Giuseppe Catozzella

Giuseppe Catozzella/ Non dirmi che hai paura

DSC00077La storia di un sogno, correre, e quella di un viaggio per realizzarlo. Un viaggio non come tutti gli altri, ma il Viaggio: quello disperato che dal cuore dell’Africa, attraverso il deserto, porta a Tripoli per poi affrontare il mare nel miraggio dell’agognata Europa, che non per tutti si trasforma in realtà. È una storia di passione e tenacia quella raccontata da Giuseppe Catozzella nel suo libro Non dirmi che hai paura [Feltrinelli Editore, 2014, 236 pagg, 15 euro] presentato venerdì 21 febbraio alla Feltrinelli di Como. Con l’autore, il giornalista Michele Luppi e Marco Servettini, coordinatore accoglienza profughi della Caritas di Como.
Il punto di partenza è una storia vera che attraverso la penna di Catozzella si fa romanzo di grande energia, senza mai cadere nel pietismo. La protagonista del libro è Samia Yusuf Omar, giovane ragazza somala che scopre il suo talento per la corsa in una città come Mogadiscio, dilaniata da una sanguinosa guerra etnica e colpita da fame, povertà e leggi coraniche contro le donne. Samia è determinata, e nonostante le difficoltà e la mancanza di mezzi, si allena con costanza arrivando così a qualificarsi, a soli diciassette anni, alle Olimpiadi di Pechino del 2008. Si posiziona ultima ma un caloroso applauso del pubblico la accompagna fino al traguardo. Lei, ragazza nera in fuga dalla guerra, da sola senza sponsor e allenatori professionisti, è riuscita a qualificarsi alle Olimpiadi.
Dal quel momento in poi il suo obiettivo diventa la partecipazione alle Olimpiadi di Londra del 2012, per riscattare quell’ultimo posto.
Torna quindi nel suo paese ma le condizioni di vita sono peggiorate: gli integralisti hanno assunto un potere ancora maggiore e lei è costretta a correre chiusa dentro un burqa. La Somalia non è più posto per lei e decide di partire a piedi, pronta ad affrontare la traversata del deserto per coronare il suo sogno. Vuole essere libera di correre e vuole farlo trovando un buon allenatore che la segua alle Olimpiadi.
Samia, come molti altri uomini e donne, si è trovata ad affrontare un viaggio drammatico stipata per giorni e giorni su mezzi di trasporto carichi oltre il limite e con viveri e acqua non sufficienti. Giunse a Tripoli stremata da 8 mesi di viaggio, ma pronta a mettersi ancora una volta nelle mani dei trafficanti e imbarcarsi affrontando il mare; quel mare che lei per tutta la vita ha visto ma non ha potuto toccare, perché nel suo paese in spiaggia i miliziani si sparano. Mare simbolo di libertà e speranza, luogo del sogno che per Samia si trasforma in tragedia. La giovane trova la morte il 12 aprile del 2012 al largo di Lampedusa.
La storia era già nota alla cronaca ma la volontà dell’autore è stata quella di dare un volto alle migliaia di migranti che ogni anno compiono il medesimo viaggio e spesso incontrano la morte. Catozzella durante l’incontro ha infatti spiegato che ciò che l’ha spinto a raccontare questa storia è stato proprio il senso di colpa e la responsabilità come italiano, consapevole di questi drammi ma inerme di fronte a una tale ingiustizia.
Successivamente è intervenuto anche Marco Servettini che ha riportato alcuni dati circa i migranti a Como: a seguito delle ondate migratorie che si sono susseguite in Italia a partire dal 2011 la città  ha accolto circa duecento profughi,  un centinaio gestiti direttamente dalla Caritas,  i restanti da parrocchie e hotel della zona.
L’incontro si è concluso con le domande del pubblico e con la duplice speranza che un giorno Samia possa correre di nuovo attraverso il corpo della nipote Mannar, anch’essa con la stessa dote atletica della zia, e che questa storia rimanga viva perché «Samia siamo tutti noi». [Federica Dell’Oca, ecoinformazioni]

Non dirmi che hai paura

non dirmi che hai pauraPresentazione del libro (Feltrinelli 2014) con l’autore, Giuseppe Catozzella, venerdì 21 febbraio alle 18 alla Feltrinelli di Como, in via Cesare Cantù 17, che dialogherà con Michele Luppi, giornalista, interviene Marco Servettini, coordinatore accoglienza profughi Caritas Como. [Presto on line su ecoinformazioni]

«Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore – spiega la presentazione –. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell’irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli diciassette anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. Il suo vero sogno, però, è vincere. L’appuntamento è con le Olimpiadi di Londra del 2012. Ma tutto diventa difficile. Gli integralisti prendono ancora più potere, Samia corre chiusa dentro un burqa ed è costretta a fronteggiare una perdita lacerante, mentre il “fratello di tutta una vita” le cambia l’esistenza per sempre. Rimanere lì, all’improvviso, non ha più senso. Una notte parte, a piedi. Rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi. Sola, intraprende il Viaggio di ottomila chilometri, l’odissea dei migranti dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, per arrivare via mare in Italia».

«Giuseppe Catozzella per mesi è entrato dentro la vita reale di Samia – conclude la nota –, e l’ha reinventata in una voce dolcissima, scrivendo un romanzo memorabile. Da quella voce, da quell’io leggerissimo che ci parla con fermezza e candore, si sciolgono la struggente vicenda di un’eroina dei nostri tempi, la sua fiaba, e insieme il suo destino».

Per informazioni tel. 031.278109. [md, ecoinformazioni]

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