affari la chiusura del multisala che alcuni chiamano affettuosamente il mostro di Camerlata e l’accantonamento del progetto del vero supermercato. La Palazzina viene impacchettata e mal conservata.

Oggi, in periodi di scarsità di fondi, per il Comune di Como i circa 7 milioni promessi da Slunga riaprono la pratica con l’idea di abbattere la palazzina.

I contrari dicono che sette milioni servirebbero per opere stradali funzionali al supermercato stesso e chiedono come verrà risarcito il Comune per la palazzina.

Italia Nostra prima aveva chiesto alla Sovrintendenza di proteggerla con un vincolo oggi vuole trasformarla, recuperare la forma a e dell’edificio originario, usarla come vetrina commerciale delle eccellenze comasche.

Non è chiaro però se qualche forza politica appoggerà la proposta in Consiglio comunale o in Giunta dove sembra invece scontato l’appoggio al progetto concordato con Slunga.

[Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni Como].

Sul canale di ecoinformazioni tutti i video della conferenza stampa di Italia nostra di lunedì 16 febbraio.

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