Graziano Del Rio

Variante Tremezzina: dal Politecnico la presa di posizione di un autorevole docente per la salvaguardia del territorio

L’iter di valutazione della Variante Tremezzina è giunto ad una fase cruciale.

variante-della-tremezzina-Griante

A settembre si è chiusa la conferenza dei servizi in sede di VIA (Valutazione di impatto ambientale) nel corso della quale i diversi enti interessati sono stati chiamati ad esprimere le proprie valutazioni in merito al progetto. In questo ambito la Soprintendenza ha presentato un parere non favorevole sottolineando criticità e carenze dell’attuale progetto e chiedendo una sostanziale revisione per ridurre i tratti i cielo aperto e l’impatto complessivo dell’opera sul paesaggio e su alcuni significativi elementi del patrimonio culturale (la Torre del Soccorso, il Sacro Monte di Ossuccio, la parrocchiale di Bonzanigo, la Villa Maresi di Griante). Le osservazioni della Soprintendenza sono state accolte nel decreto di VIA emesso dalla Regione Lombardia che, pur esprimendo parere favorevole, ha indicato ai progettisti precise prescrizioni volte a soddisfare le richieste della Soprintendenza.

Tali indicazioni avrebbero dovuto essere recepite dal progetto in sede di una successiva conferenza dei servizi presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche che ha avuto luogo nel mese di ottobre. Tuttavia in tale occasione il progetto non è stato modificato secondo quanto richiesto anche da Regione Lombardia e la Soprintendenza ha pertanto ribadito il parere non favorevole all’attuale versione del progetto per cui il Provveditorato alle Opere Pubbliche ha chiuso la conferenza dei servizi con esito negativo rinviando al Consiglio dei Ministri la possibilità di scavalcare il parere della Soprintendenza. Dalla lettura dei documenti appare evidente che il funzionario della Soprintendenza, nel pieno rispetto del ruolo a cui è chiamato l’organo di tutela, non ha espresso un parere contrario alla realizzazione della variante ma ha chiesto di rivedere l’attuale progetto per salvaguardare un paesaggio straordinariamente prezioso ma anche molto fragile. Tuttavia nei giorni scorsi sulla stampa sono apparse dichiarazioni che mettono in discussione il suo operato e il ruolo svolto dalla Soprintendenza e qualcuno è arrivato perfino a chiedere il trasferimento del funzionario ad altro incarico.

Occorre ribadire quindi, come ha fatto apertamente il prof. Stefano Della Torre professore ordinario di restauro al Politecnico di Milano in una lettera inviata alla Presidenza del Consiglio e ai ministri Del Rio e Franceschini, che la Soprintendenza viene chiamata ad esprimere il proprio parere nella valutazione di un progetto definitivo proprio con l’obiettivo di garantire la tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico e sarebbe opportuno pertanto spostare l’obiettivo sui limiti e sulle criticità tuttora irrisolte del progetto. [Marco Leoni per ecoinformazioni]

Per leggere la lettera clicca qui.

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